A Milano i siti archeologici si ri-scoprono: il caso del Mausoleo di Massimiano

Questo mio nuovo intervento prende le mosse da un articolo di Repubblica intitolato Milano, durante gli scavi della M4, spunta il “mausoleo dell’imperatore”. Leggo il pezzo tutto d’un fiato per capire dove sta la notizia….e scopro che la sensazionale scoperta tanto sbandierata non c’è.

Chiedo scusa ai tanti lettori che ormai ci seguono fedelmente ma devo ripescare ciò che dichiarammo già in occasione del post riguardante le Terme Erculee.

“Si deve concludere allora che, in fase di progettazione preliminare, per il tragitto da far seguire alla Linea Blu (così si è battezzata la M4!)… si siano dimenticati di fare i conti con una pratica ormai consolidata nella progettazione delle grandi infrastrutture cittadine, quando si sospetta di imbattersi in qualche resto del passato: l’archeologia preventiva. Ma il passato ci porta a pensare che, dalle parti di Milano, non è mai stata una pratica ben messa a punto, visto che non ci vuole una laurea in Archeologia, per sapere che tra il Pasquirolo e il Corso Europa, in epoca romana, sorgeva il più grande impianto termale dell’antica Mediolanum (un complesso di c. 10.000 mq). Talmente grande da essere soprannominato storicamente “Terme Erculee”, per l’epiteto assegnato all’imperatore Massimiano, che le aveva donate alla città, contestualmente a un ampliamento della stessa divenuta capitale dell’Impero d’Occidente, nel III sec. d.C.”

mQHt3WVj31_457

Milano romana: le Terme Erculee all’estrema destra all’interno della seconda cerchia di Massimiano e il suo sacello all’interno del recinto all’estrema sinistra

Anche stavolta allora mi chiedo come sia possibile che con tanti finanziamenti impegnati in questa faraonica opera nessun consulente, se non gli stessi tecnici del Comune, abbiano fatto presente che questo tragitto avrebbe incontrato, nei pressi della Basilica di S. Vittore, la cittadella di tanto augusti feretri, soprattutto sapendo che il percorso seguito avrebbe anche in questo quadrante creato più di un problema agli scavi. Infatti, come in occasione della curva che la linea M4 sarà costretta a fare sul Verziere (motivo per cui la colonna è stata smontata!), tagliando al di sotto delle fondamenta della Chiesa Valdese per incanalarsi sotto Via Francesco Sforza, allo stesso modo qui dovrà intraprendere una poco ortodossa sterzata sotto l’antica Basilica, per guadagnare la già martoriata Via S. Vittore, con buona pace di fedeli, cittadini e commercianti. Tralasciamo i problemi strutturali che potrebbero ingenerarsi, che non sono oggetto della nostra riflessione, almeno per ora.

Durante-i-lavori-per-la-Metro-a-Milano-riemerge-lantico-mausoleo-imperiale

Insomma come dicevamo nulla di nuovo sotto il cielo… o meglio sotto terra: lo stesso articolo di Repubblica, parlando dell’area in esame, dice testualmente: “Gli studi fatti rivelano che si trattava di un grande ottagono con mura laterali lunghe almeno sette metri, all’interno del quale c’era una necropoli cristiana. Le mura fortificate agli angoli avevano torri semicircolari e un imponente ingresso, oltre il quale il visitatore incontrava otto nicchie semicircolari e rettangolari alternate fra loro con una pavimentazione in mattoni decorati: erano le tombe dei famigliari dell’Imperatore”.

Mausoleo_Imperiale_Ricostruzione_A

Tra gli storici milanesi, tutti sanno che nel centro sorgeva l’augusto sacello che proprio Massimiano, che aveva voluto Milano capitale, fece erigere per conservare a imperitura memoria le sue spoglie mortali. Ma il corpo dell’imperatore non sarà mai qui deposto: in realtà venne ritrovato a Marsiglia nel 1054. Questo era un edificio ottagonale simile anche per misure (19,40 m. in esterno) alla riproposizione che Ambrogio farà per il battistero presso S. Tecla, esempio per i successivi battisteri dell’era cristiana. Fra le nicchie otto colonne con valore decorativo. Qui forse vennero sepolti gli imperatori ariani Graziano e Valentiniano II.

Con la caduta dell’impero e l’alto medioevo, si vuole qui traslato invece il corpo del martire cristiano Vittore, decapitato in un boschetto di olmi non lontano da qui (la traslazione del corpo è anche l’origine della dedicazione della successiva basilica cristiana di S. Vittore ad Corpus).

Martirio di S. Vittore

Martirio di S. Vittore

E la prima testimonianza relativa alla sua esistenza, ad Corpus, si deve a Gregorio di Tours, nel 485. Infatti pare che il corpo del martire in un primo tempo fosse stato traslato in un tempietto dedicato ad Ercole (forse oggi sotto la navata sinistra della chiesa) all’interno del recinto di Massimiano. Attorno a esso, luogo di pellegrinaggio, si collocarono prima le tombe protocristiane, poi quelle cristiane. Più tardi le reliquie canonizzate furono traslate proprio nel mausoleo imperiale, conosciuto fino al XVI sec., come Mausoleo di S. Gregorio. L’antichità di tale luogo è comprovata anche dal ritrovamento della più antica epigrafe cristiana rinvenuta in Milano, datata al 368. Si trovava sul luogo della sepoltura del presbitero Probo che esercitò il suo servizio nel clero per 25 anni.

Anche l’intera area cimiteriale già dal Medioevo viene quindi ribattezzata di S. Gregorio.

Anonimo olandese del XVI sec. Il disegno mostra la parte absidale della nuova chiesa e il Monastero nel fianco

Anonimo olandese del XVI sec. Il disegno mostra la parte absidale della nuova chiesa e il Monastero nel fianco

Venne demolito nel 1574 per ordine dell’architetto Galeazzo Alessi che vi edificava sopra la nuova chiesa di S. Vittore. Tombe ed epigrafi, venuti alla luce durante gli scavi, comprovano l’origine dell’area lottizzata già in età tardo imperiale: tra questi, il sarcofago di Cervia Abundantia. Le fondazioni e il sepolcreto rimarranno per secoli affondati tra la piazza antistante la chiesa e il Monastero degli Olivetani dove oggi sorge il Museo della Scienza e della Tecnica.

un vecchio rilievo del sito archeologico tra la piazza antistante la Basilica e il Monastero

un vecchio rilievo del sito archeologico tra la piazza antistante la Basilica, il Monastero e la Via degli Olivetani

Insomma cambiano i tempi ma ancora una volta la città è protagonista di mille trasformazioni, al centro di mille battaglie tra conservatori e speculatori, anche nel sottosuolo. Insomma ieri come oggi Milano che cera e distrugge…con buona pace della Soprintendenza!

Share this:

Leave a comment