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Leonardo pittore della natura, tra gelsi e vigne

Il Castello Sforzesco si unisce alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci con un programma dal titolo “Leonardo mai visto”, una rassegna di tre mostre che portano a scoprire il legame dell’artista con la natura e il valore da lui attribuito all’osservazione diretta di tutte le sue forme, per scopi pittorici e al tempo stesso scientifici. La riproduzione di un ambiente naturale è il soggetto principale della Sala delle Asse, nella quale consigliamo di immergersi prima che torni a chiudere i battenti.

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Sguardami: il volto come l’immagine dell’anima

È ancora in pieno svolgimento a San Giuliano M.se, nella Sala Mario Tapia Radic, la prima mostra personale di pittura di un’amica di MaQ, Francesca Pavesi. Viareggina di nascita ma Milanese d’adozione, si è presentata alla città con un’ampia selezione della sua produzione artistica. Come recita la locandina, “Sguardami” è il titolo della mostra che ha inaugurato il 7 settembre e si concluderà domenica 15 settembre e che vede ad oggi grande affluenza di visitatori, tra concittadini, esponenti dell’Amministrazione Comunale, amici, colleghi e parenti.

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Uno sguardo sul mondo alla Mondadori

“L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”. Queste le parole di Pablo Picasso.
E sono la terra, la natura, l’ogni luogo,l’emozione e il sommovimento interiore, al centro della nuova mostra di Evaristo Petrocchi, fino al 5 ottobre, presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo. Quello di Petrocchi è un progetto internazionale contro i cambiamenti climatici, un tema particolarmente urgente, che pende sul filo di una presa di coscienza generale che fatica ad affermarsi. Questa volta l’ambasciatrice non è Greta Thunberg, la cui testimonianza, legata all’altalena spietata dei social e della sovraesposizione mediatica, crea odio e amore, lovers and haters . Questa volta ambasciatrice della natura e della Terra ferita è l’arte, che vuole colpire il mondo interiore di ciascuno di noi.
Vi presentiamo la mostra, che parla a ciascuno di voi, attraverso di voi.

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Viaggia, condividi… e fatti notare!

Da sempre un milanese che si rispetti – ma in realtà qualsiasi viaggiatore – vive doppiamente il piacere di viaggiare: prima, mentre fa la vacanza, e dopo, mentre la racconta, possibilmente sostenuto da un corredo iconografico. Ma oggi la fama del proprio tour vacanziero precede la narrazione a posteriori, grazie ai social e alle più nuove tecnodiavolerie disponibili, che danno il via a tendenze aggiornate e sempre più diffuse.

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FORAGING: riconoscere, raccogliere e consumare cibo selvatico

Prodotti bio e a chilometro zero? Sempre apprezzati, ma di gran lunga superati. Sentiremo sempre più spesso parlare di foraging, il gesto antico della raccolta di erbe spontanee, in totale simbiosi con i numerosi habitat e rispetto per la terra che ci ospita. Non servirà spostarsi di molti km da Milano… siamo circondati da laghi, montagne, boschi, ruscelli ricchissimi di “natura selvatica”. Certo… non è esattamente come andar per campi… ma c’è molto, molto di più!

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Milano come al mare

Sembra di essere al mare, se si ha un occhio un po’ attentino, qui a Milano. Non sto parlando di clima vacanziero, ma di tendenze e routine vecchie o nuovissime, di cui siamo tutti un po’ protagonisti o vittime, a seconda del punto di vista.

Due ruotine

Nelle località balneari è da sempre disponibile ogni diavoleria su ruote o rotelle, per la gioia di famiglie bambinimunite: risciò, tandem a tre posti, superpattini, skateboard… e proprio dalle mani dei bambini, oggi viene strappato un nuovo trend, non marittimo ma metropolitano, molto childish e very motorizzatissimo. Il monopattino elettrico. I protagonisti di questa micromobilità sfrecciano ovunque e non sfoggiano, come ti aspetteresti, il classico stile da turista sciabattato. Questi allegri circolatori sono super trendy, lookatissimi, in testa a tutti i giovani businessmen, con completo monocolor e zainettochic d’ordinanza. E con qualche sfumatura di hipster. E chi non sfreccia? Si sente più che mai a Milano come al mare. Lasciato il businesslook ai monopattinatori, sono innumerevoli i cittadini che vivono nell’equivoco di credersi sulla battigia più che su un urbano marciapiede.

Canottierati & tatuaggi mantecati

Forti dei discorsi da ascensori, quelli in cui le mezze stagioni sono più rare degli unicorni, i milanesi dai piumini passano d’un sol balzo a un look da Isola dei Famosi. Un contagio diffuso più della peste del Manzoni: ognidove si avvistano ciclisti, pantaloncini, shorts, top, canotte e canottieroni, ciabatte, ciabattine e zatteroni… per non parlare dell’epidemia di mollettoni extralarge, sulle teste femminili.

Sur la côte può essere un simpatico sintomo di villeggiatura, in città sembrano evaporati i fondamentali del vivere insieme sotto gli stessi grattacieli. Esempi? I gran canottierati; la cui ascella vigorosa è olfattivamente valorizzata sui mezzi pubblici, forse perché temono di essere poco ecosostenibili casomai usassero un surplus di acqua per la detersione. O ancora i portatori sani di abitini o camicette in poliestere, inconsapevoli della perniciosa capacità di questi capi di aromatizzare l’aria.

E che dire poi dei tatuaggi mantecati? Magnifica definizione offertami dal mio amico Massimo, che ravvisa qua e là in città graffiti epidermici assai usurati, indossati per lo più da carni non proprio al top della tonicità.

Dall’insalatona al gelatochic

A Milano c’è aria di mare anche in tavola. È il momento di sfoderare “l’insalatona omnicomprensiva”, dove ci infili qualunque eterogenea minuteria alimentare.

Ed è la stagione delle insalate di riso e delle gelide insalate di pasta preparate coi temibili CONDITUTTO, che già il nome è un programma: mix di oggetti alimentari poco compatibili, che mai si fondono in un’armonia di sapori. Ma il top di gamma sono le gelaterie, che spuntano in giro più dei tatuaggi, mantecati e non: notato quanti gusti siano in grado di sfoderare? Dal Nutellone al Cookie, dalla meringata nocciolata alla lemonpanna, dal Puffo Brontolone allo zola glacé. Maxi idee, ma mini sapori: perché le creme sanno di crema, le frutte sanno di frutta. Stop.

E sapete qual è la prova del 9 per un milanese DOC? Invitato a cena in terrazzo, ecco come rivela la provenienza Milano Dowtown e non Misano Adriatico: non porta mai agli ospiti il gelato nella varietà gusti classici, tipo crema e cioccolato, ma quelli destinati a farsi notare come il pistacchio di Bronte che prima è passato da Agrigento, il caramello al sale e alla curcuma, il nero di seppia di Capri… A quel punto, sulla terrazza degli amici, sembra di sentire persino la risacca. Sarà mica quella dei Navigli in odor (e che odor) di riapertura??

 

ps Questa è la prima puntata di Leggoblog: un’idea dedicata a chi vuole leggere l’articolo… ma senza leggerlo, un po’ come gli audiolibri, oggi tanto acclamati!

 

 

 

 

 

 

Roundabout: un giro su una giostra inaspettata

Rotatorie, spartitraffico, banchine, massicciate, strette strisce tra marciapiede e carreggiata, piccole zone non asfaltate, persino fessure e crepe nel cemento. In tutti questi spazi la natura si fa strada con incredibile forza, a volte guidata dagli addetti ai giardini, molte altre in completa libertà. Attraverseremo la città da San Siro a Corvetto, da Gae Aulenti a City Life, da Cordusio a Settimo Milanese come in altrettanti giri di giostra che, nel loro vorticoso roteare, ci trasporteranno in un mondo colorato e spesso ignorato. E così, per parafrasare gli Yes, diventerò qui il vostro “roundabout”, sperando che le mie parole, e soprattutto le mie immagini, vi portino “out ‘n’ out” alla scoperta di una città inaspettata.

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Milano “al pomodoro”

Che Milano riparte lo vedi non tanto dai grandi eventi che passano e vanno, come l’Expo o le Olimpiadi. Quello che marca giorno per giorno la differenza sono le tante iniziative che stanno ricreando un tessuto sociale, economico e  commerciale; realtà quasi sempre costruite a partire dalla tenacia quotidiana di mille protagonisti. Come in questo caso.

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