Manifesto per l'apertura del Museo dei Martinitt

Grandi ricordi di piccoli di ieri: Martinitt e Stelline.

I bambini degli anni Cinquanta e Sessanta se lo sentivano spesso ripetere dai propri genitori “Non sei mai contento di tutto quello che hai… pensa agli orfanelli”… e se questo dialogo avveniva a Milano, gli orfanelli prendevano subito il nome di Martinitt. Perché da secoli quella dei Martinitt è in effetti l’istituzione maschile più famosa dedicata ai piccoli senzafamiglia. Oggi desideriamo raccontarvi un po’ la loro storia, da subito invitandovi a visitare in compagnia dei vostri bambini il Museo dei Martinitt e Stelline. Questo ha origine da un cospicuo patrimonio di documenti archivistici ove sono ben custodite tante notizie della vita tra l’Ottocento e il Novecento di molti piccoli orfani. Documenti che hanno permesso di ricostruire al meglio le loro vicende, a vantaggio dei numerosissimi visitatori.

Ma torniamo indietro nel tempo… sapete come nasce il nome di Martinitt? Milano, durante il Rinascimento era flagellata da guerre, assedi, pestilenze, fame e gli abbandoni di minori erano all’ordine del giorno. Un frate di nome Gerolamo Emiliani, ex nobile veneto, aveva fondato un ospizio maschile per fanciulli orfani o abbandonati con l’aiuto del duca Francesco II Sforza in un edificio annesso alla chiesa di San Martino (un edificio che non c’è più in angolo fra Via Manzoni e Via Morone). Ecco che i piccoli raccolti qui venivano chiamati Martinitt ovvero “piccoli Martini”. L’orfanotrofio nel Settecento verrà trasferito nel convento di S. Pietro in Gessate a Porta Vittoria: questa location, come si direbbe oggi, giustifica la celebrata ed eroica partecipazione dei Martinitt alle gloriose V Giornate di Milano, quando si distinsero come staffette portando oltre le barricate dispacci e comunicazioni circa l’andamento della famosa resistenza del ’48 milanese.

Vignetta caricaturale dei soldati austriaci nel '48 a Milano

Vignetta caricaturale dei soldati austriaci nel ’48 a Milano

E le bambine? Dopo essere state accolte dalla fine del Cinquecento in diverse strutture, furono radunate poi nel luogo ove sorgeva il Monastero delle Benedettine di S. Maria della Stella, soppresso dopo la peste (oggi Palazzo delle Stelline in Corso Magenta). Qui fu fondato nel XVII sec. lo Spedale dei Mendicanti che divenne in seguito l’Orfanotrofio della Stella, solo femminile dal 1753 e riservato dunque alle Stelline o “i Stellìn”.

Stelline in un'aula di studio

Stelline in un’aula di studio

Ma perché in fondo era una fortuna essere accolti tra i Martinitt o le Stelline? Molti non sanno che l’istituto non era dedicato solo agli orfani, ma anche ai fanciulli indigenti, talvolta solo senza madre o padre. Ai primi era garantito anche l’alloggio, ma di certo a tutti era assicurato il vitto: l’economo, seguendo un rigido protocollo, assegnava una razione di pane e companatico a seconda dell’età e del sesso.

Un Martinitt in una stampa d'epoca

Un Martinitt in una stampa d’epoca

Un futuro migliore… era poi un’autentica prospettiva per questi ragazzi. …Perché a tutti veniva impartita un’istruzione: nel caso dei maschietti si trattava prevalentemente di una formazione professionale. Imparavano così il mestiere di falegname, di tipografo o stampatore e comunque attività di precisione legate all’utilizzo dei macchinari di una prima industrializzazione. Le femmine più diligenti venivano avviate alla carriera di maestre, come le loro insegnanti, oppure erano destinate ad andare a servizio presso le buone famiglie milanesi. Data l’educazione e la disciplina con cui erano formati, Martinitt e Stelline erano davvero molto richiesti!

Una classe di stelline

Una classe di stelline

E alcuni piccoli orfani sono diventati… davvero grandi! Grazie alla buona formazione e naturalmente alle loro personali capacità, sono davvero parecchi i ragazzi che si sono distinti nel corso della vita professionale. Alcuni nomi eccellenti? Angelo Rizzoli, fondatore della casa editrice Rizzoli Editore. Leonardo Del Vecchio, fondatore della Luxottica. Edoardo Bianchi, fondatore dell’omonima azienda produttrice di biciclette e automobili. Marco Dabbene, capostipite della famosa famiglia di argentieri a Brera.

La banda dei Martinitt

La banda dei Martinitt

Per scoprire da vicino la loro vita  – dicevamo più sopra – il Museo dei Martinitt e Stelline vi attende. Sarà una visita davvero speciale con i vostri bambini, seguendo percorsi interattivi davvero coinvolgenti, per immedesimarsi nella vita di questi ragazzi: in una vera aula di scuola si può rispondere alle domande dei maestri, lavorare nella stireria, consultare materiali d’epoca in formato elettronico, conoscere le storie dei benefattori, veri pilastri di questa istituzione…Che passo avanti dalle sorpassatissime minacce degli anni Cinquanta… un’autentica full immersion in questo importante spaccato di storia milanese.

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  1. […] parteciparono tutti i ceti e qualunque abitante, anche i bambini, come vi abbiamo illustrato in un precedente articolo. L’impressione per gli austriaci fu tale da far dire a Radetzky che “il carattere di questo […]

  2. […] insomma poco tempo fa arriva questo messaggio dal Teatro Martinitt (noi abbiamo parlato di questa istituzione così milanese ma non del teatro), che ci invita a chiacchierare delle loro iniziative e poi a vedere lo spettacolo […]

  3. […] a proposito di questo nei nostri passati interventi su istituzioni milanesi filantropiche come i Martinitt e Stelline, o come il Marchiondi-Spagliardi per i bambini discoli. Insomma, Milano prometteva sin da piccoli […]

  4. […] , di scuola solariana. Sfortunatamente gli edifici conventuali, che avevano ospitato per secoli i Martinitt sono scomparsi per far posto a progetti legati a edifici di rappresentanza del regime durante il […]

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