Posts by erreerrearchitetto

Castelli viscontei (e sforzeschi) tra il confine italiano e il Canton Ticino

Abbiamo già visto nel nostro scorso intervento come i Visconti e gli Sforza avessero costruito un vasta rete castellana che ancora oggi è ben visibile in una macro-regione che dal novarese si estende fino all’Adda e che dalla “bassa pianura” arriva su fino alle Alpi svizzere, dove i passi furono a lungo presidiati dall’invasione delle truppe svizzere.

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Un viaggio fra i castelli viscontei (e sforzeschi) in Lombardia

Abbiamo più volte affrontato il passato di Milano, della Lombardia e di parte della Svizzera mettendo come minimo denominatore la casata viscontea, e poi sforzesca, che ha detenuto un territorio vastissimo per circa due secoli. Un paio di centinaia di anni che in termini assoluti non sono molti, ma che sono stati capaci invece di lasciare grandi e profonde tracce nel paesaggio e nel costruito più antico.

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Buon anno!

Ancora frastornati dalla sbornia e dalla frenesia di questi giorni di festa (e spesso dal come ci si arriva), affaticati ed esausti per false utilità e per formalità, a volte, oserei dire, superflue, come i milioni di sms di auguri che ci sono arrivati in questi giorni, vogliamo condividere con voi questo pensiero. Riflessioni ancora attuali e anticonformiste, scritte molti (nuovi) anni or sono da Pier Paolo Pasolini.

«Tanti auguri ai fabbricanti di regali pagani! Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali!

Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa Seicento!

Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che l’agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!

Gli auguri veri voglio farli a quelli che sono in carcere, qualunque cosa abbiano fatto (eccettuati i soliti fascisti, quei pochi che ci sono); è vero che ci sono in libertà tanti disgraziati cioè tanti che hanno bisogno di auguri veri tutto l’anno (tutti noi, in fondo, perché siamo proprio delle povere creature brancolanti, con tutta la nostra sicurezza e il nostro sorriso presuntuoso).

Ma scelgo i carcerati per ragioni polemiche, oltre che per una certa simpatia naturale dovuta al fatto che, sapendolo o non sapendolo, volendolo o non volendolo, essi restano gli unici veri contestatori della società. Sono tutti appartenenti alla classe dominata, e i loro giudici sono tutti appartenenti alla classe dominante».

(Da Saggi sulla politica e sulla società, di P.P. Pasolini, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Mondadori, Milano, 1999).