Street Art: a Milano, un festival dedicato all’arte di strada

«Ci sono persone che entrano nella polizia perché vogliono fare del mondo un luogo migliore. Ci sono persone che diventano vandali perché vogliono fare del mondo un luogo dall’aspetto migliore».

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Banksy – Balloon Girl

Lo ammetto. Io per Banksy ho un debole, neanche tanto piccolo. Ho trascorso un’intera giornata a Londra in quartieri dall’aspetto poco rassicurante solo per vedere le sue opere. O quello che ne resta. E nel soggiorno di casa mia, ho una riproduzione in formato macro della sua Balloon Girl. Perché di tutte le forme d’arte, l’arte di strada è quella che più mi emoziona. Non c’è MoMA che tenga. È davanti a un muro gigante, o a un piccolo francobollo sulla strada, che mi emoziono. Perché la street art è quanto di più vicino ci possa essere alla libertà, nella sua accezione più pura.

Ecco perché ho accolto con gioia e con curiosità la notizia di Start – Street Art Fest, l’evento che – dal 9 al 12 giugno – porterà l’arte di strada all’Assago Summer Arena. Aggiungici che ci sarà Pixel Pancho, uno dei miei artisti preferiti in assoluto, ed eccomi a contare i giorni che mancano all’inizio della manifestazione.

Pixel Pancho – Robot Family

 

Etnik, italiano anche lui, Sepe (polacco), Nevercrew (svizzeri), Roa (belga), Vhils (portoghese), Zedz (olandese): alcuni dei più influenti esponenti della street art internazionale coloreranno l’Arena con installazioni, opere realizzate site-specific e performance straordinarie, accompagnati dalla note di una breakdance, dallo sferragliare di skateboard e bmx, dalla musica di dj del calibro di Boosta o Dimitri Vegas & Like Mike.

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Un’opera di Etnik

 

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Un’opera di Nevercrew a New Delhi

 

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Un’opera di Vhils in Brasile

Ma per ammirare le opere di street art a Milano, non serve un festival. Avete presente quegli enormi disegni in bianco e nero, dove l’unico colore è il rosso di due cuori? Passando per il Giardino delle Culture, è impossibile non notarli. Ecco, quella è un’opera straordinaria di un artista altrettanto straordinario, che si fa chiamare Millo (ma è nato Francesco Camillo) e che è italianissimo.

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Una delle due facciate dipinte da Millo in Via Morosini

E poi ci sono le opere di Bros, che quando fu fermato dalla polizia suscitò l’ira di Sgarbi. «Vantarsi della cattura di Bros è come fregiarsi dell’arresto di Giotto» furono le sue parole. “Le sette dei ricchi” dipinge la parete di un vecchio distributore di benzina, con quegli omini cubici che di Bros sono un simbolo e che a Milano si possono scovare in ogni dove. E poi le poesie di Ivan Tresoldi, che a Milano ci è nato e che, della street art, è poeta. Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo, recita un muro della Darsena; Sarà solo sognare che ci terrà svegli, si legge alla periferia di Rho. Perché che sia una frase, un volto o un disegno astratto, la street art emoziona come solo qualcosa che è di tutti sa farlo. Ti avvicini ad una parete, col naso all’insù, e ti lasci abbracciare dalla sua grandezza. Volti l’angolo, ed eccola lì. Inattesa, sorprendente. Libera. E non chiamatela più vandalismo: non sapete di cosa state parlando.

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Bros – Le sette dei ricchi

 

 

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6 comments, add yours.

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