Posts by erreerrearchitetto

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Buon anno!

Ancora frastornati dalla sbornia e dalla frenesia di questi giorni di festa (e spesso dal come ci si arriva), affaticati ed esausti per false utilità e per formalità, a volte, oserei dire, superflue, come i milioni di sms di auguri che ci sono arrivati in questi giorni, vogliamo condividere con voi questo pensiero. Riflessioni ancora attuali e anticonformiste, scritte molti (nuovi) anni or sono da Pier Paolo Pasolini.

«Tanti auguri ai fabbricanti di regali pagani! Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali!

Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa Seicento!

Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che l’agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!

Gli auguri veri voglio farli a quelli che sono in carcere, qualunque cosa abbiano fatto (eccettuati i soliti fascisti, quei pochi che ci sono); è vero che ci sono in libertà tanti disgraziati cioè tanti che hanno bisogno di auguri veri tutto l’anno (tutti noi, in fondo, perché siamo proprio delle povere creature brancolanti, con tutta la nostra sicurezza e il nostro sorriso presuntuoso).

Ma scelgo i carcerati per ragioni polemiche, oltre che per una certa simpatia naturale dovuta al fatto che, sapendolo o non sapendolo, volendolo o non volendolo, essi restano gli unici veri contestatori della società. Sono tutti appartenenti alla classe dominata, e i loro giudici sono tutti appartenenti alla classe dominante».

(Da Saggi sulla politica e sulla società, di P.P. Pasolini, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Mondadori, Milano, 1999).

 

 

 

 

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Tracce dei Longobardi a Milano: la sala e la casa solariata.

Mentre a Pavia si sta svolgendo in questi giorni un’appassionante mostra sulla civiltà longobarda, e potendo contare sul nostro territorio regionale di un ricchissimo sito Unesco dedicato al popolo venuto dal freddo, proprio nel cuore di Brescia, con al centro il magnifico complesso di S.Giulia (il monastero addirittura abitato da Ermengarda, la ripudiata moglie di Carlo Magno, di manzoniana memoria) ci siamo chiesti in varie occasioni cosa è rimasto a Milano di tale tribù barbarica, fortemente influenzata dai costumi latini.

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Quando Milano batteva moneta

In una nostra proposta di itinerario per il centro di Milano, alla scoperta dei luoghi dove si è sempre prodotta ricchezza, avevamo presentato una serie di luoghi dove sin dall’antichità si batteva moneta. Vi avevamo raccontato come a Milano una zecca vera e propria comincia ad entrare in funzione dalla metà del II a.C., anche se dapprima come officina celtica, sotto il controllo dell’Impero.

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Com’era Milano sotto l’Ordine dei Cavalieri Gerosolomitani

Abbiamo già visto, in un nostro precedente intervento, come la zona oggi occupata dal nuovo Policlinico, soprattutto verso via Commenda, fosse dal XII sec., il quartier generale dell’Ordine dei Templari a Milano. A dimostrazione di come la nostra città fosse già operosa e attrattiva per mercanti e nonché centro nevralgico per gli scambi non solo commerciali provenienti dall’Oriente, nello stesso sestiere della Porta Romana, si assiste all’occupazione di un ampio lotto da parte dell’Ordine Ospedaliero e Militare dei Cavalieri Gerosolomitani o di San Giovanni.

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