Paul Klee: il fascino del primitivo

“PAUL KLEE: ALLE ORIGINI DELL’ARTE”

Questa l’affascinante mostra che è possibile ammirare al Mudec, fino al 3 marzo 2019, su Paul Klee, uno dei più importanti esponenti dell’arte del ‘900, visto secondo una prospettiva del tutto inedita: quella del “primitivo”. Scopriamo insieme il “selvaggio Klee” e il suo fantastico intreccio di mondi!

PAUL KLEE

Figlio di un musicista, Paul viene educato fin dalla fanciullezza alla musica, per poi invece indirizzarsi alla pittura. La sua formazione è per molti anni vissuta in solitudine, ed è soltanto intorno ai trent’anni, nel 1911, che entra in contatto con il mondo artistico delle avanguardie storiche, grazie alla conoscenza di artisti quali Alfred Kubin, August Macke, Wassily Kandinskij e Franz Marc, parte del Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro)di Monaco. Nel 1917 incontra quindi il cubista francese Robert Delaunaya, le cui ricerche sul colore sono destinate a influenzare indelebilmente il suo sviluppo artistico.


Il colore, un aspetto di cui, fino a quel momento, Paul sembra aver fatto davvero fatica ad impadronirsi: la sua arte infatti è per lo più ancora caratterizzata dal disegno e dall’aspetto grafico.
È però solo dopo la folgorazione esotica a seguito di un viaggio in Tunisia, compiuto nel 1914, che si sente davvero in grado di poter diventare padrone della tecnica del colore. L’immagine che ora vede riflessa di sé, è finalmente chiara. È un pittore. Nulla può elevare l’animo di un uomo, se non vedere che il proprio sogno, la propria aspirazione, e la propria persona, coincidono. Scrive infatti nel suo diario:

“Un senso di conforto penetra profondo in me, mi sento sicuro, non provo stanchezza. Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore”.

Klee viene poi arruolato tra le fila dell’esercito tedesco allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, periodo durante il quale riesce comunque a continuare a dipingere. La potenza dell’arte non ammette interruzioni. Nemmeno i lacci della tragedia riescono a fermarlo, e le sue esposizioni continuano a suscitare ammirazione e stupore. È dopo l’esperienza della guerra che però si apre per lui uno dei periodi più fecondi a livello artistico. Nel 1920 viene chiamato a insegnare alla Bauhaus, la scuola di architettura, arte e design, fondata da Walter Gropius. L’attività di insegnante termina nel 1930, tre anni prima che la scuola venga definitivamente chiusa dai nazisti. Tornato in Svizzera, muore nel 1940.

LA MOSTRA: DALLA PARODIA AL MISTICISMO ALLA LEGGEREZZA DELL’INFANZIA

Primitivismo. Cosa significa esattamente? Negli ultimi decenni del XIX secolo, parallelamente allo sviluppo degli studi antropologici e, nel contempo, come rifiuto della società moderna, il termine viene a coincidere con il desiderio di ritorno allo stato di innocenza percepito come proprio delle civiltà preistoriche e tribali. In Klee, questo amore per il primitivo, assume una declinazione particolare, che include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, come l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo; sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana.

Interessante è però raccontare come (o forse dovremmo dire dove) si è sviluppato in Klee questo spasmodico attingere all’antico. La risposta è questa: in Italia. Nel 1901-1902 Paul si reca in viaggio nella penisola e da questa esperienza gliene deriva quella che egli stesso definisce una delusione “in stile”: si percepisce infatti come niente altro che un epigono, un’erede di una civiltà giunta al tramonto. La sua risposta a questa conclusione? Cercare in opere d’arte “primitive” e in repertori desueti, quell’arte della deformazione, o “satira in Grande Stile”, che gli permetta di infrangere il gusto monumentale e anticheggiante entro cui si era formato a Monaco.

La conoscenza che Klee ha della storia e dell’arte occidentale è amplissima ed egli la intreccia intimamente alla parodia, sia per naturale propensione interiore, sia per necessità storica. Le opere “satiriche” in lui, mostrano infatti tutta la sua perseveranza nel “commentare” la realtà artistica, culturale e politica, senza mai scadere nella cronaca o senza mai prestarsi a una “militanza”.

È sempre la guerra però, a costituire uno spartiacque. Paul abbandona in parte la sua attività di pittore satirico e veste altri panni: quelli dell’artista mistico, del veggente. Klee diventa allora “illustratore cosmico” e trae il proprio repertorio figurativo pescando in altre “tasche della storia”, quelle del Tardo Antico e nell’Alto Medioevo, dove il patrimonio immaginifico deriva stavolta anche da testi scritti. La fusione tra immagine e testo, in un rapporto che è fatto di riferimento a fonti passate e allo stesso tempo di superamento delle forme artistiche tradizionali, lo conducono a disseminare le proprie opere di ideogrammi, rune, o elementi alfabetici di invenzione.

KLEE “ETNOGRAFO” E L’AMORE PER L’INFANZIA

Una interessantissima sezione della mostra ospita il teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, a testimonianza di un altro suo grande interesse: l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte, che l’autore, coerentemente con il suo tempo, riteneva dovessero cercarsi nelle espressioni artistiche di alcune popolazioni, fonte di grande interesse etnografico.

Insieme alle marionette, è esposta anche una una selezione delle opere etnografiche del MUDEC, che non vuole significare la derivazione dell’arte di Klee dai manufatti in esposizione, quanto raccontare plasticamente l’interesse dell’artista nei confronti dell’universo fantastico, antropologico e stilistico delle arti extraeuropee.

Una mostra che è un viaggio nel tempo e nello spazio, le cui linee e i cui colori si intrecciano a disegnare tutto il fascino di un grande artista: il “primitivo”, affascinante Klee.

ORARI DI APERTURA:

Lunedì: 14.30–19.30;
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30;
Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Acquisto biglietti:
infoline
0254917 (lun-ven 10.00-17.00)
Singoli: helpdesk@ticket24ore.it
Gruppi e scuole: ufficiogruppi@ticket24ore.it

 

 

 

 

 

 

Share this:

Leave a comment