Altare_del_duca_ratchis,_730-740,_cividale_museo_cristiano_3

QUANDO I RE MAGI PASSARONO DA MILANO

Con la fine dell’Avvento e delle festività legate alla fine dell’anno, chiudiamo questa lunga parentesi di riposo, con l’Epifania, che come dice il detto, tutte le feste porta via!  Ma questa ricorrenza antichissima non è legata solo alla tradizionale comparsa della calza sui nostri alberi, riempiti da una Befana, di dolciumi o di carbone (per i bambini più discoli). Piuttosto la parola “epifania” è legata ad un termine greco che indica la manifestazione (quasi come una apparizione inaspettata), la visita dei Re Magi ad un Gesù bambino appena nato, ancora in culla.

I Re Magi, come ricorderete, dopo un lungo viaggio e svariate traversie (compreso l’incontro con il re Erode che li interrogò sulla nascita del bambino, nuovo re d’Israele, e che ne trasse l’intento di fare sterminare tutti i nuovi nati in una famosa strage, detta degli innocenti), arrivarono, guidati da una stella cometa alla mangiatoia dove venne alla luce Gesù. Questa stella fu dalla tradizione storica denominata appunto stella di Betlemme: Giotto ne vide ripresentarsi sopra la sua testa una simile nel 1301 (non sapendo che quella luminosissima stella in questo caso era la famosa cometa di Halley) e, impressionato, la immortalò qualche anno dopo, nella Cappella degli Scrovegni a Padova, nell’affresco che riguarda proprio la Natività.

Giotto, 1305

Giotto, 1305

Direte voi…Ma cosa c’èntrano i Re Magi e la cometa con Milano? C’entrano, c’entrano! Abbiate un po’ di pazienza e scoprirete un’altra bella pagina della nostra Milano, a volte città difficile, ma oggi ammantata di favola, come se fosse uscita dal presepe! Si, avete capito bene, dal presepe; perché i Re Magi sono passati da Milano!!! O meglio, le loro umane spoglie.

800px-Gentile_da_fabriano,_adorazione_dei_magi

L’ adorazione dei Magi- Gentile da Fabriano 1423

Infatti, se questa storia inizia in Oriente, la chiesa ambrosiana di S. Eustorgio vede una serie di vicende che ora andiamo a raccontarvi. Presso l’antico luogo di culto cristiano, secondo la tradizione erano conservate le loro ossa, tanto che intorno ad esse Ambrogio costruì il culto e la stessa Basilica. Tutto ciò prima del sacco della città da parte del Barbarossa nel XII sec. Questo, dopo aver compiuto razzie e distruzioni, le portò a Colonia, dove ancora oggi vengono conservate. Ma come arrivarono i Re Magi a Milano? La leggenda vuole che i corpi, siano stati traslati da Costantinopoli per volontà di Eustorgio, e creduti, secondo la tradizione del X sec., appertenuti ai re Gaspare, Baldassarre e Melchiorre. Ora, non per sfatare un mito, ma più probabilmente non sono, secondo le più attendibili testimonianze lapidee, quelli di monarchi (perché mai rappresentati con insegne reali), ma quelli di veri e propri “santoni”. Tanto che, per lungo tempo, i milanesi chiamarono i loro resti mortali col nome di Dionigi, Eleuterio e Rustico. Sul campanile di S. Eustorgio, inoltre, che domina la Vetra, se osservate bene, è posta alla sommità, proprio una stella a otto punte, che ricorda proprio la cometa che aveva guidato i Magi, e che oggi testimonia il passaggio delle loro spoglie.

img_poc24_33

La Basilica di S. Eustorgio in Corso Ticinese

La leggenda è semplicemente il frutto, di un incisione su un anello di marmo all’interno della chiesa, con impressa la scritta Sepulcrum Trium Magorum. Fatto sta che il culto prese a crescere durante tutto il Medioevo, anche in assenza delle sacre spoglie, ormai in Germania, e la prima solenne Festa celebrata nel nome dei Re Magi si ha nel 1336: da allora fino ad oggi, a Milano, alla presenza dell’Arcivescovo in carica, il giorno dell’Epifania si svolge una processione che, partendo da S. Eustorgio, si snoda per la città, passando per le colonne di S.Lorenzo, fino all’arrivo in Duomo.

Share this:

Leave a comment