Category archive: Itinerari-scoperta

Velodromo Vigorelli: le storie nella storia

Con mio grande piacere, la seconda visita informata di MaQ di sabato 21 settembre si è svolta al Velodromo Vigorelli. Qui abbiamo scoperto/riscoperto che la sua bella storia (anche raccontata in questo nostro articolo) si intreccia con tante altre narrazioni, i cui protagonisti sono pistard, sportivi, architetti, mecenati… abeti di risonanza della val di Fiemme. Forse meno nota è la storia più recente di un manipolo di appassionati che ha dato vita al Comitato Velodromo Vigorelli, un’associazione sportiva alla quale occorre dire grazie, perché sono proprio i suoi membri ad avere spinto e ottenuto la tutela di questo impianto storico di Milano, che ora non potrà più essere snaturato e affidato ad altri usi. Non solo, sono loro che cercano, tra mille difficoltà, di tenere vivo il ciclismo amatoriale su pista, aprendo il velodromo agli amatori almeno una volta in settimana in tutti i mesi che il tempo atmosferico lo consente e accudendo la pista come meglio possono fare. Un lavoro che comporta molti oneri e decisamente pochi onori.
E di storie nella storia ce ne sono due del Comitato che vale la pena raccontare.

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Un monumento ligneo alla storia del ciclismo

Seconda visita informata di Milano al Quadrato, questa volta nel regno milanese dei “pistard”: il Velodromo Maspes-Vigorelli. Uno spazio magico e dimenticato dove basta superare l’ingresso per ritrovarsi in una autentica palestra del ciclismo, tra odori di cemento e di legno. Un luogo dove lo sport era riscatto e sudore e le regole sportive non erano mai dettate dai tempi del marketing televisivo… insomma quasi mai.

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Leonardo pittore della natura, tra gelsi e vigne

Il Castello Sforzesco si unisce alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci con un programma dal titolo “Leonardo mai visto”, una rassegna di tre mostre che portano a scoprire il legame dell’artista con la natura e il valore da lui attribuito all’osservazione diretta di tutte le sue forme, per scopi pittorici e al tempo stesso scientifici. La riproduzione di un ambiente naturale è il soggetto principale della Sala delle Asse, nella quale consigliamo di immergersi prima che torni a chiudere i battenti.

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Roundabout: un giro su una giostra inaspettata

Rotatorie, spartitraffico, banchine, massicciate, strette strisce tra marciapiede e carreggiata, piccole zone non asfaltate, persino fessure e crepe nel cemento. In tutti questi spazi la natura si fa strada con incredibile forza, a volte guidata dagli addetti ai giardini, molte altre in completa libertà. Attraverseremo la città da San Siro a Corvetto, da Gae Aulenti a City Life, da Cordusio a Settimo Milanese come in altrettanti giri di giostra che, nel loro vorticoso roteare, ci trasporteranno in un mondo colorato e spesso ignorato. E così, per parafrasare gli Yes, diventerò qui il vostro “roundabout”, sperando che le mie parole, e soprattutto le mie immagini, vi portino “out ‘n’ out” alla scoperta di una città inaspettata.

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XXII Triennale di Milano Broken Nature e la Nazione delle piante

Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando si parla della Triennale di Milano? Design, arte applicata, multimedialità… C’è qualcuno che, come me, la associa a un leccio, Quercus ilex per gli amici? Probabilmente no. Eppure, come si vede nella foto di apertura, quando si arriva allo storico edificio dal ponte sopra la ferrovia l’imponente albero cattura l’attenzione, anche perché non è certo una specie tipica della Pianura Padana. Quante volte capita che una pianta passi inosservata o sia data per scontata? Quante volte poi ignoriamo l’impatto sull’ecosistema di un qualsiasi piccolo gesto quotidiano? Questi i presupposti per una visita alla XXII Triennale di Milano aperta fino al primo settembre.

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Mario Tapia Radic, lo splendore e il dolore del mondo

Dal colore delle sue tele, dalle forme delle sue sculture, un ininterrotto omaggio allo splendore del mondo, senza mai dimenticare tutto il dolore che lo sostiene. Un artista magico e trascurato che ha incantato e incanta con la concretezza del suo sentire. La mostra è aperta sino al 19 maggio 2019 e si tiene nel salone espositivo dello Spazio Cultura sangiulianese, dedicato proprio a Mario Tapia Radic; qui tutte le informazioni per visitarla.

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