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Un’estate a Lanzarote. Tra mare e arte, scoprendo anche un’opera premiata.

Lanzarote, a parere di molti, è una delle più interessanti tra le isole Canarie. Meta prediletta dai cultori del windsurf – non a caso dal 5 all’8 luglio ospiterà il campionato europeo di freestyle di questo sport – è in realtà un’isola spagnola apprezzatissima non solo per le sue belle coste, le più vicine, tra tutte le Canarie, a quelle del continente africano.

Un panorama delle belle spiagge dell'isola

Un panorama delle belle spiagge dell’isola (photo: Robert Ribaudo)

Ma soprattutto per i suoi affascinanti e scenografici contrasti: spiagge e mare si coniugano infatti con la presenza di 140 vulcani, che conferiscono al panorama un’atmosfera lunare, in forza della nera roccia lavica eruttata nei secoli, e in modo più disastroso, nel corso del XVIII secolo. Un paesaggio altamente valorizzato dall’opera di César Manrique (1919-1992), artista eclettico nativo di Lanzarote che fu anche illustre pittore, scultore, architetto e, in modo particolare, ecologista in tempi non sospetti. La sua creatività attira sempre più turisti, e scopriremo anche perché (motivo che indurrà molti a programmare una vacanza proprio a Lanzarote!), precisando da subito che si oppose fortemente alla costruzione di ecomostri turistici non in carattere con la bellezza naturale dell’isola.

Il camminamento verso la casa-studio di César Manrique

Il camminamento verso la casa-studio di César Manrique (photo: Robert Ribaudo)

Come si legge ovunque in rete – ma mi sento di testimoniarlo personalmente, avendo visitato l’isola -, il suo genio lo portò a fare di Lanzarote un autentico museo a cielo aperto. I suoi progetti racchiudono tutto il sapore dell’arte ma anche dell’architettura: infatti scelse di plasmarli a partire dalla roccia lavica, dalla presenza dei vulcani, dalla vegetazione di un luogo tanto insolito da divenire l’ambientazione del celebre film firmato da Stanley Kubrick, 2001 Odissea nello Spazio.

Il paesaggio dall'atmosfera lunare conferita dalle colate laviche e dai vulcani

Il paesaggio dall’atmosfera lunare conferita dalle colate laviche e dai vulcani (photo: Robert Ribaudo)

Così a Lanzarote, una vacanza non vi regalerà solo tutti i piacevolissimi svaghi delle attività di mare, ma vi permetterà di visitare spazi assolutamente e veramente unici: proprio di recente, uno di questi ha meritato la XXVIII edizione del Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino, assegnato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Si tratta del Jardín de Cactus: in origine era una cava di sabbie e ceneri vulcaniche e Manrique ha saputo riciclare e riconvertire tale luogo sfruttando e ricomponendo secondo il suo estro, il naturale splendore delle forme vegetali integrandole con quelle della geologia vulcanica. Da questo pensiero è nata un’area suddivisa in terrazze dove sono state coltivate più di 1400 specie di cactus ben classificate.

Jardin de Cactus (photo: Wikipedia)

Jardin de Cactus (photo: Wikipedia)

Che dire… un incanto! Personalmente, oltre a quest’opera premiata, io ho adorato anche gli altri progetti di questo visionario artista, che ha saputo dare valore all’identità naturale di questa magnifica isola… di cui sento già nostalgia, pur avendola visitata all’inizio di quest’anno! Manrique ha creato infatti un magnifico Mirador, incastonato tra le rocce e prospicente l’isola La Graciosa.

Il Mirador progettato da Manrique

Il Mirador progettato da Manrique (photo: Robert Ribaudo)

Ma anche il Restaurante el Diablo, nel panorama vulcanico del parco di Timanfaya, che ricorda un autentico disco volante: qui la specialità è la carne alla brace cotta a 450° C, su un barbeque che sfrutta il calore geotermico del vulcano dormiente su cui è stato edificato. Los Jameos del Agua, tra grotte e canyon. Last but not least, un posto incantevole e ricco di sorprese: la Fondazione Museo César Manrique.

una vista esterna della Fondazione Museo César Manrique

una vista esterna della Fondazione Museo César Manrique (photo: Robert Ribaudo)

In realtà si tratta dello spazio che fu casa e studio dell’artista: era stata edificata su una colata lavica e su cinque bolle vulcaniche di grandi dimensioni. Posso garantire che lascia a bocca aperta, per la sua moderna concezione, tra spazi conviviali, di lavoro, di relax, una piscina dalla forma singolare e perfettamente in equilibrio con l’ambiente naturale… tutto, come le molte opere di questo grande creativo, parla di stile, funzionalità ma anche di amore per la conservazione e la tutela di una natura di per sé incredibile e fuori dal comune. Che si tratti di un lungo weekend o di una vacanza, scegliere Lanzarote come meta vi offrirà… un mare di sorprese.

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(photo: Robert Ribaudo)

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