Le montagne russe del Luna park di milano

Milano che crea e distrugge, aspettando il nuovo Luna Park!

Uno di questi giorni, magari con le prime giornate col sole, mi piacerebbe portare i bambini, in un posto a loro molto caro: il Luna Park. Ma dove? Stiamo parlando naturalmente di quello stabile, non di quelle giostrine che ogni tanto fanno capolino al Parco Sempione, in Piazza Grandi o in quelle minuscole di Piazza Napoli.

Il Luna Park è un posto agognato da tutti i bambini, di tutte le generazioni: chi non ricorda il Pinocchio, non ancora burattino, che si lascia traviare da Lucignolo per andare nottetempo, nel paese dei balocchi? Il più moderno nome di Luna Park, risale al 1895, quando a Coney Island (New York) fu concepita, con questa dizione, un’area dedicata ad attrazioni e a giostre stabili. Ma in realtà il più antico parco divertimenti nacque nella vecchia Europa, a Vienna, nel Prater, dove ancora oggi c’è la famosa ruota panoramica (il Riesenrad), uno dei simboli della città. Persino Londra, seppur in ritardo, si è dotata di questo tipo di attrazione per far ammirare lo skyline della city dal Tamigi: la famosa Millenium wheel (la ruota del Millennio) o London eye (Occhio di Londra). E a Milano? Quella che vorrebbe essere la città più europea d’Italia, la città che dovrebbe attrarre, nell’anno di Expo, milioni di visitatori, il suo skyline lo farà vedere, si!…ma dai grattacieli di Repubblica-Garibaldi, dove esattamente fino a qualche decennio fa c’era il nostro Luna Park.

Ecco come si presentava negli anni '70 l'area delle varesine, dove oggi sorge il progetto di Porta Nuova alias Repubblica-Garibaldi.

Ecco come si presentava negli anni ’70 l’area delle varesine, dove oggi sorge il progetto Porta Nuova alias Repubblica-Garibaldi.

Mi spiace, cari bambini, buttarla sempre sul patetico e sulla dimensione del ricordo, ma come cantava Celentano, a Milano, lì dove c’era l’erba (o meglio un parco divertimenti) ora c’è una città. Ma si sa, il progresso e gli affari nel mondo dei grandi stanno davanti a tutto! E per i bimbi? Per loro c’è sempre Segrate, davanti all’Idroscalo. In verità il nostro sindaco qualche tempo fa, forse in preda a qualche senso di colpa, si è fatto anche lui questa domanda, nel 2013, quando è andato a visitare l’Unicredit Tower, e ha detto: “Vorrei un Luna Park per Milano. Ci stiamo pensando e sarà non necessariamente in centro purché attraente e attrattivo… Vedo una città che splende e si apre al mondo” ma “c’e’ anche la nostalgia per le Varesine”. Ma cosa sono queste Varesine? Vi ho prima anticipato dove fosse il Luna Park: si trovava su una sorta di altopiano, che dominava un non-luogo, chiamato dai Piani Regolatori degli anni ’60, Centro Direzionale. In questa terra di nessuno, non c’era solo il parco dei divertimenti cittadino, ma anche il Circo, che montava puntualmente le sue tende, sotto Natale (anche perché l’olezzo delle bestie in cattività, come per lo zoo dei Giardini Pubblici, coi primi caldi, si sarebbe sentito fin sotto la Madonnina!). Ma se Milano è una città di pianura perchè si era deciso di installare le “montagne russe” su un pianoro in quota?

Le montagne russe del Luna park di milano

Le montagne russe del Luna park di Milano

In realtà questo terrapieno nascondeva le vecchie strutture della Stazione delle Ferrovie Varesine (ecco il perché del nome), che correvano lungo il rilevato di Viale della Liberazione. Nel 1931 quando si inaugurò la nuova Stazione Centrale, i tranvai vennero incanalati per la Via Galileo Galilei e sulla sinistra si approntò quale Stazione di testa un edificio con voltoni in mattone, ove facevano capo i convogli elettrici delle linee varesine. Nel 1955, quando venne deliberato l’arretramento delle ferrovie Varesine da via Galilei alla sede dell’attuale Stazione Garibaldi, le obsolete strutture furono sotterrate sotto metri e metri cubi di terra. Dopo la dismissione, e la cessione dei terreni a un gruppo speculativo, in attesa di capire che fine far fare ad un’area vastissima (che oggi porta impropriamente il nome di Porta Nuova) prima timidamente e poi nel 1973, cominciarono ad arrivare i giostrai. Ben presto ne fecero la loro cittadella, una specie di acropoli del divertimento. Così almeno la vedevo io da piccino, poiché per raggiungerla bisognava superare una lunga scalinata in legno che portava su in cima, fino al pianoro.

La lunga scalinata che dal Viale della Liberazione, portava al...paradiso dei bambini!

La lunga scalinata che dal Viale della Liberazione, portava al…paradiso dei bambini!

Ma una volta conquistata la terra promessa (dai genitori sfiniti dalle infinite sollecitazioni), si apriva davanti a noi, bambini degli anni ’70, ogni tipo di giostra e attrazione. Sono ancora memore delle luminarie delle insegne informative che ci lampeggiavano davanti, subito fuori da scuola, sui Bastioni di Porta Nuova, sopra uno spartitraffico adibito a parcheggio. Le tentazioni erano incredibili, come le Sirene per Ulisse: il sogno era lì a portata di mano! Qualche nostro compagno di classe, con le scuole medie, era pure figlio di quegli stessi giostrai che gestivano cotante macchine. E mi ricordo ancora lo stupore che mi attanagliò quando vidi per la prima volta il luogo dove vivevano questi “fortunati” compagni: erano roulotte enormi, all’americana, dotati di ogni comfort, proprio a ridosso del paese dei balocchi. Il luogo era talmente visionario, soprattutto di mattina, prima che si mettessero in moto tutte quelle giostre e si accendessero le migliaia di luci che fu teatro di ispirazione per molte scene di pellicole della mala milanese degli anni’70.

Adriano celentano impegnato in una scena del film "Ecco noi per esempio". E' un film del 1977 di Sergio Corbucci, interpretato da Adriano Celentano e Renato Pozzetto.

Celentano impegnato in una scena del film “Ecco noi per esempio”, girata al Luna Park, con in fondo l’inconfondibile sagoma del palazzo Pirelli.. Si tratta di un film del 1977 di Sergio Corbucci, interpretato oltre che da Adriano Celentano, anche da Renato Pozzetto.

Oggi di quel luogo non c’è più nulla, nemmeno nella mia memoria: dove c’era la pericolante ruota panoramica ci sono i monumentali 146 metri della torre residenziale (detta “Diamante” per via della forma della sua cima), dove c’erano la casa degli orrori, il labirinto di specchi, i padiglioni con le palline da ping pong gettate nelle ampolle dei pesci rossi, o con gli anelli da tirare attorno a cigni di plastica, ci sono i parterre alla base di edifici in vetro e acciaio per uffici. Un altro esempio di una Milano che crea e distrugge, aspettando il nuovo Luna Park!

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  1. […] al campo di grano che crescerà questa primavera ai piedi dei grattacieli nel parco dell’area di Porta Nuova. Insomma con la nuova stagione, non mancheranno le occasioni per far godere ai nostri figli […]

  2. […] 13-  Nuovo quartiere di Porta Nuova […]

  3. […] che la città aveva in serbo, su una sorta di area dismessa, nota ai più come Repubbica-Garibaldi-Varesine. Era in realtà una vasta zona di risulta che il Piano Regolatore Generale degli anni ’60 aveva […]

  4. […] Hines. Il piano di riqualificazione è partito da un nucleo di aree dismesse che dall’area delle ex Varesine si spinge oggi fino all’Isola. Con il progredire e il realizzarsi dei vari lotti e quindi anche […]

  5. By Ancora una volta in Darsena! | ciabattine on 7 gennaio 2016 at 13:50

    […] invece di un parcheggio sotterraneo, e soprattutto con tanta movida? Siete state accontentati: il Luna Park è tornato in città! E’ per questo allora che oggi voglio riproporvi la descrizione della vecchia Darsena, così […]

  6. […] al campo di grano che crescerà questa primavera ai piedi dei grattacieli nel parco dell’area di Porta Nuova. Insomma con la nuova stagione, non mancheranno le occasioni per far godere ai nostri figli […]

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