Paolo Uccello - Caccia notturna, 1470 ca.

Quando il Parco Sempione era una riserva di caccia.

Adesso che inizia la bella stagione, portate i vostri figli a giocare al Parco Sempione, l’area verde più grande del centro storico. E raccontate la storia del più antico e nobile giardino di Milano! A ridosso del Castello Sforzesco, l’ampia distesa verde era parte integrante delle proprietà ducali,  e rappresentava il barcho ducale, cioè la riserva di caccia della signoria, con aree a parco nei pressi della fortezza. Era una zona vastissima che si estendeva a nord della città e annoverava fin dall’inizio del XV secolo, viali “a volta”, coperti da rami, giardini, orti, frutteti, alternati a prati e a boschi, ricchi di selvaggina.

Non era raro avvistare lepri, cervi e cinghiali fino al limitare dell’area fortificata! Essendo la tenuta di caccia dei duchi e dei loro ospiti, all’interno vi erano casini per il ristoro dopo le attività venatorie, piccoli padiglioni per feste e intrattenimenti, serragli per bestie feroci… e persino per un elefante!… che serviva da modello per le decorazioni del portico omonimo in una corte del Castello. E poi c’erano ancora la falconiera, la peschiera in muratura, a ridosso del fossato, per la coltura dei pesci pregiati, nonché l’installazione di una fontana trasportata dal palazzo di città (l’odierno Palazzo Reale), alimentata dalle stesse acque convogliate dal fossato. Dalla metà del ‘400, quest’area i cui confini erano a perdita d’occhio, venne recintata con un muro alto ben 2 metri e mezzo per aumentare la sicurezza. L’ingresso era controllato con addirittura 7 porte , più quella all’interno del Castello, la Porta Giovia. Tutte avevano torri campanarie che avevano la funzione di avvistamento e di allarme.  Ma quanto era grande la tenuta? Pensate che una di queste porte era al Portello, presso la cascina omonima, spesso presente in molte mappe e disegnata proprio come un portellone che si apriva sul barcho (da qui lo stesso nome del quartiere fuori dall’area ex Fiera).

Questa mappa della Milano del XVI sec., ci illustra anche l'ampiezza del barcho circondato da mura.

Questa mappa della Milano del XVI sec., ci illustra anche l’ampiezza del barcho circondato da mura.

In seguito Lodovico il Moro volle accrescere ancora di più la sua tenuta di caccia e quindi acquisì altre cascine, colombare e vigne limitrofe per compensare il fatto che al sud della proprietà avesse costituito un nuovo quartiere per i suoi cortigiani, il borgo intorno a S. Maria delle Grazie. Mentre il Portello diventava una zona ben curata, ora all’interno della recinzione del barcho ducale, dove vi erano  vigneti, orti, cascine, al contrario la situazione fuori dalle mura era assai diversa: ad esempio il Bosco della Merlata, poi conosciuto come Musocco, era una zona fitta di vegetazione, e per questo meta anche delle battute di caccia dei duchi fuori il barcho ducale. Ma soprattutto, era talmente inospitale, da essere infestata di briganti!

Più avanti, con l’arrivo degli spagnoli buona parte dell’area intorno al Castello, più volte saccheggiato, demolito e ricostruito, viene destinata a manifestazioni pubbliche. D’estate, tre volte alla settimana, verso sera, sulla spianata a forma di stella si organizzavano grandi concerti sinfonici all’aperto per tutti i cittadini.

Nella carta post-unitaria di Giovanni Brenna si evidenzia come fuori dalla Piazza d'armi del Cagnola, fossimo ancora in presenza di territorio non urbanizzato

Nella carta post-unitaria di Giovanni Brenna si evidenzia come fuori dalla Piazza d’Armi del Cagnola, fossimo ancora in presenza di territorio non urbanizzato

Dopo la demolizione dei baluardi spagnoli intorno al Castello, nell’area retrostante  venne ricavato un vasto quadrato cinto da alberi per le esercitazioni militari, che prima venivano eseguite all’interno della fortezza. Quando lo spiazzo militare fu spostato più a nord, con una città in continua espansione, appena fuori dalle fortificazioni fu creata la spianata nota come Piazzale del Cannone per via del cannone della Guerra ’15-’18, che faceva bella mostra di sé in vista dell’Arco della Pace.

Ecco come si presentava l'area del Parco Sempione, appena risistemata alla fine del XIX sec.

Ecco come si presentava l’area del Parco Sempione, appena risistemata alla fine del XIX sec.

Intanto già dalla fine del XIX sec., si progettava sulle aree verdi, al di fuori della spianata, un grande giardino all’inglese per la città, con aree a prato, radure, pozze d’acqua e alture di roccia. Stretto fra i semicerchi del Foro Bonaparte e del sistema Via Canova-Melzi d’Eril non era più un luogo di delizia, ma almeno era stata rispettata la volontà di mantenere il nuovo parco il più possibile isolato dal grande traffico cittadino!

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18 Trackbacks

  1. […] usiamo ad esempio a Natale per ricoprire il fondo dei presepi. Insomma questa vegetazione copriva l’area umida e fitta di vegetazione intorno al Castello Sforzesco, luogo di ritrovo per questi ragazzotti, un po’ annoiati, che pare portassero un copricapo di […]

  2. […] fatto strada il progetto di aprire un giardino zoologico qui, dopo aver scartato la location del Parco Sempione. E così dal 1923 furono edificati i ricoveri per lo zoo di Milano (la voliera, la fagianiera, i […]

  3. […] da inutili ostruzioni che porti in maniera più fluida all’area di ossigenazione del centro (il Parco Sempione). Credo che sia la prima volta nella storia di Milano dal XII sec. ad oggi che il flusso veicolare […]

  4. […] Castello, se non in un intervento specifico, almeno tangenzialmente: in occasione del post sul Parco Sempione, che ci ha inquadrato l’area in cui sorge, ma anche quando abbiamo illustrano lo stemma di chi ha […]

  5. […] per l’attuale Via Canonica, e irrigando sin dal Medioevo il borgo degli Ortolani, costeggiava il Parco Sempione, lato Arena, per poi dirigersi dietro l’attuale Basilica di S. Ambrogio, lungo una via che porta […]

  6. […] parecchi, a iniziare da quello più famoso, il Borgo degli Ortolani: questo a ridosso della tenuta di caccia dei Visconti, lungo l’attuale Via Canonica, ha garantito per secoli, ma in maniera più sistematica dal […]

  7. […] parlando naturalmente di quello stabile, non di quelle giostrine che ogni tanto fanno capolino al Parco Sempione, in Piazza Grandi o in quelle minuscole di Piazza […]

  8. […] per nuovi ricchi, il padiglione di Libeskind, e forse un domani lo stadio del Milan al vicino Portello, un’altra area industriale interessata dall’ennesima speculazione targata anni ’90 su […]

  9. […] per i lavori della circonvallazione ferroviaria che da San Cristoforo doveva raggiungere Musocco. Sul lato opposto del Naviglio, in contemporanea, le cascine lasciano il posto a una serie di […]

  10. […] ricordo la metafisica Piazza Sempione con il suo Arco della Pace, pensata come una Porta sulla città proibita ora restituita ai milanesi, o la rinnovata Corsia de’ Servi, rettificata e divenuta il nuovo […]

  11. […] suoi legami con la città di origine: da un lato il serpente dei Visconti, che furono anticamente i proprietari degli immensi terreni, destinati alla caccia, che dal Castello arrivavano fin qui, dove una cascina con un gran “portello”, appunto, ne rappresentava il limite invalicabile, […]

  12. […] di un’oasi di biodiversità. È un polmone verde di 880 mila metri quadrati, grande tre volte il parco Sempione, candidato a diventare un corridoio ecologico di importanza cruciale per la vita degli animali […]

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  17. […] suoi invadenti volumi, ben visibili dal tessuto storico che da Corso Garibaldi si sfrangia verso il Parco Sempione, ora un altro pezzo di vecchia Milano vede cedere il passo alla modernità. Non so quanti di voi […]

  18. […] infatti un casino di caccia fatto erigere da Ludovico il Moro, insieme e in collegamento con altre tenute ducali cittadine. Divenne poi un’imponente residenza nobiliare di campagna, di impianto settecentesco, modificata […]

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