Margherita Sarfatti – Segni, colori e luci a Milano

Due mostre in contemporanea, una al Museo del ‘900 a Milano e l’altra al MART di Rovereto, celebrano Margherita Sarfatti, figura oggi quasi dimenticata ma personaggio centrale del primo ‘900 italiano.

Pensando al rapporto di Margherita Sarfatti con Benito Mussolini la cosa più banale che si possa dire è che dietro ogni “grande uomo” c’è sempre una grande donna. In realtà Margherita Sarfatti fu molto ma molto di più: demiurgo del duce, e in parte del fascismo; donna acculturata, giornalista, saggista; promotrice di arte e cultura.

Tradita e abbandonata dal Moloch che lei stessa aveva concorso a costruire chiude la sua carriera nel 1938 fuggendo in Sud America per sottrarsi alle persecuzioni razziali che non risparmieranno invece la sua famiglia.

 

Se ci limitassimo a un giudizio politico sull’operato di Margherita Sarfatti (giudizio che pure va espresso ed è ovviamente negativo) rischieremmo di tralasciare il ruolo centrale che ebbe nella storia artistica, culturale e sociale della prima metà del ‘900.

Arturo Martini, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, sono alcuni degli artisti che costituirono il gruppo Novecento Italiano, da lei stessa ispirato, promosso e sostenuto.

Questa mostra riunisce in un percorso organico le opere dei membri di Novecento Italiano con diversi reperti della produzione letteraria e promozionale dell’epoca, abiti, documenti, libri e fotografie, testimonianze di un periodo di grandissimo fermento culturale e artistico all’interno di un contesto che, per contro, andava chiudendosi sempre più nel recinto tetragono della dittatura.

Nella mostra viene tenuta volutamente sullo sfondo la vicenda più strettamente personale della sua relazione più che ventennale con Mussolini. Una scelta comprensibile e rispettosa ma che toglie indubbiamente spazio per una considerazione più complessiva della figura di Margherita Sarfatti.

Anselmo Bucci – L’addio 1917

Anselmo Bucci – Rosa Rodrigo, 1923

Alberto Salletti – Ritratto di signora, 1922

Adolfo Wildt – Margherita Sarfatti, 1929

Se alla fine di queste scarne considerazioni qualcuno volesse approfondire maggiormente il contesto della mostra e la figura della sua protagonista, segnalo questo interessantissimo articolo di Maurizio Cecchetti su Avvenire.

 

Le Mostre sono aperte a Milano al Museo del ‘900 e al MART di Rovereto sino al 24 febbraio 2019.

© Foto e Testi Massimo Molteni

Leonardo Dudreville – Amore: discorso primo, 1924

Alberto Bucci – Gli amanti sorpresi, 1920-1921

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