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PAO, Pacific Trash Vortex

Pao – Penguin Heroes

PAO – PENGUIN HEROES

Chi non conosce Pao e i suoi coloratissimi, allegrissimi e giocosi pinguini, che ne costituiscono il vero e proprio logo?
Ecco un nuovo straordinario evento presso lo Spazio Eventi del Mondadori Megastore di Piazza Duomo: fino al prossimo 9 luglio il pubblico milanese avrà infatti la possibilità di ammirare una mostra dedicata proprio a questo geniale e conosciutissimo esponente della street art.
Chi ha detto che l’arte debba essere sempre difficile e seriosa, un mondo quasi parallelo e inafferrabile?
L’arte – e Pao ce lo dimostra – può e sa essere per tutti! E’ ironia e gioco! E’ gioia!
Scopriamone insieme qualcosa in più e lasciamoci trascinare in un mondo tutto colorato!

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Buddha Bowl: amore al primo assaggio

È arrivata con prepotenza anche a Milano (e per estensione in Italia) il nuovo trend di sapore veramente orientale: le Buddha Bowl. Dopo il ramen (ne abbiamo parlato qui), i noodles, le insalatone salutiste, le super-zuppe, ecco che arriva sulle nostre tavole la maxi ciotola, sempre coloratissima e invitante.

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Le Abbadesse di Milano: un borghetto rurale e una chiesa, a pochi passi dai grattacieli di Porta Nuova

In un tempo lontano, quando i Visconti dominavano saldamente il ducato tra il XIV sec. e la fine del XV, Milano era uno fiorente centro commerciale, denso di case all’interno della cerchia del naviglio, e al di fuori, come ogni mappa del periodo può testimoniare, si trovavano una serie di borghi agricoli, spesso in concomitanza delle stazioni di posta. Ma non solo, spesso vi erano dei grossi complessi con una serie di cascine che governavano le attività di un territorio agricolo spesso di grandi dimensioni, di proprietà di qualche nobile e potente famiglia vicina alla corta, o appartenente a qualche convento o monastero cittadino. Una di queste realtà era l’antico convento femminile delle agostiniane, dette abbadesse, ben fuori la più antica Porta Nuova (la porta medioevale che oggi possiamo vedere in Piazza Cavour).

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Tale convento, luogo romito, si trovava all’interno di un insediamento rurale formato da qualche cascina e da un edificio padronale forse adibito in parte a foresteria delle monache. Tutto intorno era campagna e qualche segno di vita si trovava ben lontano. I vicini più prossimi consistevano nelle proprietà del cardinale Pozzobonelli, che pressappoco, terminavano lungo l’attuale Via Pola, all’altezza del distributore Agip, di fronte alla Regione, e di cui rimane ben poco del costruito (oggi inglobato dal cortile di un hotel) della sua famosa ed enorme residenza-cascina rinascimentale, in fronte alla Stazione Centrale (lato Piazza Luigi di Savoia/Andrea Doria), e dalla parte opposta, un piccolo cimitero fuori le mura che serviva l’abitato del sestiere Comasina, chiamato la Mojazza (sull’attuale Piazzale Lagosta). Tutto intorno campagna, frutteti e campi coltivati, resi fertili da qualche roggia che partiva dalla Martesana e da qualche risorgiva della zona a due passi dalle sicure mura cittadine e da quell’altra strana realtà rinascimentale, a metà tra un santuario e un luogo di pellegrinaggio, quale S. Maria alla Fontana (anche in questo caso il nome indica la presenza di un fontanile).

Mappa della zona con al centro le abbadesse (simbolo verde) e ai lati ciò che rimane della cascina Pozzobonelli (in rosso in basso a sx) eil cimitero della Mojazza (in alto a sx in rosso)

Mappa della zona con al centro le abbadesse (simbolo verde) e ai lati ciò che rimane della cascina Pozzobonelli (in rosso in basso a sx) e il cimitero della Mojazza (in alto a sx in rosso). E’ facile riconoscere la Stazione Centrale e la nuova sede della Regione Lombardia.

Oggi il panorama è di molto cambiato: il costruito ha fagocitato tutte le aree verdi; persino il “bosco di Gioia” non esiste più per fare spazio alla nuova sede della Regione Lombardia; l’antico convento è divenuto un condominio, tra Via Oldofredi e Via Abbadesse, con qualche ristorante che ha occupato le antiche strutture rurali, con spazi all’aperto e con un vago sapore da vecchia trattoria; e dulcis in fundo, una piccola chiesetta è rimasta a presidiare il crocicchio, ma che è spesso chiusa agli occhi indiscreti dei passanti allibiti, che si trovano catapultati in un angolo di campagna tra i grattacieli dell’area Repubblica-Garibaldi-Porta Nuova.

Ma allora cos’è (era) questo luogo? Era semplicemente un insediamento rurale sulla strada per Niguarda, di cui sopravvive, seppur rimaneggiata e riattata, la cascina omonima con tipica corte e pozzo e la chiesetta dei SS. Carlo e Vitale dalla parte opposta della strada. Durante la Controriforma sicuramente un piccolo oratorio precedentemente costruito, venne soppiantato dall’attuale chiesetta dalle forme barocche e al centro del crocicchio si installò una stele devozionale (oggi scomparsa per far passare le macchine), come se ne vedevano tante nelle piazze della città coeva.

Lo slargo con a dx la chiesetta e a sx l'edificio padronale del complesso rurale (foto di Robert Ribaudo)

Lo slargo con a dx la chiesetta e a sx l’edificio padronale del complesso rurale (foto di Robert Ribaudo)

Allora come oggi, il piccolo edificio sacro si presentava con una semplice fronte con portale dal ricco fregio superiore. L’interno, a navata unica, ospita ancora l’originario altare tardo-barocco. E’ divisa internamente in quattro campate ed è coperta con volte a botte e tetto a doppia falda, proprio come le tipiche chiesette di campagna. Sul cantonale a destra è impostato un campaniletto a pianta quadrata. Le pareti interne sono adornate ed affrescate (per lo più della scuola del Morazzone), con aggiunte di lesene e scorniciature a rilievo per le prime tre campate. L’ultima, demarcata da balaustra e gradini, non segue lo stesso ordini di pannelli, ma si sviluppa con un motivo prospettico di abside finto. Qui è ricavata la grande nicchia centrale col sontuoso altare barocco. In alto, nei pennacchi della volta sono aperte alcune finestre rettangolari semplici, su fondo a colore.

Interno della chiesa (foto urbanfile.it)

Interno della chiesa (foto urbanfile.it)

Tutto intorno il verde pubblico ha isolato l’edificio fatto ristrutturare grazie ad un lascito della contessa Lavinia Marliani e poi finito tra le proprietà dell’Ospedale Maggiore. Come molte delle proprietà dell’ospedale, l’ oratorio, fu abbandonato fino a quando nel 1911 la Soprintendenza non scopre  gli affreschi di Pietro Maggi, realizzati su ordine della contessa, e pone il vincolo di tutela, che ha difeso l’edificio e forse il complesso rurale antistante da qualche famelica speculazione selvaggia. In realtà persino i giardinetti restrostanti la chiesa sono il frutto di un atto pianificato, poichè sono una gradevole copertura di un sottopasso ferroviario, prima che i treni raggiungano la vicina stazione Garibaldi.

Non mi resta che invitarvi a visitare il settore urbano fin qui descritto, magari cogliere l’occasione per un aperitivo in uno dei localini caratteristici su strada.

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Occupazione a Milano: un progetto inclusivo che offre formazione e assunzione a giovani autistici.

Occupazione a Milano oggi è anche questo: un progetto dall’alto impatto sociale, rivolto a persone con disturbi dello spettro autistico, che nei prossimi mesi seguiranno un programma di formazione e verranno assunti in azienda per attività inerenti il settore dell’Information Technology. In altre parole: quando l’inclusività e l’integrazione delle diversità non sono un concetto astratto, banalmente sbandierato sotto il segno di un’etica politically correct, quanto una concreta realtà.

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Bella Lombardia, la nuova app che ti guida alla scoperta dell’arte e dei monumenti della regione

Con Expo 2015, la Direzione Cultura di Regione Lombardia, con l’ufficio che si occupa di catalogazione dei  beni culturali (Sirbec- Sistema Regionale dei Beni Culturali) ha pensato di dare maggior risalto alle proprie banche dati contenenti il patrimonio storico artistico, architettonico e archeologico diffuso sul territorio, già in parte esposto e pubblicato sul portale Lombardia Beni Culturali. Lo ha fatto con una nuova piattaforma ad hoc, dove vengono messi in risalto una serie di novità…

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Un’estate a Lanzarote. Tra mare e arte, scoprendo anche un’opera premiata.

Lanzarote, a parere di molti, è una delle più interessanti tra le isole Canarie. Meta prediletta dai cultori del windsurf – non a caso dal 5 all’8 luglio ospiterà il campionato europeo di freestyle di questo sport – è in realtà un’isola spagnola apprezzatissima non solo per le sue belle coste, le più vicine, tra tutte le Canarie, a quelle del continente africano.

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JazzAscona e Parolario: due eventi ad alto tasso di cultura

Sono all’insegna della cultura, i due appuntamenti imperdibili che – tra la Svizzera e il lago di Como – animeranno quest’inizio d’estate. Stiamo parlando di JazzAscona, e di Parolario. Dal 15 al 24 giugno, il lago di Como diventa un palcoscenico unico per il festival della letteratura. Torna infatti, con un programma che conta più di 100 micro eventi, la 17° edizione di Parolario. Una manifestazione che, col suo alto fattore di cultura, coinvolge – oltre al capoluogo – anche Cernobbio e Brunate.

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Yuri Guaiana racconta l’emergenza in Cecenia

Il New York Times ha espressamente parlato di pogrom.
Così è stata definita la situazione  vissuta dalle persone LGBT in Cecenia, che non ha eguali nella storia recente d’Europa.
Ne ha parlato di recente Yuri Guaiana, attivista membro del board di ILGA-Europe, ex segretario di Certi Diritti e campains manager dell’associazione ALL OUT, per conto della quale l’11 maggio si trovava a Mosca per consegnare  proprio una petizione contro le torture degli omosessuali in Cecenia.
Per questo è stato arrestato e – per fortuna – poco dopo rilasciato.
Cerchiamo di capire, grazie alla testimonianza diretta di Yuri nell’ambito di un incontro organizzato da 02PD presso Leccomilano in Porta Venezia, qual è la verità del dramma ceceno e perché questa situazione riguarda tutti.
Anche noi!

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Dal vaso alla tavola: un pieno di salute!

Negli ultimi anni si è assistito ad un repentino cambiamento dello stile di vita dell’uomo. Il concetto stesso di cultura alimentare si è modificato radicalmente. Se da un lato troviamo le persone più sensibili e attente al tema del benessere e di qualità alimentare, dall’altro c’è la tendenza inversa a consumare prodotti “pronti all’uso”, pre-lavati, pre-sbucciati, pre-tagliati. In tutto questo stiamo perdendo di vista il gusto per un’alimentazione sana, bilanciata. L’ultimo trend è ritrovare il gusto del mangiar sano,  o meglio realizzando un piccolo orto in vaso, per gustare a Km zero le primizie di stagione.

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Il nuovo trend? La palestra in casa!

E io mi faccio la palestra in casa. Sono ingrassata, non mi vanno più gli abiti dello scorso anno, sto cambiando forma. Che fare? La prova costume, d’accordo, non è tutto. Ma in queste settimane, con le vacanze alle porte, diventa sempre più impegnativo rimettersi in forma. Che fare allora? Iscriversi in palestra? Mettersi di buon grado a correre, al mattino presto o al calar del sole? Fare lunghe camminate in montagna o… ritirarsi in una stanza e correre sul tapis roulant? Le soluzioni per riprendere il peso forma – anche con una palestra in casa – ci sono. Basta la buona volontà.

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