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Museo di Fotografia Contemporanea, un luogo da scoprire a Cinisello Balsamo

É il 2004 quando, a Cinisello Balsamo, nasce il Museo di Fotografia Contemporanea. Milano è lontana pochi chilometri, ma potremmo essere ovunque, tanto è il fascino della sua location, quella Villa Ghirlanda Silva che risale al 1660 e che è circondata da uno splendido giardino all’inglese. É qui che, il sabato e la domenica, appassionati e curiosi possono ammirare suggestive opere che attraversano i decenni, e che raccontano la provincia di Milano nella complessità del suo territorio.

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Villa Ghirlanda Silva, sede del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

Perché l’Archivio dello Spazio del Museo di Fotografia Contemporanea – oltre 7.000 stampe, risalenti al periodo 1987/1997 – racconta proprio questo: Milano, e la sua provincia. Lo fa attraverso gli occhi e gli obbiettivi dei più grandi fotografi contemporanei italiani di paesaggio, con le loro immagini di architetture, costruzioni industriali e postindustriali, aree urbane in via di trasformazione. Fotografie in bianco e nero, scatti a colori. Dove gli edifici parlano, le strade raccontano, le persone sfumano all’orizzonte.

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Strada lungo la ferrovia, Rho, 1991 (ph. Gianni Berengo Gardin).

 

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Vecchia Dogana Austriaca, Turbigo, 1995 (ph. Olivo Barbieri).

Al Museo di Fotografia Contemporanea si entra nelle fabbriche – attive o abbandonate – di Gabriele Basilico. Negli scatti sociali di Mario Cattaneo. Nelle tangenziali di Milano e nella Milano-Serravalle, inedita prospettiva da cui Giovanni Chiaramonte ritraeva i dintorni di Milano.

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Ritratti di fabbriche 1978-190, Milano (ph. Gabriele Basilico).

 

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Serie Luna Park, Milano, fine anni ’50-inizio anni ’60 (ph. Mario Cattaneo).

 

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Attraverso la pianura (ph. Giovanni Chiaramonte).

Ci sono poi le immagini che ritraggono Cinisello, la sua vita quotidiana, la sua vita lavorativa. Le sue architetture storiche, Villa Ghirlanda. E ci sono i progetti speciali. Storie immaginate in luoghi reali, con otto luoghi storici e naturalistici della Lombardia che diventano set di visioni oniriche e storie inventate. Musicians, 102 immagini realizzate tra il 1971 e il 1993, nato per valorizzare i gruppi musicali giovanili del territorio. Viaggio in Italia, nato da un’idea di Luigi Ghirri e considerato la pietra miliare della fotografia contemporanea italiana. E poi Salviamo la luna, commissionato dal Museo di Fotografia Contemporanea all’artista berlinese di public art Jochen Gerz. I suoi ritratti sono quasi tutti custoditi nelle case dei partecipanti, e la collezione diventa davvero pubblica. Ci sono poi le fotografie di moda e di pubblicità, ci sono gli interni domestici, ci sono gli autoritratti, i nudi, le nature morte. In un susseguirsi di suggestioni, di storie, d’emozioni.

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Dal fondo Viaggio in Italia, Rimini, 1983 (ph. Claude Nori).

 

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Dal fondo Salviamo la luna, Laura Allevi.

Ma il Museo di Fotografia Contemporanea non è solo la sua collezione permanente. Fino al prossimo 30 aprile, le sue sale ospiteranno la mostra “La guerra è finita. Nasce la Repubblica”: 70 fotografie, firmate da Federico Patellani, per raccontare la distruzione e la rinascita di Milano dopo la II Guerra Mondiale, e il referendum del 2 giugno 1946, che ha segnato la vittoria della Repubblica sulla Monarchia e che, per la prima volta, ha visto le donne votare. Date cruciali, raccontati attraverso i volti delle ragazze, delle moglie, delle madri che le hanno vissute. Attraverso le espressione di uomini e bambini che camminano tra le macerie, tra povertà, disagio e incertezza.

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Copertina del “Tempo”, n.22 del 15-22 giugno 1946 (ph. Federico Patellani).

É un luogo da scoprire, il Museo di Fotografia Contemporanea. Magari approfittando di una giornata del sole, dopo una passeggiata nel suo parco. E prima di immergersi tra le fotografie, coi loro ricordi e le loro storie.

Per info: Museo di Fotografia Contemporanea, via Frova 10, Cinisello Balsamo, T: 02 6605661

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