Se la mamma è troppa (ma anche il papà)

Quanto peso hanno oggi i genitori nella vita di un figlio ben più che adolescente? No, non vi sto parlando di diete, ma di quell’ingordigia bulimica che spinge molte madri e molti padri a essere tanto, troppo presenti nella vita dei propri figli.

Premesso che sono madre anch’io e quindi non posso e non voglio scagliare alcuna prima pietra, devo dire che un articolo di una MomBlogger trovato sul web poco tempo fa mi ha sospinta a fare qualche riflessione sulle ingerenze genitoriali d’oggidì.

Le mitiche strisce su una mamma ingombrante: Momma

Le mitiche strisce su una mamma ingombrante: Momma

Su Corriere.it si parte dagli atenei universitari: non mancano madri ansiose che presenziano all’incontro dei figli con i docenti per scegliere il proprio iter di studi, e in particolare il Politecnico di Milano afferma che il 70% delle chiamate ai servizi di orientamento arrivano dai genitori. E quando ci si affaccia sul mondo del lavoro? Il blog Mammafelice sostiene che quei genitori i quali magari hanno già fatto code in segreteria e iscrizioni agli esami universitari per i loro figli, non rinunciano a essere presenti ai loro colloqui di lavoro, prendendo persino le parti della prole! Permettetemi di parafrasare il proverbio uovo-gallina: è nato prima il Bamboccione o la Mammina?

La storia al contrario, in una divertente e paradigmatica commedia francese "Tanguy"

La storia al contrario, in una divertente e paradigmatica commedia francese “Tanguy

Oggi poi assistiamo anche il fenomeno del “ritorno a casa”: in seguito a una separazione coniugale è piuttosto frequente il caso del figlio/a che torni dai genitori, anche in forza del fatto che gli attuali stipendi non consentano né di mantenersi con facilità, né tantomeno provvedere oltre che a se stessi, anche alla propria ex-famiglia, abitazioni comprese. Il risultato più frequente? Che il figlio torni a essere figlio e la madre/padre a fare il genitore, con le stesse modalità “ante” matrimonio, con specifico riferimento – a titolo d’esempio – di servizi di lava-stira-cucina e via dicendo. E conseguenti interventi da parte dei genitori nel quotidiano dei figli (e dei nipoti). Insomma, il gioco delle parti non finisce mai!

Una famosa e allegra coppia inseparabile mamma-figlia, quella della serie TV "Una mamma per amica"

Una famosa e allegra coppia inseparabile mamma-figlia, quella della serie TV “Una mamma per amica

Ne parlavo con Liana Dugaro, counselor e coach, e le raccontavo l’esperienza di una ragazzina che conoscevo: si era recata con la madre dal ginecologo e quando il medico le aveva rivolto la domanda di prassi “Hai rapporti sessuali?” la madre si era scagliata sul dottore letteralmente urlando “No no, proprio no!!!!”. E questo senza neppure conoscere come stavano realmente le cose.

Genitori ingerentissimi anche sui social media, come dimostra un post apparso sul divertente pagina di facebook "Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp"

Genitori ingerentissimi anche sui social media, come dimostra un post apparso sulla divertente pagina di facebook “Mamme che scrivono messaggi su WhatsApp

Ecco che Liana Dugaro mi ricorda che i genitori, in realtà, te li porti dentro anche quando non sono presenti, nel senso che interiorizzi e fai tue le esperienze fatte da chi ha vissuto prima di te. Nella sua attività professionale, con il coaching in particolare, Dugaro si occupa di aiutare i figli a distinguere tra il “devo” e il “voglio”. Nell’esempio precedente la madre impone un “come si deve fare”, ma la figlia viene supportata a trovare la propria autonomia e ad affermare la propria personale libertà e volontà. In definitiva, sembra che nei tempi moderni, debba crescere il figlio ma decisamente anche il genitore, specialmente in tema di autoconsapevolezza!

Se poi la mamma diventa anche suocera? (Ma vale anche per il padre!) Ne parlava il film "Quel mostro di suocera"

Se poi la mamma diventa anche suocera? (Ma vale anche per il padre!) Ne parlava il film “Quel mostro di suocera

Certo che anche negli spot pubblicitari così come al cinema di spunti ne abbiamo avuti a gogò: io ho lo spazio solo per ricordarvi un esempio spassoso di uno degli episodi di New York Storie – un film collettivo del 1989 -, quello geniale diretto da Woody Allen. Il protagonista ha un rapporto ossessivo con la sua tipica “jewish mother”, che si inframmette tra il figlio e la fidanzata. Durante uno spettacolo di prestidigitazione un mago fa sparire la mamma ma… il suo volto si materializza gigantesco nel cielo della città, visibile a tutti. E qui la donna si sbizzarrisce divulgando a più non posso la vita privata del figlio. Un incubo!

La Jewish mother di Woody Allen scompare per riapparire nel cielo di NYC spettagolando su di lui... Un grande film, New York Stories!

La Jewish mother di Woody Allen scompare per riapparire nel cielo di NYC spettagolando su di lui… Un grande film, New York Stories!

Per questo forse si dice (e sarebbe applicabile anche al padre, secondo me), con un certo sollievo, che di mamma ce n’è una sola?

 

Per il grande Quino, sono forse i genitori a non voler crescere mai!

Per il grande Quino, sono forse i genitori a non voler crescere mai!

 

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4 comments, add yours.

Giglio

Quanta verità in questo articolo. E quindi cerchiamo, anzi dobbiamo, evitare di fare gli stessi errori dei genitori!

è il caso di dire… mamma mia!!!!

Ah ah davvero!

ail

Ottimo articolo! Visto che ha aperto il “Alessandro Borghese Kitchen Sound”? Merita un’occhiata! https://www.facebook.com/AlessandroBorgheseOfficialPage/photos/a.174221874883.149711.157593414883/10153479250104884/?type=1&theater

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