Category archive: Il mondo in-Quadrato

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Street Art: a Milano, un festival dedicato all’arte di strada

«Ci sono persone che entrano nella polizia perché vogliono fare del mondo un luogo migliore. Ci sono persone che diventano vandali perché vogliono fare del mondo un luogo dall’aspetto migliore».

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Banksy – Balloon Girl

Lo ammetto. Io per Banksy ho un debole, neanche tanto piccolo. Ho trascorso un’intera giornata a Londra in quartieri dall’aspetto poco rassicurante solo per vedere le sue opere. O quello che ne resta. E nel soggiorno di casa mia, ho una riproduzione in formato macro della sua Balloon Girl. Perché di tutte le forme d’arte, l’arte di strada è quella che più mi emoziona. Non c’è MoMA che tenga. È davanti a un muro gigante, o a un piccolo francobollo sulla strada, che mi emoziono. Perché la street art è quanto di più vicino ci possa essere alla libertà, nella sua accezione più pura.

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Stress in the city: da Milano al Friuli la coda si fa al ristorante

La suocera – molto milanese – di un’amica di famiglia, accolse la futura nuora, cui desiderava far sentire tutto il suo livore, cucinandole riso e prezzemolo. Così, vi dirò la verità, quando ho scoperto che in un noto ristorante stellato della mia regione nativa (il Friuli), avrei mangiato riso burro e salvia, ho sorriso tra me e me, mentre la mente ritornava a quell’episodio.

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Biciclette, pedalare a Milano è trendy

Il sole, il caldo. La voglia di evadere da casa e dall’ufficio, per farci accarezzare dall’aria di primavera. Mai come con la bella stagione il desiderio di una bella pedalata ci pervade.
Li vedo, io, i manager in giacca e cravatta seduti in sella ad una bicicletta vintage. Le vedo, le ragazze coi capelli lunghi e le gonne ancor di più, leggere un libro al parco con la loro bici affianco. È Milano, e sono i milanesi. Straordinari nei loro armonici contrasti. Qui dove vivo io, nella campagna tra Como e Milano, a spostarsi in bici sono rimasti in pochi. Tuttavia, ci sono piccole oasi felici in cui ragazzini più o meno grandi e più o meno glamour sfoggiano biciclette super colorate.

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Milano dall’alto in basso, ma per meravigliarci

«…Era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero» canta Jovanotti in Fango.

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Parla di un bambino, lui. Di un bambino sulle spalle del suo papà. Del suo stupore, della sua meraviglia. Anche se bambina io non lo sono più, e da quando mio padre mi sollevava al cielo è passato qualche anno, quel senso di meraviglia non l’ho mai perso. È quasi uno stile di vita, per me. Significa guardare gli occhi con il mondo di un bambino, sempre. Ecco perché, appena posso, prendo la mia macchina o salgo su un aereo e scappo via. Verso una nuova parte di mondo, con una guida nello zaino e la mano stretta in quella di mio marito.

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Una storia potente, di ordinaria e metropolitana follia

Sono davvero lieta di scrivere il mio primo post su questo nuovo blog, dopo l’avventura su Ciabattine.net che dalla scorsa settimana abbiamo scelto di chiudere per fare spazio a Milanoalquadrato.com: ebbene, per parlare della nostra città e, più in generale della Lombardia, ho deciso di partire da… Bari. Perché, pur essendo qui ambientata la vicenda di un romanzo pubblicato di recente e che mi preme molto segnalarvi, in realtà il parallelo con Milano (e direi con quasi tutte le principali metropoli del mondo) come vedrete è assolutamente naturale.

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E se invece di stare a Milano nel weekend vado a Mirano (e scopro una nuova tendenza?!?)?

Sappiamo che non succede solo qui da noi, ma diciamocelo… da sempre i milanesi sono “weekendisti forzati”. Non appena spunta il primo raggio di sole, nel primo pomeriggio di venerdì la città si svuota e via tutti verso marimonticollinelaghi. Chi rimane a passeggiare nelle strade deserte un po’ è felice, un po’ si fa la retorica domanda: ma non c’era la crisi?

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