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One Pot: il pranzo… in una sola pentola!

Di tante tendenze food che ho preso in esame, questa è una delle più originali ed insolite. I popoli anglosassoni non sono, per tradizione, i più indicati a promuovere ricette di pasta ma in questo caso specifico sono stati loro ad inventarsi questo nuovo “sistema di cottura”: One Pot. Un sistema che rompe tutte le regole e che giustamente non convince troppo gli scettici e i puristi come me. Ma entriamo nel dettaglio… Ormai mi conoscete per l’incrollabile attaccamento alla tradizione ma quando ho cominciare a “sbirciare” video su You Tube e Facebook mi sono incuriosita. Alcune ricette One Pot somigliano a dei “mappazzoni”, come direbbe il simpatico chef Barbieri. Ma la veste di osservatrice mi ha obbligata ad un’analisi obiettiva. Lo scopo del metodo One Pot è di dimezzare i tempi, sprecare meno stoviglie possibili 6d182c0842bea31008927c03ec69d456e, come professa Martha Stewart (della quale vi parlerò più avanti), dedicare più tempo alla famiglia. Il tutto con il risultato di un piatto accettabile. A mio parere questo metodo sta a mezza strada tra la cottura tradizionale e quella risottata: in questo caso la pasta rilascia in cottura l’amido necessario a legare il condimento.

IL PROCEDIMENTO DI BASE

Se stabilite di cucinare una semplice pasta al pomodoro per 4 persone, pesate tipo 350 g di linguine, nella casseruola mettete 1 litro d’acqua di acqua, circa 300 g di pomodori, 1 spicchio di aglio,foglie di basilico, una presa di sale, 2 cucchiai di olio evo. tutto insieme partendo da freddo. Si accende il fuoco e si cuoce finché il liquido si è riassorbito.

Vi lascio un piccolo memorandum per decidere di provare il metodo o restare sulla tradizione:

DECALOGO ONE POT

– il numero di commensali (Max. 4) e la dimensione della casseruola: sarebbe davvero difficile controllare la cottura della pasta in un paiolo – vietato l’uso della pasta fresca e a base di legumi (cuociono troppo velocemente) ma solo prodotto secco con farina normare o integrale – l’acqua non deve essere troppo fredda – le proporzioni tra pasta e acqua: tre volte il peso della pasta – usare casseruole antiaderenti – se gli ingredienti che aggiungete sono acquosi tipo pomodori, zucca, melanzane… bisogna togliere un pò d’acqua – la pasta non deve rimanere al di sopra del livello dell’acqua sennò la cottura risulterà disomogenea.

Ci sono delle ricette che vengono erroneamente considerate One Pot ma non lo sono: spezzatini, piadine, e5464ce28c01df8cb6b15cb22b7d077dpesce in umido. A mio avviso siamo fuori strada: la regola è tutto a crudo, senza bollore, senza soffritti, tutto insieme. Da parte mia, prima di parlarne, nel bene o nel male, ho voluto provare personalmente il procedimento: il risultato non è terribile ma accettabile. Certo… la pasta è cotta bene ma le verdure sono ovviamente più morbide, quasi lessate. Sulla croccantezza bisogna lavorarci. Se è il tempo ch vi manca può essere un’alternativa ma non la regola di ogni giorno. Martha Stewart, il guru della cucina e del lifestyle americano, ne ha fatto addirittura un libro che potrete tranquillamente trovare ed acquistare online (temo in lingua originale).

LA PROVA DEFINITIVA

Il mio test si è basato su una porzione di pasta al farro da 80g, alla quale ho aggiunto pomodori, melanzane, zucchine, porro, basilico, olio. Il tutto con 240 ml di acqua non fredda. Il risultato: discretamente cremosa, discretamente buona. Ma non posso dire eccellente. Quindi la ricetta, per 4 persone, delle Farfalle al farro con verdure la potete replicare e commentare anche sul sito ufficiale.

Foto: ©Cucinacre-attiva – ©Pinterest

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