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Andare in barca a Milano (e dintorni)

Dopo la sbornia da Fuori Salone e dopo il ritorno dell’acqua in Darsena, alle prese con le sue pulizie primaverili, vorrei segnalarvi il ritorno di un grande assente dalle scene milanesi, sin dal 1979, soprattutto dalle parti dei Navigli: il Nibbio.
Non sto parlando di un volatile che è tornato come molti altri a volteggiare sulle campagne intorno a Milano, ma di uno dei due ultimi barconi, che facevano servizio tra Abbiategrasso e Milano, trasportando sassi e ghiaia.

Oggi è possibile rivederlo ormeggiato in Darsena, poichè nei giorni del Salone del Mobile ha anche ospitato mostre, performance musicali, esposizioni di design, accompagnando anche le serate all’aperto dei milanesi fino a domenica scorsa.

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Il Nibbio addobbato a festa per le serate del Fuori Salone (foto Repubblica.it)

Era ancorato dal novembre scorso, a Gaggiano, nelle acque del Naviglio Grande. Dallo scorso lunedì, però, poco dopo le 9, lo storico barcone è stato riportato in Darsena. E’ stato scortato durante il viaggio addirittura da una pattuglia della polizia locale, come se fosse una grande personalità. Ma stavolta il Nibbio ha fatto il viaggio «alla rovescia», cioè con la poppa, anziché la prua, rivolta verso Milano, perché, a causa della lunghezza dello scafo (circa 42 metri!) non è stato possibile girare il barcone nel senso di navigazione corretto. Ora la vecchia chiatta, riportata in Darsena e sui Navigli dopo 36 anni, si rifà il look per essere valorizzato e visitato, grazie al restauro voluto dall’Associazione Navigli Live.

La Darsena verso il campanile di S. Eustorgio, fotografia di Dino Zani degli anni '20

La Darsena verso il campanile di S. Eustorgio, fotografia di Dino Zani degli anni ’20

Abbiamo più volte illustrato come la Darsena rappresentasse il porto di Milano e dove una gran quantità di merce arrivasse per rilanciare la ricostruzione e il mercato edilizio della città che si risollevava faticosamente dalle distruzioni dell’ultima guerra. Ecco! Questa era una di quelle chiatte che facevano al caso e che erano animate da quei personaggi di un tempo che conoscevano ogni metro dei Navigli e che ne avevano conosciuto abitanti e lavoranti. Tra le rare testimonianze degli ultimi viaggi dei barconi sul Naviglio c’è il documentario «Il barcaiolo», girato in Superotto nel 1976 dallo storico Ermanno TunesiNe potete vedere un estratto a questo link http://video.corriere.it/quando-naviglio-navigavano-barconi/cefa2ccc-ffeb-11e1-8b0a-fcb4af5c52c7

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Ora che barconi come il Nibbio, il loro onorato servizio non lo effettuano più, lo stesso percorso è gradevolmente replicato da un battellino turistico della Navigli Lombardi, sempre con partenza nei pressi della Darsena: all’altezza dell’Alzaia Naviglio Grande 4. Una gita di 55 minuti che offre al visitatore la possibilità di immergersi negli antichi luoghi visti per centinaia di anni alle chiatte che rifornivano di svariati beni tutta la vecchia Milano. Così dal Vicolo dei Lavandai, si prosegue per S. Cristoforo: da qui si torna indietro per entrare in Darsena, passando sotto il ponte detto dello ‘Scodellino’, così chiamato per le vecchie osterie che vi sorgevano intorno. Ma se si volessero fare in battello gite più impegnative lungo i Navigli si può optare per il tragitto più lungo, passando per i Comuni di Corsico, Trezzano sul Naviglio per poi giungere a Gaggiano.

Il Naviglio Grande all'altezza di Gaggiano.

Il Naviglio Grande all’altezza di Gaggiano.

Oppure si possono intraprendere gli itinerari organizzati lungo il tratto di Naviglio Grande compreso tra Cassinetta di Lugagnano e Castelletto di Cuggiono, o quello lungo il Naviglio Martesana nel tratto esterno a Milano che unisce Concesa di Trezzo a Vaprio d’Adda.

Un’altra esperienza alternativa, sempre in barca e a pochi minuti da Milano, senza dover arrivare fino ai laghi più vicini (di Como o sul Garda o nel varesotto), è l’attraversamento dell’Adda, nei pressi di Imbersago col traghetto di Leonardo, una particolare imbarcazione a mano, che prende il nome dal suo presunto inventore, Leonardo da Vinci. Tra le due sponde del fiume è stato teso un cavo d’acciaio, a cui è affrancato il traghetto. Questo trae il movimento dalla corrente del fiume, rendendo inutile l’uso di un motore.

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L’esemplare tuttora in funzione permette di portare fino a 100 persone e 5 automobili, grazie alla superficie di 60 mq, e viene fatto funzionare da una sola persona. Recentemente ha subito un’ulteriore ristrutturazione che ha permesso anche di fare piccoli miglioramenti, anche per garantire una maggior sicurezza. Seppur si tratti di una semplice traversata l’occasione è ghiotta per poter esplorare le rive del fiume nei dintorni ricchi di pendii con folta vegetazione e presenza di avi-fauna.

Non mi resta che augurarvi delle interessanti visite e buon viaggio!

 

 

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