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Tutti i colori della musica a Milano

Sabato 21 maggio 2016. Mi trovo all’ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, uno dei poli culturali più importanti della città, nato dalla ristrutturazione della sala del Cinema Teatro Massimo, progettato da Alessandro Rimini nel 1939. Le poltrone sono gremite di spettatori. Il mio sguardo è attratto dalle  maestose travature reticolari in cemento armato che il recupero architettonico ha valorizzato e che costringono lo spettatore a sollevare lo sguardo per poi farlo ricadere sullo spazio di scena. Non so cosa aspettarmi dalla serata e comincio col godermi il piacere puramente estetico di questo splendido spazio. Un presentatore: Antonio Andrea Pinna, molto noto sui social per le sue frasi sarcastiche; una bionda presentatrice: Romina Falconi, cantante e autrice, che ricordo ancora ai tempi di X-Factor. Comincio a immaginare una specie di Sanremo. Ma non è così per fortuna, e fin dall’inizio la serata diventa davvero speciale.

Auditorium Milano

Interno dell’Auditorium Fondazione Cariplo

Forse ho dimenticato di dire il perché della mia presenza in questo luogo. Si tratta della serata di gala di Cromatica , il Festival Nazionale dei cori LGBT italiani, giunto alla sua seconda edizione. Vi sono infatti diversi cori LGBT, in tutta Italia, formati da persone impegnate a promuovere una cultura dei diritti sociali e civili indipendentemente dall’orientamento sessuale, per mezzo di quel linguaggio universale che è la musica.

L’apertura dell’evento è da subito emozionante: è affidata al coro “Sotto l’Arcobaleno”, formato dai bambini e dai ragazzi delle Famiglie Arcobaleno, cioè figli di coppie gay e lesbiche. Indossano tutti una maglietta con la scritta: “Love makes a family” (E’ l’amore che fa una famiglia) . Cominciano a cantare ai piedi del palco, a voler rappresentare come siano ancora invisibili per parte della società e per il legislatore. E invece ci sono! E sono splendidi! Quindi salgono sul palco a cantare “Happy Ending” di Mika, per testimoniare che ci sono, che esistono, che sono figli che amano i loro genitori e sono da essi riamati.

Subito dopo, insieme a Checcoro – la corale a cappella di Milano che ha organizzato tutta la serata – si esibisce il coro di non udenti LGBT “Mani Incantate”. E incantano davvero! Le loro mani danzano al ritmo della musica!

Provo un brivido nel vederli. La grazia delle loro mani levate in alto è quella di ragazzi coraggiosi e forti che sfidano ben più di un tipo di discriminazione, e lo fanno con la gioia, con il sorriso degli occhi e del volto, con la leggerezza delle mani.

La serata prosegue piacevole, senza tempi morti, non ci si riesce ad annoiare – alla faccia del mio pregiudizio iniziale sulla musica corale – e si susseguono i cori da Padova, Napoli, Bologna, Roma, Torino, Perugia, attraversando i generi più diversi: sacra, profana, colta e pop, a cappella o con interventi strumentali. E’ un fiume di musica che scorre senza fermarsi, da Palestrina e Monteverdi a Patty Pravo e alla Carrà; dal Va Pensiero di VerdiBorn this Way di Lady Gaga.
E sono proprio gli organizzatori di Checcoro a chiudere la serata di un evento spettacolare che ha saputo unire leggerezza, bravura e contenuti importanti. 

Checcoro a Cromatica 2016

Checcoro a Cromatica 2016 – foto di Riccardo Tarantola

Ma chi sono i ragazzi di Checcoro? Quando sono nati come corale? Perché così tanti ragazzi hanno deciso di cantare insieme? Ne parlo con un loro membro e portavoce, Susanna Scafuri, durante una serata dedicata alle prove. Susanna mi racconta che tutto è nato da un gruppo spontaneo di amici ai quali il bravissimo maestro Filiberto Bentivoglio ha saputo dare una vera e propria struttura.

Bread and Roses

Cromatica 2016 – tutti i cori cantano insieme Bread and Roses – Foto di Riccardo Tarantola

Le esibizioni pubbliche sono iniziate nel 2010 con allegri canti natalizi proposti in piazza secondo la tradizione anglosassone. Durante la performance all’aperto viene distribuito al pubblico il testo delle canzoni con l’invito a prendere parte attiva al canto, così da coinvolgerlo in un’esperienza di comunità allargata e variegata. Lo scopo è la sensibilizzazione sulle tematiche LGBT creando confronto e accordo per mezzo del linguaggio musicale, condividendo il rispetto reciproco e promuovendo così la crescita collettiva. Il coro si è molto ingrandito negli anni (parliamo oggi di circa 40 elementi), ed è sempre più presente nel panorama di cultura milanese,  durante tutto l’anno, con concerti e flash mob rivolti alla città. Le ultime prestigiose partecipazioni si sono susseguite senza sosta: a Expo 2015; lo spettacolo a data unica in Italia del David Mixner Show (18 aprile); la serata finale dei Diversity Media Awards al Pavillon Unicredit (23 maggio).

Il canto di questi ragazzi attraversa Milano, crea reti, lega le persone. I loro sorrisi e le loro belle voci (perché va detto sono bravi!), non si ferma, e presto voleranno a Parigi alla Fête de la Musiqueche si svolgerà nella capitale francese a partire dal 21 giugno.

Ragazzi, continuate a cantare! Buon viaggio nella Ville Lumière e tornate presto ad esibirvi a Milano, la nostra città dei diritti al quadrato!

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