Posts by erreerrearchitetto

La Darsena di Milano: com’era la vita intorno ai Navigli.

Dopo il nostro intervento sulla vita che si svolgeva sui canali della Milano sull’acqua, vorrei riproporvi un articolo su un luogo speciale della nostra città che oggi sta per essere restituito ai milanesi: la Darsena. Credo che sia istruttivo sapere come nel giro di un secolo, tale luogo abbia cambiato radicalmente identità. Offriamo per questo, a pochi giorni dall’inaugurazione della “nuova” Piazza XXIV Maggio, un altro utile affresco di come i milanesi, anche quelli d’adozione, avevano vissuto la nostra città sino al dopoguerra.

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Anche i ricchi piangevano: i collegi per le fanciulle della nobiltà milanese.

La radicata piaga dell’abbandono o la mala sorte nella vita  milanese d’un tempo, non era una prerogativa solo dei bambini poveri, come abbiamo visto con l’intervento della settimana scorsa. E allora che destino toccava ai minori dell’alta società cittadina? Partiamo dal presupposto che il fanciullo non aveva la stessa dignità dell’adulto. Era spesso un inciampo, mentre era una risorsa, in pratica, solo negli ambienti rurali e proletari. I figli erano spesso il frutto di unioni fuori dal matrimonio o un’indebita intromissione nelle politiche di spartizione dei patrimoni: era considerato più efficace per il prestigio della casata tenere per il primogenito la maggior parte delle ricchezze accumulate, e lasciare le briciole per i cadetti, tanto più se erano femmine, avviate alla vita monastica.

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Come riconoscersi milanesi, fin da piccoli.

A circa tre mesi dall’apertura di Expo, Milano si interroga ancora su quale simbolo forte possa davvero rappresentare la nostra città. Ne leggevo persino venerdì scorso su Repubblica che ci informava come da mesi un comitato sia al lavoro per captare idee, tendenze e soprattutto fare indagini fra la gente e nei quartieri per trovare un brand forte che ci caratterizzi e distingua nel mondo.

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Nomi, piante, fiori, frutta e città…

Oggi tratteremo di alcune vie di Milano dedicate alla vita agreste e ai prodotti che la fertile terra della pianura alluvionale del milanese ci ha regalato per secoli, così come avevamo fatto per le strade che hanno preso il nome di alcuni animali.  Anche il preambolo è identico a quello svolto in occasione della toponomastica legata agli animali (spesso da cortile): non sono altro che il retaggio e la memoria di una vita contadina che si svolgeva fino al XIX sec. fin dentro le mura, dove non era insolito imbattersi ancora in aie, stalle e cascine ancora funzionanti.

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