Category archive: La Milano che non si sa

Il naviglio di via senato- Filippo Carcano,1885

Riaprire i navigli: sogni, opportunità o….

Mentre in aula comunale si discute ancora come e se rendere trasparenti i veri bilanci di Expo (che pare non siano così edificanti come la grancassa del comitato organizzatore aveva sbandierato sin dall’inizio), il candidato in pectore del centro-sinistra milanese, Sala, già direttore generale del comune dell’allora giunta di destra di morattiana memoria, ha sposato l’idea di riscoprire i Navigli. L’idea in sé non ha un’appartenenza politica, poiché da anni c’è chi, anche in altri schieramenti, si batte e si fregia di avere questa brillante e originale trovata.

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Scorcio tra Forlanini e Monluè

In principio era un borgo agricolo. Poi il Parco Forlanini. E da oggi il Grande Forlanini!

Con le prime belle giornate di sole della prossima primavera-estate, quando il tempo diventerà più mite, sarà più gradevole passare del tempo all’aria aperta. Ma per le famiglie milanesi quest’anno sarà ancora più piacevole, non dovendo affrontare un lungo viaggio, perchè la gita sarà possibile farla in un parco ai limiti dei confini urbani: il Forlanini!.. Dove città e campagna si sfiorano e soprattutto dove la vera e straordinaria novità sta nell’ampliamento della sua area (oggi di 750.000 mq, che in estensione dovrebbe superare i 3 milioni di mq).

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Il processo e alcuni passaggi del processo del XIII sec., ai seguaci di Guglielma la Boema, prima proclamata santa e poi scomunicata come eretica

Diversità a Milano: ieri eretiche oggi donne maltrattate e discriminate!

Dopo i recenti fatti di cronaca, che vedono le donne, ma anche le categorie più deboli, i diversi, gli ultimi, discriminati e spesso fatti oggetto di oltraggi, è pensiero comune che un paese civile debba prendere posizione. Il parlamento dopo anni di silenzio, sta cercando faticosamente di regolarizzare quanti vivono al di fuori della classica concezione del matrimonio, e non mi riferisco solo al mondo lgbt ma anche alle coppie di fatto .

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Il giardino di casa degli Atellani, dove sorgerà la vigna di Leonardo (foto da La Repubblica)

La vigna di Leonardo a Milano è ancora aperta!

L’intervento di oggi vuole essere una comunicazione di servizio, poichè contrariamente a quanto si era detto in un nostro articolo dello scorso anno, la vigna di Leonardo all’interno del giardino della Casa già degli Atellani in Corso Magenta non ha inibito le visite al pubblico con la chiusura di Expo. Anzi, rilancia la scoperta di un luogo incantato all’insegna di una Milano che vogliamo tutti più verde!

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La localita di Selvino, all'inizio della Val Seriana sopra Bergamo

La toccante e vera storia della Repubblica dei Bambini

Abbiamo accennato nello scorso appuntamento di Ciabattine Piccine, in occasione del Giorno della Memoria, che poi ora si è trasformata in Settimana della Memoria, di un particolare episodio che alla fine della II Guerra Mondiale ha toccato la nostra città e ha dato vita ad un’esperienza straordinaria per alcuni bambini reduci dalla Shoah. Oggi, vi proponiamo, con l’apprestarsi della settimana bianca, l’invito a recarvi nella meta sciistica, dove quella storia di solidarietà ebbe un lieto fine: Selvino (BG)

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Al Ticinello, sono tornate anche le cicogne!

E come per incanto… A Milano, dal cemento è nata l’oasi naturalistica del Ticinello!

Vi abbiamo parlato più volte come la città, dal dopoguerra in poi e soprattutto dopo la bolla immobiliare degli anni ’80, abbia eroso intere frange di campagna che ancora si trovavano all’interno dei confini comunali. Non è difficile ancora oggi trovare cascine (abbandonate), borghi rurali totalmente riutilizzati per abitazioni, toponimi e vie che ricordano come in un passato prossimo o più lontano la campagna stava proprio nel centro della città.

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Vista dell'area industriale del portello negli anni '30

Portello: a Milano, dove prima c’era una fabbrica oggi c’è il nuovo Parco Industria Alfa Romeo

Da oggi Milano ha un nuovo parco e questa è sempre una bella notizia! Si, perché è comunque ciò che resta di una di quelle aree dismesse, cioè abbandonate dalle industrie, che in un primo tempo è sempre teatro di un’impressionante edificazione (in termini qualitativi nemmeno fra le più terribili nel panorama delle politiche urbanistiche delle ultime giunte comunali) e che poi vede, una volta abitata e umanizzata, una certa nobilitazione. E’ per questo che oggi vi esorto a passare al Portello, magari approfittando dello shopping natalizio: fino ad oggi era noto ai bambini purtroppo solo per l’enorme centro commerciale…

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