Brogi,_Giacomo_(1822-1881)_-_n._4608_-_Milano_-_Ottagono_della_Galleria_Vittorio_Emanuele_ca._1880

La Galleria de Milan: una Tangentopoli da fine ‘800 per il primo “centro commerciale”.

L’isolato oggi occupato dalla Galleria è un’area enorme tanto grande da aver preso il posto di un quartiere della vecchia Milano, conosciuto come Contrada dei Due Muri.

Storicamente il primo muro difensivo era stato costruito daiCelti, e con l’arrivo dei Romani ne fu realizzato uno parallelo. In seguito l’abitato aveva seguito l’andamento delle mura che erano così vicine da tenervi incuneate una serie di case strette e fatiscenti, in un tessuto fittissimo fatto di vicoli e costruzioni, uno sopra l’altra. Nel 1864, presero avvio i lavori per la costruzione della Galleria.

La città la offre al nuovo re Vittorio Emanuele II, in occasione della sua visita. Così il progettista l’arch. Giuseppe Mengoni, nel 1865 posa la prima pietra, nell’area dell’Ottagono, alla presenza del re, sotto una fitta nevicata (come immortalato nel quadro di Domenico Induno).

Domenico Induno- La collocazione della prima pietra della Galleria Vittorio Emanuele, 1865

Domenico Induno- La collocazione della prima pietra della Galleria Vittorio Emanuele, 1865

L’idea, con una struttura reticolare in ferro e vetro, consiste nella creazione di una strada pedonale coperta, adibita a elegante centro commerciale, su una pianta a croce. La nuova strada o “bazar”, sarà la prima di una serie di imitazioni, così come avverrà a Napoli per la Galleria Umberto I, negli anni ’80 dello stesso secolo. I muri perimetrali vengono rivestiti con decorazioni di gusto ottocentesco, con cariatidi, graffiti, stucchi, grandi mosaici a colori con figurazioni allegoriche.

La Galleria Umberto I di Napoli

La Galleria Umberto I di Napoli

Ma dove ci sono grandi opere da creare, si coagulano grandi interessi e grandi appetiti, fin dall’Unità d’Italia. Nel 1867 in seguito a uno scandalo per la sua costruzione si hanno le dimissioni del sindaco: in marzo si era scoperto che gli edifici della Galleria erano più alti di un piano rispetto al progetto, aumento concordato segretamente dal sindaco con la società inglese, che si era fatta carico dell’opera! Si scopre inoltre che un congiunto del sindaco aveva acquistato due edifici da demolire e li aveva rivenduti con grande profitto al Comune che gestiva gli espropri. Insomma tutto il mondo è paese e i mali d’Italia arrivano da lontano….Una Tangentopoli ante-litteram…E adesso la buona notizia, come direbbe la Gabanelli: nello stesso anno si ha l’apertura della nuova galleria. Ma l’arch. Mengoni, non assisterà al compimento della sua creatura, perché scivolerà da un’impalcatura, nel 1877, morendo sul colpo.

L'ottagono della Galleria V.E. con le luminarie natalizie (Foto di Alloni Luigi)

L’ottagono della Galleria V.E. con le luminarie natalizie (Foto di Luigi Alloni)

Diverrà ben presto la sede di tanti locali storici: il confetturiere Biffi, apre qui sin dalla prima ora (sarà anche il primo esercizio a cui viene rotta la vetrina da manifestanti nel 1867 durante una protesta contro l’arresto di Garibaldi); ilCaffè Gnocchi, sul braccio verso Piazza Scala, assiste nei suoi locali all’accensione della prima luce elettrica; l’editore Ricordi, ha anche lui qui le sue vetrine; Gaspare Campari, l’inventore del famoso bitter, si trasferisce qui con casa (qui nasce infatti suo figlio Davide nel 1867) e bottega; il Caffè Zucca in Galleria dal 1867 (è anche quello che ha registrato ben 87 rotture di vetrine da parte dei dimostranti politici che facevano scorribande in Galleria); persino il Corriere della Sera ha i primi uffici al n.77 della Galleria (nel 1876 tira già 3000 alle 15.00 copie, ha già cambiato più volte proprietario ed inseguirà per molti anni, in numero di tirature, la concorrente La Perseveranza), almeno fino al 1880.

Veduta baricentrica (Foto di Alloni Luigi)

Veduta baricentrica (Foto di Luigi Alloni)

Nel 1884 nasce il Savini, il più noto ristorante di Milano: Virgilio Savini che gestiva un caffè in via Unione, aveva rilevato nel 1881 la birreria Stocker, lì dal 1875. Nel 1902 nel locale viene fondato l’antesignano dell’Automobile Club di Milano da 50 proprietari d’auto. A Milano ci sono già 194 vetture! Nel 1925 apre il bar Camparino (ora Zucca) in Galleria. L’arredo, tuttora esistente, comprende i ferri di un maestro del liberty, Alessandro Mazzucotelli, lo stesso che disegnò i lampioni che illuminano ancora oggi, Piazza Duomo.

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