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Il brillante romanzo della discordia: vicenda italiana, che è anche molto milanese

Cronache della discordia, scritto dal barese Francesco Marocco, è un romanzo di recente apparso nelle librerie che si fa notare già dalla evocativa e fulminante copertina, in cui campeggia il gesto delle corna, da sempre italianamente molto praticato. Consentitemi la solita premessa: con entusiasmo vi consiglio questo libro, e ve ne spiegherò le mie personali ragioni, ma tengo sempre a precisare che non si tratterà assolutamente di una recensione, perché ci sono persone molto più titolate di me che ne producono in abbondanza. Nella vicenda, dunque, il tema della discordia… mette d’accordo tutti gli italiani, ma in particolare due piccoli borghi della Basilicata, adiacenti l’uno all’altro: gli abitanti di entrambi i paesi vivono in perenne e irriducibile conflitto campanilistico.

L'autore del romanzo, Francesco Marocco, in una simpatica immagine (https://www.facebook.com/francescomaroccoauthor/?fref=ts)

L’autore del romanzo, Francesco Marocco, in una simpatica immagine (https://www.facebook.com/francescomaroccoauthor/?fref=ts)

Ma che ci dice il vocabolario Treccani alla voce “discordia”? Parla di “differenza di opinioni su un fatto” (oltre che di contrasto, dissenso eccetera). Prima di approfondire le qualità di questo romanzo davvero irresistibile, al pari delle più geniali commedie all’italiana, vorrei subito ricordare una diatriba – non molto rilevante, ma molto animata – che ha recentemente diviso in due fazioni i milanesi. La comparsa delle palme sponsorizzate da Starbucks in Piazza del Duomo: la polemica ha impazzato su tutti i media, più che mai sui social. Da una pura valutazione di tipo estetico, si è passati alla protesta, che ha assunto, come sempre, anche vivaci orientamenti politici. Una volta di più c’erano i cittadini del Sì e quelli del No, chi trovava la cosa un esotico abbellimento della piazza, chi la vedeva come qualcosa di stridente con la tradizione milanese e addirittura come una distruzione della storica immagine meneghina.

Le palme della discordia a Milano, in piazza del Duomo (photo: La Repubblica)

Le palme della discordia a Milano, in piazza del Duomo (photo: La Repubblica)

Tra una disputa e l’altra si è arrivati anche all’atto vandalico di chi ha dato fuoco ad alcune delle palme. Ma la vera palma della vittoria… è andata alla Discordia! Sì, come racconta Francesco Marocco: nel suo libro, dopo la messa in vigore della legge dell’accorpamento dei comuni, i due paesini che cordialmente si detestano, si ritrovano annessi nella città di Fiumesecco e sono chiamati alle urne a eleggere il primo e unico sindaco della loro storia.

 

Tutti fratelli di questa Italia

A dare colore alla vicenda, innanzitutto una satira politica molto contemporanea, in cui si rievocano in modo esilarante (e pure molto VEROSIMILE) riforme elettorali, premier, attraenti giovani “ministre” e italici inciuci. E non manca una simpatica e anticonformista storia d’amore tra due giovani delle opposte fazioni, novelli Romeo e Giulietta. Alla fine sono loro a rappresentare l’unico futuro possibile di un Paese sempre unito nel comune gusto del sentirsi diviso da conflitti e rivendicazioni di cui talvolta nemmeno ci si ricorda il motivo.

Dall'account Facebook dedicato al romanzo, le corna e Dario Fo

Dall’account Facebook dedicato al romanzo, le corna e Dario Fo

Nel romanzo, addirittura, il termine “campanilismo” si fa concreto! Pensate che gli ordini religiosi di ognuno dei due borghi, nel tempo fanno erigere i campanili delle proprie chiese in modo che ogni orologio non si affacci in direzione dell’altro paese, impedendo così al nemico di poter conoscere l’ora. Ma su tutto chi vince veramente? A parer mio, Francesco Marocco, cioè l’autore, che tratteggia una miriade di personaggi strepitosi, veri, straripanti in tema di debolezze umane, componendo un affresco “all’italiana” molto godibile e molto divertente.

Gassman ne "Il sorpasso" di Dino Risi. Un'altra iconica immagine di corna, sempre dalla pagina Facebook del romanzo

Gassman ne “Il sorpasso” di Dino Risi. Un’altra iconica immagine di corna, sempre dalla pagina Facebook del romanzo

Dal giovane Spaccapietra – virtuoso scalpellino dell’arte funeraria – . e i suoi SMS scambiati con il protagonista Riccio, alla zia Grazia, colf che rassetta le case di entrambi i borghi, dall’esilarante cronista precario al robusto calciatorediserieC-tronista, dal sorprendente meccanico Pietro “Cacciavite d’oro” ai preti dei due villaggi, poco tolleranti e molto guerrafondai… Personalmente aggiudico un bel 110 e lode alla prof, madre di tutte le prof “severe ma buone” e diversamente tecnologiche!!!

Insomma, l’ironia di Marocco è tanto sottile quanto puntuale, originale, intelligente, solleticante! Il suo stile è sagace e al contempo immaginifico. Frase molto pubblicitaria, ma io direi proprio “da non perdere”. E visto che siamo in clima di pasquale pace fraterna, perché non trascorrere queste vacanze con una commedia tanto spiritosa sulla discordia?

Un breve estratto

[….] La realtà celata da tutta quella messinscena era quell’inguacchio serrato di anime in lotta che non riuscivano a mescolarsi, un seme compatto di odio che a tutta quella profusione di energie, mosse geniali e giochi di potere aveva resistito. L’Italia era quella, lo era sempre stata e così sarebbe rimasta, un posto unito solo sulla pelle di uno stivale, una mappa di conflitti tra regioni, città, paesini, quartieri, vicini di casa.

Una delle più famose e recenti immagini del tipico gesto

Una delle più famose e recenti immagini del tipico gesto

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