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Anthony Bourdain: il mio primo “food-influencer”

Chef, scrittore best seller, viaggiatore tra New York e il mondo. Il mio articolo di oggi è dedicato a lui: Anthony Bourdain, scomparso pochi giorni fa. Ma non è della sua morte che voglio parlare, bensì della sua vita: avventurosa, affascinate, curiosa.

Un faro, un’ispirazione per molti che come me amano la buona cucina, la scoperta di gusti nuovi ed insoliti, la sperimentazione, la cultura gastronomica di paesi che non siano solo il proprio di nascita. Il mio primo incontro/scontro con Anthony Bourdain è stato sul celebre canale Gambero Rosso di Sky. I canali di cucina mi hanno sempre molto interessata e qui davvero ho sempre trovato programmi di alta qualità.

Ma Bourdain faceva la 15-memorable-anthony-bourdain-quotes-that-show-why-the-celebrity-chef-and-author-was-so-beloveddifferenza, sempre.

In Anthony Bourdain: No Reservations era protagonista di viaggi in tutto il mondo, alle prese con le cucine, le culture e i costumi del luogo. In alcune delle puntate che vidi allora, credo di avergli visto assaggiare i cibi “che voi umani non potete nemmeno immaginare“. La sua estrema curiosità, il suo essere così impavido nell’assaggiare i cibi più insoliti… dai peggiori Bar di Caracas arrivando ai ristoranti pluri-stellati. Insetti, rettili… di tutto e di più.

Un’altra trasmissione che ho avuto il piacere di seguire fu Anthony Bourdain: Cucine segrete, trasmessa in Italia sul canale La EFFE. È stato giudice, recentemente, nella trasmissione televisiva Top Chef. imagesLa sua biografia parla di un uomo che si è diplomato al Culinary Institute of America, ha lavorato in famosi ristoranti di New York e ha firmato numerosi articoli sui quotidiani come New York Times, The Times, The Observer, The Independent e molti altri. È stato capo chef al Brasserie Les Halles di Manhattan.

Ma non ci furono solo viaggi ma anche libri, molti libri che sono stati best seller assoluti. Nel 2000 ha pubblicato Kitchen 51EXgxGltCL._SX323_BO1,204,203,200_Confidential. Avventure gastronomiche a New York, raccontando tutto quel che accade nelle cucine di famosi ristoranti americani. Da qui una parabola ascensionale di successi editoriali: tra i quali Il viaggio di un cuoco, vincitore nel 2002 del premio Guild of Food Writers Award for Food Book of the Year. Bourdain ha pubblicato nel 2004 Les Halles Cookbook, guida alla cucina classica da ristorante, con ricette da lui apprese nei suoi anni di lavoro come chef nei ristoranti di New York e nei numerosi viaggi. Del 2013 esce anche Avventure agrodolci

“Amo il cibo di strada. Quello di Singapore più di ogni altro, frutto di innumerevoli contaminazioni avvenutechef nel tempo. E poi quello cinese, e naturalmente l’italiano”. (A. B.)

Tra i suoi illustri ospiti Barack Obama, in una puntata speciale di No Reservation. Per l’uomo più potente del mondo aveva scelto un piccolo ristorante di Hanoi, in Vietnam, dove era possibile gustare un solo piatto: “Incredibile quanto fosse a suo agio sulle sedie di plastica, a bere birra della bottiglia. Parlò da padre, mai da presidente”, ricordò Bourdain.

Mandatory Credit: Photo by DAVID RENTAS/REX/Shutterstock (373427c) ANTHONY BOURDAIN, CHEF OF LES HALLES RESTAURANT ANTHONY BOURDAIN, NEW YORK, AMERICA - 2000

Photo by DAVID RENTAS

Personalmente la perdita di Bourdain è stato un fatto molto triste… di lui mi rimangono i filmati delle sue trasmissioni, i libri che ha scritto, le interviste, la sua camminata sicura, spavalda, anche in certe città molto poco tranquille.

Oggi non vi lascio una ricetta, ma il ricordo personale di un grande uomo. La mia ispirazione.

Alla prossima.

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