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Classico, vegetariano, colorato, alternativo: tutte le “forme” dell’hamburger

Per decenni è stato considerato junk-food, di bassa qualità, da consumare velocemente. L’hamburger… simbolo di globalizzazione ad uso e abuso della massa. Negli anni ’80 era il cibo simbolo dei paninari “milanesi”. Nelle nostre case le mamme li chiamavano “svizzere” (americanizzate da una fetta di formaggio sciolta sulla superficie). Ma la rivincita arriva per tutti: anche l’hamburger nella sua forma più classica è stato rivalutato, diventando un trend assoluto soprattutto a Milano. Ormai lo troviamo ovunque, anche in certi ristoranti o bistrot stellati, abbinato a grandi vini e preparato con carni (italiane) di grandissima qualità. Ma facciamo un piccolo passo indietro e torniamo alla nascita dell’hamburger.

LA STORIA

Nel lontano XV secolo la carne macinata, in Europa, era considerata un alimento succulento. Per osservarne la prima apparizione dobbiamo andare a New York… che con la città di Amburgo rappresentavano due porti importantissimi per gli scambi di merci ma non solo… anche di tipicità alimentari. La cosiddetta “hamburg steak” diventò grande protagonista lungo the-true-story-behind-the-mysterious-mcdonalds-gold-card-673955074-Vytautas-Kielaitis-1024x683i porti della Big Apple ma anche tra i marinai tedeschi in trasferta che ne facevano gran consumo. Si narra che fu il ristorante/steak house Delmonico’s a inserirlo nel proprio menù, per la prima volta, nel lontano 1826. Il campanilismo americano vuole invece attribuirne la nascita ad un ristoratore texano… tesi sostenuta anche dagli amici della nota catena McDonalds che indicano l’invenzione dell’hamburger ad opera di questo geniale signore di Athens. di contro, gli abitanti di Hamburg (Stato di New York) difendono il proprio copyright di nascita della storica ricetta. Ci sono infinite teorie ma quella più accreditata è quella che sancisce la sua origine in Oklahoma, ad opera di un ristoratore di Tulsa.

LE TIPOLOGIE

beef-bread-bun-552056È imperativo anzi necessario fare delle distinzioni: c’è l’hamburger da fast food e quello da ristorante. Il primo è un pò meno raffinato in quanto “fast-food”. Il secondo viene servito accompagnato da patatine fritte ma anche dalle più stravaganti salse ed ingredienti: guacamole, funghi, uova strapazzate, frutta esotica… E ancora: il panino che contiene due hamburger si chiama “double”; quello che ne contiene ben tre si chiama “triple”. Quello ricoperto da chili si chiama “slopper”; quello con cipolle “patty melt”. L’hamburger piccolo e leggermente quadrato prende il nome di slider”… da gustare in un sol boccone.

GLI ALTERNATIVI

Dal classico passiamo agli hamburger più creativi ed insoliti: ecco arrivare sulle nostre tavole e pescaria38858563_291423101589655_2880022953494315008_nnon solo quelli vegetariani, vegani, coloratissimi e super appetitosi di Flower Burger (che ho avuto il piacere di provare e recensire – qui – l’anno scorso) con materia prima auto prodotta, quelli gourmet de La Fassoneria di Monza, dove la qualità della materia prima è oltre l’eccellenza, i mini-burger del Carnicero, l’hamburger con carne di pecora dello chef IMG_4352abruzzese Maiorano. Vogliamo non citare l’hamburger con l’aggiunta di N’duja calabrese, salito alle cronache in occasione del contest internazionale di BBQ Griglie roventi? Burger King, ha un nuovo panino in menù: il «Kuro Burger», ossia il burger tutto nero: tutto naturale, scurito grazie alla Burger-King-Japans-Black-Kuro-Burger-3cenere di bambù e la salsa nera colante di cipolle e aglio è realizzata con inchiostro di seppia. Non dimentichiamo l’hamburger “australian style” di Burger Wave. Come menzione speciale darei un premio agli hamburger di pesce spada di Pescaria da Polignano a Mare, che hanno saputo trasformare un prodotto di pescheria in un raffinato street-food.

IL PIU’ GUSTOSO MA COSTOSO

È attualmente servito in un casinò di Las Vegas, dicono… carne di manzo giapponese Kobe, dicono… accompagnato da tartufo e foie gras… dal costo di 5000 dollari, dicono…

HAMBURGER FIRMATI

vivace-officialpic_bigger_jpgPer dar lustro e visibilità al prodotto di McDonalds sono stati scomodati nientemeno che il compianto Gualtiero Marchesi e Joe Bastianich che ne hanno dato personale interpretazione.

In conclusione… hamburger deve rimanere un cibo “alla portata di tutti”, almeno sotto la soglia dei 20€. Non bisogna dimenticare che parliamo di street-food e che, come tale, deve avere prezzi accessibili e ingredienti di ottima qualità.

Di queste prelibatezze stellate e molto altro ne abbiamo parlato anche qui!

©Photo by Pexell, Flower Burger, El Carnicero, Pescaria

 

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