Il sexy inconsapevole delle signore

Ritorna LeggoBlog, dedicato a chi vuole leggere l’articolo… senza leggerlo! Un po’ come un AUDIOLIBRO. E oggi tutto dedicato a piccoli momenti sexy vissuti da inconsapevoli signore milanesi!

 

 

Cosa succede se una signora si ritrova in una situazione sexy o un pochino volgarotta senza neppure accorgersene?

Edicola per intenditori

L’amica milanese di cui vi parlo, parecchi anni fa, si trovava in piazza Oberdan a Milano e, in attesa di un appuntamento di lavoro, pensa di approfittarne per comprare per la sua bambina la rivista ispirata alla trasmissione più in voga per i ragazzi. Nel bel mezzo della piazza vede una grande edicola e si avvicina rivolgendosi all’edicolante. Si accorge che attorno a lei si appropinquano diversi uomini e intanto dà un occhio alle riviste in esposizione.

Ebbene, vede solo immagini sexy molto esplicite, con primi piani decisamente anatomici. Intanto sente la propria voce chiedere la rivista che aveva lo stesso nome della trasmissione: “per caso ha… SOLLETICO?” L’edicolante ci pensa con attenzione e quando, più consapevole, la poveretta aggiunge un timido “sa il giornaletto della TV dei ragazzi” la guarda con compassione e gira dietro all’edicola dove normalmente si nascondono alla vista le pubblicazioni più osé. E gliela sbatte lì con malagrazia. Insomma, la nostra eroina aveva chiesto una rivista dal nome possibilmente ambiguo in una delle più note, celebrate e memorabili edicole per prodotti porno della città. Ma come fa una signora – diversamente da molti maschietti – a saperlo?

Il digitale … che mette a nudo

E che dire di quella signora mia amica che vendeva raffinatissime composizioni floreali e stava parlando con una cliente molto chic quando il suo cellulare, appoggiato sul bancone del negozio, si accende DA SOLO e riproduce un video assai equivoco? Sarà stata quella briccona di Siri che avrà confuso un comando vocale, o qualcuno che aveva utilizzato il suo cellulare… la signora mi ha spiegato genuinamente che aveva ben altre preferenze cinematografiche. Ma il bello è che la milanesissima e radical chic cliente ha sottolinea “il suo telefono le sta mostrando qualcosa” e la sua interlocutrice afferma senza esitazione “ma… non capisco, io non ho mai guardato… e poi senta… io non sono neanche più interessata. Le dirò di più: Io… ho smesso”. Metafora perfetta, imbarazzo cancellato!

Ma sempre in tema digitale, c’era una signora di mia conoscenza che aveva selezionato online qualche completino intimo sexy da acquistare per far lieto il consorte. E aveva effettuato la ricerca utilizzando il computer portatile con il quale presentava i suoi progetti ai suoi clienti. Ma come sapete, le regole del remarketing impongono che una volta fatta una ricerca, gli articoli d’interesse ritornino poi a tormentare il ricercatore con immagini, offerte, proposte per i secoli a venire. Sì, proprio come è successo a lei mentre mostrava un progetto a un suo cliente, in mezzo a un trionfo di immagini che andavano e venivano proponendo tutte le ultime trovate in tema di intimo supersexy, mostrando così a degli sconosciuti il lato più osé della sciura!

Attenti alla parola

Una signora era a un pranzo di lavoro con clienti importanti, che tenevano anche una certa distanza snob. Parlando del weekend lei racconta di essere stata nelle Langhe a mangiar tartufo. I clienti le chiedono, curiosamente, a quanto ammontasse il prezzo di una “grattata”: così si chiama la porzione di tartufo su pasta, uova eccetera. Lei risponde candida “Ah, ben 25 EURO alla grattata”. E le resta nell’orecchio questo preciso termine quando si accorge che i suoi interlocutori la guardano per niente stupiti, come fosse un prezzo contenutissimo. Per non essere considerata una pezzente, la signora si precipita a replicare, con quella parolina in testa… “Beh, se una se la vuole far grattare, se la faccia anche grattare”. I clienti snob non fecero una grinza, ma il suo abito sì quando la sudorazione – così mi raccontò – dall’ascella giunse sino alla coscia.

Stava parlando con un prestigioso cliente la signora milanese che sottolineava bella tronfia il valore della sua professionalità dicendo “Sì lavoro anch’io perché ormai per una famiglia, ci vogliono due stipendi, cioè in due bisogna … “ e incerta tra due termini, la milanese michetta e la campagnola pagnotta esclama “ … portare a casa la mignotta!!” Il cliente non potè che replicare “Però, fortunato suo marito”!

Infine, essere una signora chic a Milano, non va necessariamente a braccetto con il sapere, anche per esempio in fatto di lingue straniere. E allora, una piccola raccomandazione… fare più attenzione a un uso un po’ azzardato di parole di cui non si conosce la dizione perfetta. Passi quella che mi parlò di un abito elegante ricco di paillard invece che di paillettes, o l’altra che si vantò di abitare in zona fiera nella nota piazza vagner. Il peggio dei peggissimi fu la signora che in un raffinato negozio di formaggi, le mie orecchie incredule sentirono chiedere al negoziante “Mi dia per favore 2 etti di Merdammer”. Basta un niente per fare una figura di Lerda.

 

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