I resti delle terme al Pasquirolo 8foto di Giovanni Dall'Orto)

Le Terme riemerse di Milano (durante lavori eternamente in corso)

Chi di voi è rimasto a Milano in questi giorni ed ha fatto una passeggiata in centro, magari è passato da Corso Europa, zigzando tra i suoi portici pieni di vetrine, fino ad arrivare a quello spiazzo anonimo pieno di rovine e con una piccola chiesa nel mezzo, che anticamente chiamavano semplicemente Pasquirolo.

Ora chi si è spinto in questo luogo, non ha potuto non vedere gli scavi che si stanno conducendo tra la meta del Corso Europa, fin quasi all’altezza del palazzo sei-settecentesco che arriva in angolo con Via Cavallotti. Ora quella lunga trincea è la propaggine più avanzata del cantiere della M4 che dal Forlanini sta avanzando verso il centro. Fin qui niente di strano: è semplicemente il progresso che avanza per preparare Milano ad Expo! Ops… scusate che sbadato… Expo è finito! E pensare che l’avevano venduta come una delle opere strategiche, che dovevano portare i famosi 20 milioni di turisti dall’aeroporto di Linate, fino in centro e da qui al capolinea di San Cristoforo, dietro Porta Genova. Vabbè anche qui niente di nuovo sotto il sole: i soldi sono finiti e il cantiere è passato in secondo piano tra gli immancabili ritardi delle politiche infrastrutturali nostrane.

Ora però i lavori sono riiniziati di gran lena (le elezioni per il nuovo sindaco sono alle porte e magari ci scappa qualche bella inaugurazione!), ma mentre in Corso Indipendenza, al Lorenteggio, al Solari o alla Vetra qualche albero è già saltato, qui i lavori delle ruspe si sono fermati. Che cosa mai è successo stavolta? Poca cosa: hanno fatto qualche saggio cautelativo visto che accanto, nello slargo prima citato, in più di un’occasione è stato rinvenuto qualche rudere di epoca romana, vestigia che fa bella mostra di se proprio sopra il parcheggio sotterraneo del Pasquirolo.

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I resti delle terme romane al Pasquirolo (foto di Giovanni Dall’Orto)

Si deve concludere allora che, in fase di progettazione preliminare, per il tragitto da far seguire alla Linea Blu (così si è battezzata la M4!), non si siano dimenticati di fare i conti con una pratica ormai consolidata nella progettazione delle grandi infrastrutture cittadine, quando si sospetta di imbattersi in qualche resto del passato: l’archeologia preventiva. Ma il passato ci porta a pensare che, dalle parti di Milano, non è mai stata una pratica ben messa a punto, visto che non ci vuole una laurea in Archeologia, per sapere che tra il Pasquirolo e il Corso Europa, in epoca romana, sorgeva il più grande impianto termale dell’antica Mediolanum (un complesso di c. 10.000 mq). Talmente grande da essere soprannominato storicamente “Terme Erculee”, per l’epiteto assegnato all’imperatore Massimiano, che le aveva donate alla città, contestualmente a un ampliamento della stessa divenuta capitale dell’Impero d’Occidente, nel III sec. d.C.

La Milano romana, con l'ampliamento voluto da Massimiano a destra, al cui interno spicca l'enorme complesso termale a Est

La Milano romana, con l’ampliamento voluto da Massimiano a destra, al cui interno spicca l’enorme complesso termale a Est

La struttura, caduta in disuso, diviene col Medioevo un’ottima cava di materiali fino a perderne traccia. Solo nel ’49, durante scavi per il nuovo edificio dell’arch. Belgioioso tra il Corso Vittorio Emanuele e la via Pasquirolo, col ritrovamento di consistenti strutture idriche (oggi in parte collocate sullo slargo accanto alla chiesetta di S. Vito al Pasquirolo) con una specie di porticato a 4 colonne, simile a quello delle successive terme di Treviri, volute dallo stesso Massimiano, si penserà per la prima volta alla possibilità di essere in presenza di uno stabilimento termale. Furono in realtà riconosciute come tali solo attraverso gli scavi prima nel 1959 per la posa della fognatura lungo il Corso Europa e poi tra il 1961 e il 1973, durante la costruzione di una serie di edifici, come quelli dell’arch. Caccia Dominioni.

Tre sono gli ambienti meglio riconosciuti: il grande cortile rettangolare della palestra, cinto da portico e corredato di santuario; la grande vasca del frigidarium , dove poi trovò posto l’autosilo sotterraneo tra il moderno edificio dell’arch. Belgioioso e la chiesa di S. Vito (davanti alla quale nel 1827 fu rinvenuto un torso di Ercole in riposo, nella posa dell’Ercole Farnese del Museo Nazionale di Napoli, copia che doveva misurare circa 3 m., a giudicare dalle membra rimaste);

Ercole Farnese, conservato a Napoli

Ercole Farnese, conservato a Napoli

la sala con il clipeo della Primavera in un angolo (cosa che fa desumere che agli altri angoli ci fossero le altre stagioni). L’acqua per il funzionamento degli impanti era stata portata qui attraverso un canale direttamente dall’Olona e in parte addotta attraverso gli svariati pozzi rinvenuti nella zona, essendo in zona anche la falda molto alta.

Ma per tornare all’inutile e costosa pratica dell’archeologia preventiva (non tanto in sè quanto al suo modo di applicarla), rimango piuttosto perplesso, soprattutto dopo gli eventi del più recente passato che ci hanno fatto assistere al ritrovamento delle mura spagnole in corrispondenza della Porta Comasina (oh che sorpresa sensazionale), assistendo increduli al lungo fermo per la costruzione del parcheggio interrato di Piazza XXV Aprile, dove la vittima più illustre fu il teatro Smeraldo già agonizzante. E ancora chi non ricorda ferite ancora aperte da quel piano dissennato per i parcheggi di qualche giunta fa, che incurante della storia ha inflitto verie e proprie ferite alla Milano della prima cristianità.

I confini della Milano alto medioevale e i corpi santi, le aree cimiteriali con le relative chiesette fuori le mura

I confini della Milano alto medioevale e i Corpi Santi, le aree cimiteriali con le relative chiesette fuori le mura

Allora si scoperchiarono gli antichi sacelli di Piazza Sant’Ambrogio o di Piazza San Calimero, dove non ci voleva certo un fine urbanista per sapere di essere in procinto di imbattersi nei famosi Corpi Santi, i cimiteri dei primi cristiani fuori le antiche mura lungo il corso della cerchia interna dei Navigli. No problem! Abbiamo riempito ancora una volta i magazzini della Soprintendenza , che, dopo aver fatto i suoi compiti istituzionali, ha permesso che il “progresso” riprendesse la sua inesorabile strada. E non voglio citare altri illustri esempi che vanno dai resti ritrovati in Piazza Meda (per la costruzione di un altro affollatissimo parcheggio) al più famoso fermo pluriennale per il ritrovamento di un altro (quanto davvero inaspettato!) quartiere romano sotto l’attuale Piazza Missori, in occasione della costruzione della fermata della MM3.

Ora davanti a questi esempi che ci provengono dall’immediato passato non ci possiamo che chiedere quanto potrà durare il fermo del cantiere della MM4 in prossimità di Corso Europa… o meglio non era più semplice seguire un’altra rotta per evitare di danneggiare ulteriormente “l’invisibile” impianto termale romano… e per fare avanzare questo “progresso”?

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Highly descriptive article, I enjoyed that bit. Will there be a part 2?

3 Trackbacks

  1. […] Uno dei campanili della chiesa era una torre di avvistamento sulla campagna circostante. Più precisamente l’area oggi occupata dai due edifici prima citati erano le carceres, ossia l’enorme recinto dove si preparavano gli animali e i protagonisti dello spettacolo. Tutto ciò fu fatto costruire in epoca imperiale e la sua esistenza indica l’importanza che rivestiva Milano (nel nord Italia, soltanto Aquileia, altra sede imperiale, ne aveva uno così grande). In realtà fu inglobato nella più antica Mediolanum, solo con un ampliamento appunto lungo le mura, a protezione della Porta Vercellina e dell’enorme quartiere imperiale a ovest della città riammodernato nel III sec.. In realtà, dopo essere divenuta capitale dell’impero, Milano dovette dotarsi, insieme a questa struttura per i divertimenti della popolazione, di un’addizione molto più estesa, a Est, dove lo stesso imperatore Massimiano fece sorgere delle grandi terme pubbliche. […]

  2. […] tra S. Babila e Corso Europa è in totale disarmo poiché non si sa cosa fare dei resti delle terme romane; e non ultimo, non si sa come deviare il corso della nuova linea sotterranea nei pressi […]

  3. […] docet!): ma forse prima di mettere in campo tanti bei sogni di gloria, dovrebbe rispondere dei guasti creati dal cantiere della costruenda M4, ai comitati di cittadini che stanno assistendo ai disagi dell’ oltremodo lunga cantierizzazione. […]

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