Category archive: Via da Milano

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Museo di Fotografia Contemporanea, un luogo da scoprire a Cinisello Balsamo

É il 2004 quando, a Cinisello Balsamo, nasce il Museo di Fotografia Contemporanea. Milano è lontana pochi chilometri, ma potremmo essere ovunque, tanto è il fascino della sua location, quella Villa Ghirlanda Silva che risale al 1660 e che è circondata da uno splendido giardino all’inglese. É qui che, il sabato e la domenica, appassionati e curiosi possono ammirare suggestive opere che attraversano i decenni, e che raccontano la provincia di Milano nella complessità del suo territorio.

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A Como, la Città dei Balocchi è un’emozione lunga ventitré anni

La Città dei Balocchi, a Como, è uno spazio magico. Un luogo onirico, che emoziona gli occhi dei grandi e dei bambini. É un mondo di luci e di colori, giunto quest’anno alla sua XXIII edizione. Perché, da 23 anni, la Città dei Balocchi – nel capoluogo lariano – è sinonimo di Natale. Di festa. Di Babbo Natale e della Befana. Di giocattoli, di dolci e di regali.

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Boutique hotel: gli indirizzi in Lombardia

I boutique hotel: una tendenza degli ultimi anni, piccoli microcosmi di lusso, eclettismo e personalità. Ce ne sono in tutto il mondo, in tutta in Italia. A Milano, e poco fuori. Perché quello dei boutique hotel è un vero proprio cambio di rotta nel mondo dell’hotellerie. É il disegno di un nuovo tipo d’accoglienza, fatto di residenze minimal-chic e insolite – come la Casa sull’Albero, affacciata sul Lago di Como -, di hotel che danno nuova anima a camere e spazi comuni – come è successo per l’Hotel Albavilla&Co., appena inaugurato e firmato dall’architetto Gabriele Talpo -, di mondi colorati, di immersioni nella natura, di dimore storiche reinterpretate. Ma noi, oggi, vogliamo parlarvi di boutique hotel vicino a noi. Per piccole evasioni non lontano da casa.

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Il nostro viaggio, da Bangkok a Okinawa (parte 3)

Salutata Bangkok, lasciato in Indonesia un pezzetto di cuore, saliamo sul volo Air Asia con destinazione Tokyo. Le prossime tre settimane saranno tutte dedicate al Giappone. Che, in me, non occupa ora alcun posto speciale. Non sono tra le persone (la quasi totalità, a dire il vero) che, dal Sal Levante, sono tornate estasiate. No. Io non l’ho amato molto. Mi ha incuriosita, mi ha sorpresa, a tratti affascinata, ma non mi ha lasciato quella malinconia dolce che un viaggio dovrebbe regalare. Solo una volta, sono riuscita ad emozionarmi. Ero a Hiroshima, davanti al triciclo di un bambino volato via insieme alle migliaia di vite che la bomba atomica ha strappato. Ma questa è un’altra storia.

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Il nostro viaggio, da Bangkok a Okinawa (parte 2)

Ci aveva portati fino a Yogyakarta, il nostro viaggio. Ma non lo sapevamo ancora, quali sorprese aveva in serbo per noi. Perché se è vero che Yogyakarta, di per sé, un viaggio lo vale già, è altrettanto vero che da qui si possono raggiungere luoghi straordinari. Che poi straordinari è pure dire poco. Ed è difficile raccontarli, o racchiuderli in una fotografia. Sono luoghi da vivere. Da fermarsi un attimo, per capirli, per capirsi. Sono luoghi di emozioni, di storia e di storie. Anche quando un terremoto li scalfisce. Anche quando il sole a picco, quella scalinata, ti consiglia di non farla. Ma tu la sali lo stesso, perché non c’è viaggio senza un po’ di sfida.

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Il nostro viaggio, da Bangkok a Okinawa (parte 1)

«Il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale, e molti di noi ne hanno estremamente bisogno proprio per questo motivo. Le vedute ampie, sane e buone non possono essere acquisite vegetando tutta la vita in un piccolo angolo di Terra». Ecco, se dovessi descrivermi con una frase, sceglierei queste parole di Mark Twain. Viaggiare, per me, è essenziale. Come lo è respirare, mangiare, dormire. Pare ci sia una vera e propria sindrome, una “malattia del viaggio”. Si chiama Sindrome di Wonderlust, e ne è affetto chiunque non sia capace di stare fermo in un qui e ora. Chi ha il desiderio irrefrenabile di partire, di esplorare il mondo. Chi controlla ossessivamente i prezzi dei voli, chi ha sempre la valigia pronta. Sembra che, tutto questo, sia scritto nel nostro DNA. Più precisamente, nel recettore DRD4-7R, responsabile dell’amore per tutto ciò che è “esotico” e sconosciuto. Il 20% della popolazione ce l’ha. E io, di quel 20%, faccio parte.

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Alla sorgente del fiume dei bambini

Oggi voglio condurvi con me in un posto molto particolare, punto di riferimento, nel dopoguerra, per bambini e ragazzi, costituito da ettari di parchi, di boschi, e edifici liberty che, dopo anni di abbandono, sta rinascendo a nuova vita.
Il tutto, là dove nasce un fiume.

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