Close (pop) up: un Big Bang creativo di liberatoria meraviglia

“Close (pop) up”. Questa la nuova mostra presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo, che potete visitare fino al prossimo 21 ottobre, dedicata a Silvio Porzionato. La prorompente esigenza in costante mutamento di un artista, esigenza che cattura l’istante, e che nel connubio perfetto tra fotografia e pittura, è in grado di creare una realtà onirica, nel contempo estremamente reale e liberatoria. E vi spiego perché.

POZIONATO INAUGURAZIONE

L’ARTISTA

Silvio Porzionato inizia ad esporre nel 2007 e lo stesso anno è selezionato al premio Arte Mondadori. Nel 2008 partecipa ad un progetto intitolato “10 Artists limited edition”, in collaborazione con una importantissima azienda di design. Oltre a numerose mostre collettive e personali, nel 2010 ha vinto il premio della critica a Saluzzo Arte, si è classificato primo al “premio Leonardo”. Nel 2011 è selezionato per la 54^ Biennale di Venezia, esponendo sia all’interno del Padiglione regionale, che del Padiglione Italia a Torino, Sala Nervi. Porzionato è un pittore figurativo che predilige la pittura ad olio ed acrilico su tele di grandi dimensioni. Un curriculum di tutto rispetto. Ma in cosa consiste davvero il suo modo di fare arte? Io non sono certo un critico d’arte, tuttavia, basandomi sul piacevolissimo incontro avuto con lui la sera dell’inaugurazione della mostra in Mondadori, un’idea me la sono fatta.
O meglio, mi sono fatto raccontare la sua idea. E questo è davvero affascinante, perché è solo ascoltando che si entra  in un mondo nuovo, in una dimensione che è “altro” da noi: solo così ci può essere un incontro, e i due mondi, il nostro e quello dell’artista, possano parlarsi, fino talora a compenetrarsi.

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LA BELLEZZA DI UN’ARTE LIBERA

Il mondo artistico di Silvio è frutto di un’esigenza dell’artista in un determinato momento: non è prigioniero di una gabbia concettuale o filosofica che la determini. È un impulso che ribolleche letteralmente esplode in forme e soggetti diversi, soggetti che infatti non sono “la regola”, non sono cioè sempre gli stessi, quanto piuttosto esprimono Silvio in un particolare periodo temporale. Ciò che per Porzionato conta – come lui stesso mi ha spiegato – è infatti che nel quadro che si sta guardando si veda Silvio, e non tanto, o soltanto, il soggetto che fisicamente si riflette nelle iridi dell’osservatore.
Ed è tutto così reale, se non addirittura liberatorio. E ve ne spiego il motivo. Se qualcuno dovesse mai chiedervi di darvi da soli una definizione, voi sareste in grado di rispondere in modo completo, definitivo, immutabile? Io sicuramente no, e credo che non sarò mai in grado di poterlo fare. Così è per Silvio, che esprime il suo essere e il suo sentire in costante mutamento, tramite quel dono immenso che è la sua arte, che cammina e muta con lui. Si tratta di non farsi rinchiudere in recinti, esattamente come è impossibile fare – se si è obiettivi – nel caso di una persona, che non è uno, ma mille universi. Ed è proprio per questo che percepisco l’arte di Porzionato come liberatoria: rappresenta l’umanità per quella che è, ossia mutevole e libera e con una profondità fatta di infinite dimensioni. Tutto ciò si esprime ora nel turbinio incontenibile dei colori; ora nel solido e rassicurante bianco e nero, che si toccano con le gradazioni del grigio.

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LA MOSTRA: UNA TRASFUSIONE DI VITA

Questa mostra è frutto di un nuovo impulso, che ha spinto Silvio Porzionato ad inserirsi nella riflessione millenaria del “theatrum mundi”, in cui le donne rappresentate in enormi close-up, sono “caratteri”, personaggi di teatro: esse sono in posa, senza però scadere nella finzione o nella caricatura della maschera da commedia. Le figure femminili acquisiscono una propria realtà, una propria autonoma, distaccandosi dal modello fotografico che costituisce la genesi della pittura di questo straordinario artista. Il ruolo che infatti nel passato era rivestito dal disegno preparatorio, viene ora svolto dalle fotografie, tante fotografie. Quando però il colore, rapido, violento potremmo dire, traccia la tela, è come se la figura venisse animata dalla forza e dalla vita interiore dell’artista: è questa “trasfusione di vita” che dona alla figura rappresentata un’identità nuova, che non è più quella dei soggetti fotografati. Questo spettacolare atto creativo, avviene generalmente nel tempo di una sola giornata: un “Big Bang creativo”, potremmo dire. Porzionato poi, non tornerà più sull’opera creata in quel giorno.
Tale rapidità è però ora comprensibilissima: Silvio domani sarà un nuovo Silvio, esattamente come avviene per tutti noi, mai uguali a noi stessi.

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Dal mio modesto punto di vista perciò, uno dei doni principali di Silvio Porzionato, è di essere dunque estremamente vero, reale, e di saper rappresentare, esprimendo il suo essere e la sua esigenza mutevoli, la nostra mutevole umanità.

Orari Mostra: 9 – 23 | Ingresso mostra: libero

 

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