Renato e Pulce: Natale a piedi sotto le stelle

Breve storia di Renato Frignani e del cane Pulce: un cammino avventuroso che dopo aver risalito l’Italia e attraversato la Lombardia continua anche durante le feste.

Nell’epoca delle vacanze organizzate e dei voli intercontinentali per poter dire “io lì ci sono stato” c’è ancora qualcuno che si entusiasma all’idea di un viaggio lento, povero in risorse ma ricco in stimoli ed esperienza. E’ quello che ha fatto Renato Frignani da Correggio, 38 anni e una gran voglia di camminare. Come viene l’idea di un viaggio di questo genere? Per Renato (qui il link al suo sito) la risposta è semplice: “Dopo tanto girare, a piedi e in bicicletta, mi sono chiesto come potevo realizzare una grande avventura nel mio Paese, l’Italia”. Così, poco a poco, cresce un’idea sempre più precisa:  “All’inizio ho provato a capire come mettere insieme un percorso tutto italiano, poi ho scoperto il Sentiero Italia del CAI, uno dei trekking più lunghi al mondo, 7.000 km suddivisi in oltre 400 tappe”.

Un percorso affascinante al quale il nostro, per non farsi mancare nulla, decide di aggiungere l’isola d’Elba. Da qui parte il 30 marzo 2019 per poi attraversare Sardegna e Sicilia; a giugno lo sbarco sul continente dove, sulla costa calabra, avviene l’incontro che segna il viaggio e ne cambia la prospettiva. In una discarica qualcosa si muove: per ora è solo un batuffolo bianco coperto di pulci, presto diventerà una sfida che metterà a rischio il progetto, più tardi un fratello camminatore. Il viaggio però è messo a dura prova dice Renato: “Prima ero del tutto autosufficiente, determinato, e camminavo a tutto spiano verso la mia meta. D’un tratto mi sono ritrovato a fare i conti con un essere indifeso che assorbiva il mio tempo e le mie energie”. Abbandonarlo, lasciarlo a qualcuno o tenerlo con sé? Bisogna scegliere e Renato fa la scelta giusta: il cane rimane e diventa Pulce, inseparabile compagno di avventura. Solvitur ambulando: il viaggio continua e per affrontare i problemi meglio ascoltare i piedi, e il cuore, che non la testa.

“Solo che un cane così piccolo non riesce a camminare: i primi tempi le mie medie sono crollate e ho dovuto occuparmi di lui, curarlo, traportarlo, rinfrescarlo. Tutte operazioni che richiedevano tempo. Col passare delle settimane lui cresceva e camminava sempre di più, ma a quel punto sono arrivati altri problemi: basti pensare che oggi consuma in media mezzo chilo di cibo al giorno e naturalmente bisogna portarsi dietro tutto questo peso a discapito di altro”.

Ma è da queste scelte che si misura la maturità di una persona: nella capacità di adattarsi al mutamento delle condizioni, pur mantenendo gli obiettivi.

L’itinerario prosegue con grande ritardo sulla tabella di marcia. La previsione era di completare il percorso per fine settembre-metà ottobre. In realtà a metà dicembre 2019 Renato ha completato il percorso lombardo entrando finalmente in Trentino dal passo del Tonale. Due mesi abbondanti di ritardo significano rifugi chiusi, alte vie innevate e impraticabili, ulteriori rinunce, altri adattamenti. Ora il cammino è al piede delle montagne di cui doveva percorrere le vie principali, ma l’obiettivo non cambia. Dopo 260 giorni di viaggio, 3.850 km percorsi, 139.796 metri di dislivello positivo mancano ancora quasi 1.000 km per arrivare a Muggia, vicino a Trieste, dove il Sentiero Italia si conclude.

Nemmeno l’entusiasmo viene meno: “Questo viaggio è stato una scoperta, uno sguardo diverso su un’Italia abbandonata nei luoghi e nei cuori, nella quale poche persone resistono; ma anche il ritrovamento di un’umanità semplice, con legami più forti e più saldi. In tutti questi mesi non ho mai avuto problemi di sicurezza  mentre ho conosciuto tante persone che mi hanno sostenuto e aiutato a compiere il mio cammino” conclude Renato.

Poi allunga la gamba ed è già in Trentino, Pulce abbaia e il viaggio continua… camminando i problemi si risolvono.

Potete proseguire il viaggio con Renato visitando il suo sito (dove è possibile anche fare una donazione a sostegno dell’impresa) e/o seguendo la pagina Facebook. Il canale YouTube è quello da cui è preso il video.

Fotografie: Renato Frignani, Testo: Massimo Molteni

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