Category archive: La Milano che non si sa

Natale a Milano, fra luci e ombre

Come di consueto, vogliamo farvi gli auguri con qualcosa che parla di Milano e con un contributo del nostro amico cantastorie Alessandro Sorrentino, che sulle immagini di una Milano in festa ci ricorda le parole che Umberto Saba ebbe per la nostra città.

Ma tra lo scintillio delle luminarie e tra i primati di Milano, che la dipingono come la prima città d’Italia come qualità della vita, si scorgono contraddizioni, contrasti ingiustificabili e inconciliabili con le attitudini di accoglienza e spirito di servizio caritatevole che spesso abbiamo descritto nelle nostre storie.

E’ così che mentre molti di noi, in questi giorni erano impegnati nello shopping nelle vie del centro, spesso distrattamente, ci si è imbattuti anche in scene di questo tipo, sempre più frequenti, quasi da non farci più caso.

Via Torino durante le feste (foto di Robert Ribaudo)

Allora la nostra redazione approfitta per fare gli auguri magari a chi non ha la possibilità di leggerci, cioè agli ultimi e a chi vive ai “margini” della nostra grande città.

Il lungo ’68

C’è tempo sino al 22 dicembre per visitare, alla Cascina Cuccagna di Milano, l’interessante mostra Il lungo ’68 …noi c’eravamo. La mostra, a cura di Giovanna Calvenzi e Alberto Roveri, parte dal 1968 per arrivare sino al 1978. Una manciata di fotografie per raccontare il decennio più importante del secolo breve.

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Piazza Belgioioso: un luogo meraviglioso, ricco di storie milanesi.

Il nome della piazza e dell’antistante monumentale palazzo neoclassico è legato indissolubilmente al nome dall’antichissima e nobile famiglia dei Barbiano di Belgioioso, di origine romagnola, ma milanese dal 1456, quando prima al servizio del duca di Milano Bernabò Visconti nel XIV sec. e poi con Filippo Maria Visconti ottenendo il feudo di Belgioioso si trasferirono definitivamente a Milano. Ma qui nel XV sec. non esiste nessun avamposto dei Belgioioso, nessuna ampia piazza, di chiaro stampo settecentesco e nulla di davvero nobile.

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Castelli viscontei (e sforzeschi) tra il confine italiano e il Canton Ticino

Abbiamo già visto nel nostro scorso intervento come i Visconti e gli Sforza avessero costruito un vasta rete castellana che ancora oggi è ben visibile in una macro-regione che dal novarese si estende fino all’Adda e che dalla “bassa pianura” arriva su fino alle Alpi svizzere, dove i passi furono a lungo presidiati dall’invasione delle truppe svizzere.

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