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Piazza Scala come in un trailer: 2 palazzi, la movida di fin siècle e la prima edicola.

Dopo l’articolo sulla costruzione della Scala, illustriamo ora come la piazza antistante – sorprendentemente – non sia stata progettata per dare respiro e lustro alla facciata dell’edificio, quanto piuttosto per esaltare un altro palazzo!… ovvero il “dirimpettaio” Palazzo Marino!Tutto iniziò infatti in occasione della visita di Francesco Giuseppe del 1857, che prevedeva la demolizione delle catapecchie che si erano appoggiate, nel corso del tempo, intorno all’enorme edificio voluto dal banchiere genovese Marino nella seconda metà del XVI sec., destinato a diventare nuova sede del Municipio dopo la liberazione dagli austriaci.

In tal modo, nel 1861 veniva aperta la piazza intitolata al nostro maggior teatro che acquistava la sua definitiva ampiezza: le carrozze che portavano alla Scala non erano più costrette a scappar via per non assieparsi lungo una via stretta che non permetteva nemmeno di vedere l’intera facciata del teatro… in altre parole si parlava di traffico già allora!! Ciò portava purtroppo alla scomparsa, insieme alle baracche, di una serie di edifici storici cari ai vecchi milanesi, come la Casa Borrani, che ospitava il famoso Caffè del Teatro, poi Caffè della Cecchina.Ma i punti di ritrovo e di svago vennero subito sostituiti, tanto che col periodo post-unitario la piazza divenne lo spazio della “movida” milanese!… ovvero il luogo preposto al dopo teatro, con moderni locali ospitati negli edifici circostanti: il caffè dei Virtuosi, per gli artisti e il caffè Martini, con i bigliardi, per i tiratardi.

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In piazza viene installata la prima edicola italiana, ubicata in un angolo di un portico, insieme a quella dietro il Duomo, per la vendita dei giornali.Dal 1865, nell’angolo, a sinistra di Palazzo Marino, veniva costruito uno degli ingressi alla Galleria Vittorio Emanuele, peraltro non in asse con l’accesso dal Duomo, risolvendo la difficile cucitura tra le due piazze principali della città. Fu poi nel 1872 che si pose nel centro la statua con Leonardo da Vinci, sul piedistallo, e i suoi allievi lombardi, i pittori Giovanni Antonio BoltraffioAndrea Salaino, Marco d’Oggiono e Cesare da Sesto… quasi tutti milanesi d’adozione ante-litteram!

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  1. […] solo per la sua grandezza di direttore d’orchestra, ma per tutto quello che ha fatto per il Teatro alla Scala e per Milano. Due cose soprattutto di capitale importanza: l’apertura del repertorio […]

  2. […] durante una protesta contro l’arresto di Garibaldi); il Caffè Gnocchi, sul braccio verso Piazza Scala, assiste nei suoi locali all’accensione della prima luce elettrica; l’editore Ricordi, ha anche […]

  3. […] di questo momento, la zona compresa tra Piazza Scala e Piazza Meda era un borgo agricolo di campagna, la Piazza del Duomo periferia, il quartiere oggi […]

  4. […] 5- Piazza Scala come in un trailer: 2 palazzi, la movida di fin siècle e la prima edicola […]

  5. […] del quartiere Case Rotte per la costruzione del palazzo della Banca Commerciale, in Piazza Scala, in cui si mette in luce come ogni epoca abbia voluto lasciare il suo segno nella città, spesso […]

  6. […] Anche Milano – particolarmente durante le appena terminate vacanze natalizie – ha la sua bella quota di turisti, anche se non viene annoverata tra le più rilevanti città d’arte italiane: incuranti di questo giudizio, siamo ben contenti che il nostro Erreerrearchitetto ce ne stia raccontando via via gli splendidi tesori, forse solo meno evidenti rispetto a quelli di altri siti perchè nascosti all’ombra di splendidi palazzi, mirabili cortili, rovine archeologiche “discrete” e ambienti rurali appena fuori dalla metropoli. Ma sul Corriere di qualche giorno fa si raccontava dei visitatori capitati in città: più che turisti per caso, si tratta invero di turisti che tirano a casaccio facendo domande ridicolmente strampalate al nuovo Urban Center in Galleria, l’InfoMilano recentemente allestito dietro piazza della Scala. […]

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