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Villa Scheibler: una nobile periferia, a lungo dimenticata, oggi restituita alla cittadinanza

Oggi il nostro girovagare per gli angoli poco conosciuti della città ci porta nel Municipio 8, in cerca di un giardino storico riqualificato e rifunzionalizzato, quello che si estende tra la villa Caimi e villa Scheibler.

L'estensione del parco della Villa Scheibler oggi ( stretto tra l'edificio nobiliare in alto e la villa Caimi in basso)

L’estensione del parco della Villa Scheibler oggi ( stretto tra l’edificio nobiliare in alto e la villa Caimi in basso a sx)

A nord della nostra città, nell’antico borgo di Vialba, dove fino al secondo dopoguerra non c’erano che campi e quel sanatorio per le malattie infettive (oggi Ospedale Sacco, voluto dal Comune di Milano tra il 1928 e il 1931, come una sorta di nuovo Lazzaretto che beneficiava delle arie fresche e pulite che spiravano da nord) sorgeva anche un’antica magione, dalle nobili frequentazioni, la villa Scheibler.

La villa prima dei lavori di restauro agli inizi degli anni 2000

La villa prima dei lavori di restauro, agli inizi degli anni 2000, con a fianco la cappella gentilizia attigua.

Il luogo fino alla fine degli anni ’90 ha rappresentato uno dei simboli della desolazioni e dell’abbandono delle nostre periferie; una vergogna che gravava su una città che intanto si vantava di essere la capitale morale ed economica d’Italia, un’area immensa alle porte di Quarto Oggiaro: è già degli ’80 infatti il restauro incompiuto della villa, secondo un progetto che prima la vuole sede, in accordo con la Soprintendenza, del Museo d’arte ambientale (con G. Panza di Biumo), poi Museo della moda e infine centro culturale polivalente. Ma il parco romantico era pressochè illeggibile: erano scomparse le piccole colline che  racchiudevano i manufatti architettonici come l’arco per traguardare Milano, il tempietto e il piccolo portale che introduceva al giardino vicino alla Villa Caimi.

Il grande parco visto dalla villa Scheibler (foto Robert Ribaudo)

Il grande parco visto dalla villa Scheibler (foto Robert Ribaudo)

Solo col nuovo millennio il Comune di Milano decide di valorizzare alcuni quadranti delle frange periferiche nord-ovest, inserendo la villa in tale programma. L’edificio storico diviene oggetto di un attento restauro e viene restituito alla cittadinanza divenendo sede di alcune associazione e oggi anche del PIM, che ne occupa tutta l’ala sinistra.

Il vano dello scalone d'onore, per accedere agli uffici PIM a destra, con l'orditura in legname che un tempo reggeva una volta affrescata, oggi scomparsa (foto di Robert Ribaudo)

Il vano dello scalone d’onore, per accedere agli uffici PIM a destra, con l’orditura in legname che un tempo reggeva una volta affrescata, oggi scomparsa (foto di Robert Ribaudo)

Ma facciamo un salto indietro per capire di cosa stiamo parlando: la villa Scheibler Litta Modignani, come la conosciamo oggi, è stata edificata nel corso del Settecento su preesistenze quattrocentesche.

Il corpo di sinistra, all'ingresso sotto il portico, pare che fosse il nucleo più antico della costruzione, come dimostrano alcuni elementi architettonici (foto Robert Ribaudo)

Il corpo di destra, all’ingresso sotto il portico, pare che fosse il nucleo più antico della costruzione, come dimostrano alcuni elementi architettonici (foto Robert Ribaudo)

Nel nucleo più antico vi sorgeva infatti un casino di caccia fatto erigere da Ludovico il Moro, insieme e in collegamento con altre tenute ducali cittadine. Divenne poi un’imponente residenza nobiliare di campagna, di impianto settecentesco, modificata attraverso fasi successive, sino a divenire una fastosa villa che i conti Scheibler, nell’Ottocento, avevano voluto circondata da un rigoglioso parco, accanto ai terreni agricoli. Dal 1926 diviene proprietà del Comune di Milano.

L'ingresso con la prospettiva sul parco (foto di Robert Ribaudo)

L’ingresso con la prospettiva sul parco (foto di Robert Ribaudo)

Nel dopoguerra il parco della villa è circondato dall’enorme pressione di una città che tenta disperatamente di emergere dalle macerie della guerra e che comincia ad ospitare centinaia di migliaia di emigranti dal sud Italia in cerca di una speranza di crescita e di una casa. Negli anni ’50 sorge così l’adiacente quartiere di case popolari di Vialba: l’arch. Albini nel 1952 è l’artefice delle case popolari al n.68-70; nel 1952-’53, gli architetti Albini ed Helg progettano le case di Via Felice Orsini 80. Negli anni ’60, l’arch. Malchiodi realizzò una casa moderna nel quartiere, solo per citare qualcuno degli interventi più illustri. Intanto la villa oltre a luogo di disperazione e di scorribande di ragazzi in cerca di svago dalla monotonia dei palazzoni di Quarto Oggiaro, si ritaglia un utilizzo funzionale come vivaio comunale, in parte aperto al pubblico, dipendente dalla Scuola Giardinieri di Dergano: vi sono 250 pertiche milanesi a piante per mantenere in perfetta efficienza i giardini comunali dell’intera città.

Il disegno di parte del giardino dall'alto

Il disegno di parte del giardino dall’alto

Dal 2000 esiste il Parco di Villa Scheibler, polmone di Quarto Oggiaro, di 148.000 mq: il terreno agricolo tra le due ville da vivaio comunale viene convertito in parco pubblico. L’orditura dei percorsi e delle alberature disposte in filari densi di specie sia autoctone sia esotiche rimane invariata. Vengono riproposte alcune importanti caratteristiche storiche: il tracciato del torrente Pudiga, viene evocato da un percorso sinuoso che ne ripercorre l’antico alveo; la vista prospettica verso Villa Scheibler, con la nuova fontana a quattro vasche; i percorsi e le alberature dell’ex vivaio che introducono a un itinerario botanico di grande varietà. Completa l’intervento la piazza dei Fiori, con arbusti e aiuole fiorite che assicurano fioriture in ogni stagione, l’area pic-nic, chioschi e bar, oltre all’immancabile area cani.

Il fronte interno della villa, con il suo portico di distribuzione agli ambienti superiori, vista dal parco (foto di Robert Ribaudo)

Il fronte interno della villa, con il suo portico di distribuzione agli ambienti superiori, vista dal parco (foto di Robert Ribaudo)

Recentemente sui muri di cinta del parco lungo la via Lessona, è stata ultimato con il contributo artistico di Acme107, writer attivo dalla fine degli anni Novanta, un coloratissimo murale, alto due metri e lungo ben settanta, dedicato «a tutte le persone di Quarto Oggiaro», come recita la firma che chiude il percorso figurativo e narrativo dell’opera.

Il murale sulla Via Lessona con Fabio Colombini, in arte Acme (foto il giorno.it)

Il murale sulla Via Lessona con Fabio Colombini, in arte Acme107 (foto il giorno.it)

Il murale, infatti, raffigura una pianta che estende i suoi rami orizzontalmente lungo le due direzioni della strada. A questi si intrecciano le varie fasi di crescita di una bambina, dallo stato embrionale fino all’età scolare e che, alla fine, si trova come in sogno ad attraversare il parco. Allo stesso tempo la sfera del mondo umano, si pone accanto a quello animale in costante ed imprescindibile legame con la natura.

DOVE: Quartiere Vialba-Quarto Oggiaro

Indirizzo: ingresso principale della villa da Via Felice Orsini 21: Ingressi al parco anche da via Michele Lessona, via Pietro Anderloni, via Otranto

Come arrivare: in bus con le linee 40 e 57.

Orario: il parco è aperto tutto l’anno 6.30-24. Nella villa sono ospitate alcune associazioni civiche che osservano orario d’ufficio.

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