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Sette isole per Milano

Dopo la sbornia da Fuorisalone a cui ha assistito Milano, negli ultimi giorni, proviamo a tirare le fila di un discorso iniziato tanto tempo fa con questa rubrica. Lo facciamo ripartendo da una mostra interessante, che è ancora visitabile alla Triennale. E’ presentata col titolo “Identità di Milano” e allestita dal designer/architetto Michele De Lucchi su indicazione del Comitato Brand Milano.

E’ la presentazione di alcune riflessioni sulla nostra città in cerca di una propria identità in vista di Expo. In realtà mi ci sono imbattuto per caso, poiché è una di quelle piccole esposizioni che la Triennale relega in spazi secondari, e che scopri solo se sei davvero interessato. Il tema mi ha davvero incuriosito. Riporto testualmente dalla presentazione: La mostra presenta i segni del patrimonio simbolico di Milano, raccontando cosa rappresenta la città oggi nell’immaginario collettivo attraverso l’evoluzione dello stemma e dei simboli della città e della comunità, i volti di milanesi rilevanti tra nativi e adottivi, le vere icone dell’arte, i profili dei palazzi storici e moderni, i luoghi topici.

Pannello della mostra con i simboli di Milano (foto tratta da un sito brasiliano che parla della mostra su Milano)

Pannello della mostra con i simboli di Milano (foto tratta da un sito brasiliano che parla dell’identità della nostra città)

Quindi si tratta di una disamina e una presentazione dei simboli identitari, siano essi grafici o culturali di Milano. E quindi non potevano mancare alcune figure care alla “Milano che non si sa” e di cui abbiamo già parlato: dal panettone alla Scala, dal ghisa (il vigile urbano, per i non milanesi) alla vedovella (la classica fontana pubblica per l’acqua potabile), dalla Madonnina alla casa di ringhiera, dal biscione visconteo alla scrofa semi-lanuta, dallo stemma cittadino con lo scudo crociato al Duomo.

panettone brandizzato con stemma di Milano

panettone brandizzato con stemma di Milano

I 14 temi identitari sono rappresentati poi da noti illustratori: Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Julia Binfield, Michele Tranquillini, Beppe Giacobbe, Olimpia Zagnoli. Il tutto passando per uno studio attento sui “plus” su cui Milano è famosa nel mondo: la moda, il design, la formazione con le sue innumerevoli università, la salute con il suo sistema che contempera il privato con il pubblico, la sua arte e la sua cultura. Tutto questo studio dovrebbe essere presentato alla città attraverso delle installazioni (torri sceniche) per aumentare e stimolare la consapevolezza di sè. E, riporto ancora fedelmente da programma, da lunedì 26 maggio a domenica 1 giugno 2014 i sette luoghi della città che ospiteranno le torri sceniche progettate da Michele De Lucchi, si trasformeranno in sette isole di spettacolo ideate come luoghi di incontro dei cittadini e luogo di performance che andranno a reinterpretare i temi caratterizzanti della città. I sette luoghi che ospiteranno le pièce sono:Arco della Pace, Via Ampere, Piazza Duca D’Aosta, Piazza Gae Aulenti, Piazza San Fedele, Piazzale Teatro Arcimboldi e Parco Solari.

Una delle torri sceniche ideate da Michele De Lucchi (foto da La Repubblica)

Una delle torri sceniche ideate da Michele De Lucchi (foto da La Repubblica)

Ora, al di là del favore che un’iniziativa del genere possa riscuotere sul territorio, è apprezzabile che il Comune di Milano si interroghi su come vendere all’estero il prodotto turistico “Milano”. Ma mi viene da pensare perché lo fa solo adesso e a pochi mesi dall’inizio di Expo? Credo che qui sia la spiegazione del forte ritardo e della distorta percezione con cui Milano sia vista, sia all’estero che in casa nostra: città tagliata per gli affari, la moda, gli appuntamenti fieristici ma poco propensa a essere una città d’arte e del turismo culturale pari a Firenze o a Roma. Giro a voi, che solo ora con questa iniziativa siete chiamati a farlo, le ulteriori riflessioni.

 

 

 

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2 Trackbacks

  1. By I soprabiti di @soprabito | ciabattine on 22 aprile 2014 at 5:29

    […] soprabiti ne ho tre. Non sono molti ma sono abbastanza. C’è da dire che in  una città come Milano il tempo del soprabito è davvero ridotto. Quel fresco del mattino e della sera, accompagnato […]

  2. […] proponendo una serie di icone classiche e pop, che noi di Ciabattine avevamo visto in anteprima in una mostra presentata ad aprile 2014 alla Triennale, in occasione del Fuorisalone 2014. Era presentata col titolo “Identità di Milano” e allestita […]

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