Posts by Laura Alberti

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Manina Bella, a Busto Arsizio il Family Bar pensato per le mamme

Poco lontano da Milano, c’è un locale che ha nel cuore le mamme e i loro bambini: si chiama Manina Bella, e l’hanno fondato due cognate che sono anche due mamme e, soprattutto, due amiche. Siamo nel centro di Busto Arsizio, e siamo di fronte ad una bellissima favola. Che comincia con nonna Giulia e con la filastrocca veneta che, alle sue nipoti, recitava. Accarezzando loro la mano. È così, che nasce il nome Manina Bella.

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L’altro lato del carcere, tra piatti stellati, fiori e laboratori creativi

Ho sempre pensato che, le storie più belle, fossero quelle delle seconde possibilità. Storie di rivincite, di errori corretti. Storie di scuse, ma sincere. Storie di riscossioni, di un sorriso ritrovato. Storie che, magari, le prime pagine di un giornale non le riempiono. Ma un pezzettino di mondo lo cambiano. E queste storie, talvolta, nascono laddove non te lo aspetti. In un carcere, ad esempio.

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Photo by Delfino Sisto Legnani (8)

Miele urbano: nato a New York, è approdato anche a Milano

É una tendenza iniziata a New York, quella del miele urbano. Qui vive Andrew Cotè, uno degli apicoltori più celebri del mondo, fondatore della Bees Without Borders. Qui, nell’East Village, 250 cassette per le api producono oltre 300 kg di miele l’anno, e il frutto del loro lavoro va tutto in beneficenza. Ma, come tutte le tendenze che negli USA nascono e si affermano, anche quella del miele urbano ha ben presto lasciato i confini della Grande Mela. Per arrivare a Milano, a due passi dal Duomo e a uno dal cielo.

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Design Week: a Milano, oltre i soliti noti

Anche quest’anno, la settimana che più di tutte cambia il volto a Milano è arrivata. Stiamo parlando della Design Week, o del Fuorisalone che dir si voglia. Di tutte quelle esposizioni, quelle feste e quegli appuntamenti che, da eventi collaterali de Il Salone del Mobile, sono ormai diventati il suo momento clou. Con i designer come ospiti d’onore. Gli studenti in cerca d’ispirazione. I blogger e i giornalisti che, coi loro taccuini, corrono per le location. In cerca di talenti. Di novità. Di storie da raccontare.

Questa, però, non vuole essere una guida alla Design Week nel suo senso più tradizionale. Non vi parleremo di Tortona, di Ventura-Lambrate, del Brera Design District, delle 5vie. Insomma, di quelli che sono i distretti più tradizionali e più battuti del Fuorisalone. Vogliamo invece raccontarvi di quegli eventi che, in location meno note, mettono in scena loro personalissima idea del design.

 

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Glass Fountain.

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Child Studio.

A cominciare dal Quadrilatero, che è zona di moda ma che – durante la Design Week – si apre alle contaminazioni. Lo store di Issey Miyake (via Bagutta 12), ad esempio, si vestirà di trasparenze: è Glass Fountain, mostra di Tokujin Yoshioka in collaborazione con Glas Italia. Su vitrei tavoli, vasi – anch’essi in vetro – fondono artigianato italiano e alta tecnologia. L.B.M.1911 (via della Spiga 30) ospiterà invece un’esposizione di Magis, con i suoi oggetti di straordinaria fantasia, con quel suo mondo unico che gioca con le forme dell’infanzia, con le linee morbide, coi colori accesi.

Nella stessa zona, lo storico negozio di fiori Ditta Angelo Radaelli (via Manzoni 16) ospita Child Studio, una collezione di oggetti luminosi a metà tra la fantasia e la realtà. Lampade giocose e surreali, che scherzano con l’illusione del movimento: le loro piccole sfere di vetro paiono congelate in un preciso momento dello scivolamento, come se il tempo si fosse fermato e non potessero più scendere e non potessero più salire. Le ispirazioni? La pittura di De Chirico, ma anche l’architettura paesaggista di Aldo Rossi. Rimaniamo in via Manzoni, ed ecco che possiamo ammirare anche la nuova anima di un luogo storico, il Cinema Manzoni con la sua Galleria (via Manzoni 40). Chiuso nel 2006, durante la Design Week è sede di “Multiplex – Yesterday Today Tomorrow”, dieci temporary shops per presentare la nuova collezione firmata Tom Dixon, ma anche alcuni suoi pezzi storici: lampade, tessili, arredi e prodotti beauty troveranno posto nella Galleria. E nel vecchio cinema? Grazie a IKEA, saranno proiettati corti, film e documentari sulla storia del design. Che, tra poltrone in velluto e imponenti scultore, sapranno regalare un’atmosfera suggestiva.

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Texture’s overlapping

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#Frette7Rooms

Poco lontano, c’è Foro Buonaparte. Che, della Design Week, è da anni un discreto protagonista. Al civico 67, KimiKim – brand tutto italiano di accessori moda – ospita Texture’s overlapping, una mostra che è un incontro e un confronto tra tre designer e un fotografo, tra la borsa e il gioiello (in collaborazione con 2 + 1 Officina Architettura e con gioielli modulari by Elifontana). Dove l’ispirazione sono i paesaggi naturali e quelli umani, e il viaggio si compie tra Oriente e Occidente. Poco distante, lo showroom Frette (Foro Buonaparte 51) mette in scena – tra le stanze del suo bellissimo palazzo storico – #Frette7Rooms: 7 stanze a reinterpretare i 7 vizi capitali, con i tessuti più preziosi accostati a elementi d’arredo scomposti e ricomposti, così da regalare al visitatore un senso di sogno e d’inatteso.

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Doppia Firma.

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Superfollies.

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Trame Urbane.

Dalle parti di via Palestro, la Design Week è all’insegna della cultura. A cominciare dal GAM, la Galleria d’Arte Moderna che, al civico 16, ospita “Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato”: 15 oggetti che – tra tecniche rare e materiali preziosi – celebri designer europei hanno firmato insieme a Maestri d’arte italiani. E così, ecco che le illustrazioni del francese Pierre Marie diventano un intarsio di pietre dure, le forme pure del tedesco Sebastian Herkner un paravento di lacca, e gli origami di Uros un set portaoggetti. Al civico 8, il Giardino delle Arti è invece set di Superfollies che – presentata da Nobody&Co. e ideata in collaborazione con lo Studio Toogood – è un’installazione architettonica di arredi poetici ed eclettici. C’è poi Cinzia Rocca boutique (via Senato 45 ang. Piazza Cavour), con il suo Trame Urbane: un’esposizione dedicata a Mat3ria Lab, ai suoi prodotti che sono slegati dai cicli produttivi industriali, che sono liberi, creativi, artigianali. Oggetti unici e imperfetti, con l’ottone che sposa il legno, l’argento che abbraccia la pietra naturale, le pelli che si contrappongono al vetro.

Per finire con una novità. Due zone che, per la Design Week, sono tutte nuove: i quartieri di Cadorna e di Isola. Ed è proprio all’Isola che va in scena una delle più originali contaminazioni di quest’anno: i grandi nomi del design internazionale incontreranno qui le realtà artigianali locali. Un incontro tra passato e presente, come è l’architettura di questa zona.

E allora… Buona Design Week a tutti!

 

 

 

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In occasione di MIART, l’1 e il 2 aprile torna DesignCircus

Di DesignCircus, su questo blog, vi abbiamo più volte parlato. E intendiamo farlo nuovamente, perché una nuova edizione è in dirittura d’arrivo. Con nuovi designer, tanti artisti. Con voci dall’estero, e con un importante risvolto charity. Perché, quella dell’1 e del 2 aprile, è un’edizione speciale. Che arriva in concomitanza con MIART, la fiera dell’arte moderna e contemporanea che, per Milano, è ormai appuntamento imperdibile.

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Tulipani a Milano, tra sogno e realtà

C’è un argomento tutto vegetale che, ancor più delle palme in Piazza Duomo, sta tenendo banco in questi giorni. E che, a differenza delle palme, il consenso dell’opinione pubblica l’ha ottenuto. All’unanimità. Con stupore, e con sorpresa. Stiamo parlando del campo di tulipani – enorme e coloratissimo – che, tra fine e marzo e metà aprile, disegnerà un angolo di Cornaredo. O, meglio, il suo viale della Repubblica.

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Intervista ad Alessandro Beloli, autore di WAYRA Il Colore del Vento

Ci sono i turisti, e ci sono i viaggiatori. Alessandro Beloli, milanese classe 1988, appartiene decisamente alla seconda categoria. L’abbiamo incontrato un sabato d’inverno, seduti tra le sculture del papà Marco. Col sorriso sulle labbra, e gli occhi di chi – partito ragazzo – è tornato uomo, Alessandro ci ha raccontato i suoi 8 mesi in Sud America. E di come, da quegli 8 mesi, sia nato un libro: Wayra – Il colore del vento.

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Museo di Fotografia Contemporanea, un luogo da scoprire a Cinisello Balsamo

É il 2004 quando, a Cinisello Balsamo, nasce il Museo di Fotografia Contemporanea. Milano è lontana pochi chilometri, ma potremmo essere ovunque, tanto è il fascino della sua location, quella Villa Ghirlanda Silva che risale al 1660 e che è circondata da uno splendido giardino all’inglese. É qui che, il sabato e la domenica, appassionati e curiosi possono ammirare suggestive opere che attraversano i decenni, e che raccontano la provincia di Milano nella complessità del suo territorio.

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L’uomo e i suoi baffi. Un connubio meraviglioso

Dici baffi e pensi a chi, dei baffi, è un’icona. Pensi a Einstein, o all’omino della Bialetti. A Clark Gable, o a Super Mario. A Dalì, o al Baffo Moretti. Persone vere, personaggi inventati. Icone di stile, uomini di scienza, pilastri della storia. Persino personaggi dei cartoni animati (avete presente Ned Flanders dei Simpson?). I baffi sopravvivono al tempo, scavalcano le mode. Anzi, sono la Moda. Soprattutto oggi, che prodotti a loro dedicati, libri e tutorial abbondano.

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L’inconfondibile baffo di Salvador Dalì.

E che dire degli hipster? A Milano, affollano l’Isola e i Navigli coi loro look alternativi, fatti di enormi occhiali, pantaloni skinny, camicie vintage e, ovviamente, baffi.

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Baffi importanti e barba lunga sono i dettami dello stile hipster.

Per i baffi, è iniziata una nuova – ennesima – vita. Ecco quindi che le barbierie diventa cool. Che siano storiche, o appena nate. L’Antica Barberia Colla (via Gerolamo Morone 3), ad esempio, è un’istituzione. A Milano fin dal 1904, aperta dal barbiere Dino Colla, è oggi guidata da Franco Barbieri. Qui, il tempo, pare essere sospeso. E può capitare di farsi la barba accanto a personaggi famosi della cultura e della politica. Il rito dura venti minuti. Comincia con un massaggio laddove bisogna radere, con un pennello di maiale bianco e il sapone all’olio di mandorla. Prosegue con la rasatura vera e propria (ogni cliente ha il suo rasoio intercambiabile e sterile) e si conclude con un massaggio dopobarba lenitivo al mallo d’albicocche. Oppure, si può chiedere che barba e baffi vengano tagliati a forbice.

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L’Antica Barberia Colla.

Un altro punto di riferimento in città per gli amanti di barba & baffi è Bullfrog (in via Dante 4, in via Genova Thaon di Revel 3, in piazza Alvara Aalto e in largo La Foppa 4). Qui, l‘arte della rasatura dei barbieri italiani incontra l’atmosfera tipica dei barber shop del Nord America. Si può chiedere di regolare barba e baffi, o di farsi tagliare i capelli in modo classico o super trendy. E si può anche acquistare la loro linea di prodotti, pieni di formule segrete per barbe e baffi domati, morbidi e nutriti.

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Atmosfera da barber shop americano per Bullfrog.

Perché, ai baffi, sono dedicate intere linee di prodotto. E persino un libro. Che si chiama Baffology. Dalla barba ai baffi e che contiene 40 tutorial per imparare a pettinarseli ad arte, scegliendo lo stile che più si addice a ciascun volto. E a ciascuna personalità. Sul fronte cosmesi, c’è l’imbarazzo della scelta (tenetelo a mente per un regalo di Natale last minute!). Si va dallo shampoo – antibatterico o idratante – fino alle creme e alle cere. Oppure, si può scegliere un vero e proprio kit. In questo caso, il sito www.youbarber.com è una vera e propria bibbia. The Bluebirds Revenge – Hipster Kit è dedicato agli hipster, col suo olio da barba, la cera per i baffi, la brillantina e il rasoio; Dr K Soap – Dandy Style Kit è pensato per i dandy d’oggi. E poi ci sono forbici, pettini, e creme di ogni tipo. Perché i baffi sono vanitosi, e vanno curati alla perfezione.

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Il libro che 24 Ore Cultura ha dedicato ai baffi.

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Il kit per hipster in vendita su youbarber.

E poco importa che, nel 2017, la moda voglia un uomo senza barba e senza baffi, con un viso pulito e quasi angelico. Il baffo è uno stile di vita, e non tramonterà mai.

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DesignCircus, in scena la prima Selection tra arte e design

Sono passati solo pochi giorni dall’appuntamento di Corso Como 5, ma è già tempo – per DesignCircus – di pensare al prossimo evento. Il 10 e 11 dicembre, la Camera dei Notari di Piazza dei Mercanti 8 ospiterà la prima Selection: tre designer, due artisti e una jewel designer per un’esposizione (con vendita!) all’insegna della sperimentazione.

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É, questa, un’edizione di DesignCircus all’insegna del ritorno. Torna Maria Diana, coi suoi gioielli contemporanei in porcellana, gres e ceramica, impreziositi da inserti in oro e in platino. Gioielli unici, perfetti come regalo di Natale per una persona importante. Formatasi nello studio dell’artista Maria Lai e alla facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, Maria Diana inizia a sperimentare l’ambito del gioiello contemporaneo nel 2000, fino ad esporre le sue creazioni nei contesti più prestigiosi: il Victoria and Albert Museum di Londra, gallerie di Tokyo e di Dubai e, oggi, il MAD Museum di New York.

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Una creazione di Maria Diana.

Ma tornano anche, a DesignCircus, Davide Del Gallo e Marco Maldi. Che, coi loro brand (Degaloff DesignW2 Design Lab), hanno registrato enorme successo durante l’appuntamento del 26 e 27 novembre scorso. Designer freelance dal 2012, Davide realizza arredi in Bog Oak, il “legno delle paludi”. Un legno privo di resina e ricco di materiali, nato da quei tronchi che – abbattuti o caduti – rimangono per secoli nelle acque dei fiumi, senza ossigeno e senza luce. Un legno che, oggi, è l’anima di chaise-longue, di tavoli con inserti in acciaio o in marmo di Carrara. E poi c’è Marco, che invece lavora il plexiglass. E, col plexiglass, crea oggetti che sono artistici e che sono funzionali. Librerie, carrelli, tavoli da pranzo e da salotto, e poi lampade dall’animo vintage, e persino porta-ghiaccio. Tutti coi bordi lucidati e levigati a mano, così da ottenere quell’effetto specchio che da sempre caratterizza la sua produzione.

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La chaise-longue realizzata da Davide Del Gallo.

 

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Una creazione di Marco Maldi per W2 Design Lab.

Per finire con l’arte, perché DesignCircus – con l’appuntamento di dicembre – vuole regalare ai suoi visitatori un’anteprima della mostra “Ritratto all’Italiana”, organizzata da Stefano Epis e in scena il prossimo anno. E così, si potranno ammirare e acquistare le creazioni di Stefano Antozzi, diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera e vincitore di una borsa di studio per scenografi e costumisti indetta dal Teatro alla Scala. Esperienze, le sue, che l’hanno portato a sperimentare nuovi materiali scultorei, e ad affinare le tecniche della pittura. Oggi, Stefano Antozzi è un artista. Di quelli veri. Accanto a lui, Stefano Epis. Che è co-fondatore di DesignCircus, e che è un creativo a tutto tondo. Un artista, e un graphic designer. E che è il creatore di Ri-Tratto, un modo scherzoso, razionale e irriverente di mettere a nudo la propria anima. Durante DesignCircus sarà possibile acquistare le sue opere, ma anche un’originalissima idea regalo: il Ri-Tratto nel vasetto. Da regalare a chi vogliamo, per un ritratto personalizzato. Un ritratto di sé, della propria famiglia, persino del proprio animale domestico!

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Un’opera di Stefano Antozzi.

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Il Ri-tratto nel vasetto di Stefano Epis.

 

Orari di apertura: 11.00 – 19. 30 | ingresso libero