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Cobia: ecco il futuro protagonista delle tavole italiane!

Sano, gustoso, versatile… in poche parole straordinario! Dopo Stati Uniti, Germania e Londra, il pesce Cobia ha fatto la sua comparsa in Italia ad inizio 2016 grazie allo chef stellato del Ristorante Van, situato all’interno del Park Hyatt di Milano, il quale ha creato tre grandi piatti gourmet. Da allora la curiosità per questa nuova specialità ittica è cresciuta in maniera esponenziale.

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Bruno Rezzonico e Daniele Amato: la nuova generazione della moda

Si sa, la moda è un gioco serio. E se Milano ne è la capitale, gli stilisti made in Como si difendono molto bene. Noi di Milano al Quadrato, oggi, vogliamo raccontarvi la storia di uno di loro: Bruno Rezzonico. E poi di Daniele Amato, che è invece nato in una famiglia milanese che ha la moda nel DNA. Vogliamo raccontarvi un pezzo del loro mondo, tra colori, fantasie e una creatività che non ha fine.

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DesignCircus, il design indipendente sbarca in Corso Como

Colori. Forme. Innovazione. Creatività. DesignCircus, del Design Indipendente, è casa e manifesto. Con nove appuntamenti in due anni, e con il coinvolgimento di oltre 300 designer da tutto il Paese, l’evento dedicato all’autoproduzione italiana è, per Milano, una sorpresa e una conferma. Con le sue proposte ricercate, con le incredibili storie dei suoi artisti e dei suoi creativi. Con la passione che, i suoi creatori, mettono in campo ogni giorno. A partire da quell’estate di due anni fa.

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Stefano Epis e Laura Alberti, organizzatori di DesignCircus.

Perché, quella di DesignCircus, è una storia di amicizia. E di amicizie. Di collaborazioni che nascono per un caso che non è mai fortuito, di incontri disegnati dal destino. É la storia di una famiglia che cresce, edizione dopo edizione. É la storia del piccolo che diventa grande, del Nord che incontra il Sud. Di materie che si fondono, d’arte e di design. Un design che è indipendente, che è diverso ed è libero. Un design fatto dalle persone e dalle loro storie. Un design che ha in sé la vita. Quella di chi, i suoi oggetti e le sue opere, li disegna, li modella, li costruisce pezzo dopo pezzo. Con una creatività fatta d’amore, di conoscenza e di passione.

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L’Abat Book di Art Frigò.

Per la prima volta, DesignCircus sceglie per il suo appuntamento natalizio la ridisegnata Zona Garibaldi. Per un intero weekend – il 26 e il 27 novembre – l’Atelier Corso Como 5 ospiterà 22 designer, artisti e piccoli produttori. Con una novità: il 26 novembre, apertura fino a mezzanotte. Per fare shopping anche dopo cena. Tra lampade e sculture, opere d’arte contemporanea e complementi d’arredo, gioielli e pezzi unici, si potranno acquistare doni straordinari. Per un Natale fuori dagli schemi, per far felice chi amiamo…. o noi stessi.

Tra i creativi in mostra, Simone Guazzetti è un ritorno con sorpresa. L’artista comasco sceglie la X-Mas Edition di DesignCircus per presentare i suoi Robots, ispirati ai racconti e alla science fiction degli anni Quaranta e Cinquanta. Robottini unici e po’ un magici, che sono dei “non-giochi” e che hanno in sé un’ironia nostalgica. Sorprendenti creazioni chiamate a dialogare col mondo visionario dei suoi quadri. C’è poi Emanuela Sala, con il suo Piatto Unico. Interior designer con la passione per il vintage e il modernariato, Emanuela reinterpreta piatti, ciotole e alzatine con illustrazioni del Settecento in stile enciclopedico, e con immagini del XX secolo che appartengono al nostro immaginario collettivo. Per portare nelle nostre case un pezzo unico per davvero.

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Uno dei Robots dell’artista Simone Guazzetti.

 

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Alcune creazioni di Piatto Unico, brand di Emanuela Sala.

Daniele Cima, milanese classe 1950, è invece uno dei più influenti, ammirati e apprezzati Art Director italiani. A DesignCircus porta le sue cornici Colorado, manufatti artistici dipinti a mano dalle molteplici ispirazioni. C’è, in loro, la cultura latinoamericana e l’estate psichedelica della West Coast, le casette colorate di Whitehead o di Bo Kaap e la poster art del Fillmore West, il mondo di Frida Kahlo e quello di Mondrian, l’universo di Peter Blake e quello di Frank Stella. Per una communication art che varca i suoi stessi confini. E poi ci sono le rose, quelle di Lella Zambrini, che è psicologa ed è artista. Sa’rosas racconta le rose, e con loro la femminilità e le infinite anime di una donna. I suoi bijoux sono pezzi unici realizzati a mano, pieni d’arte e d’emozione. Sculture floreali in cui sensualità, cultura, intenso cromatismo e aroma selvatico si fondono insieme. Per la Donna d’oggi e di domani.

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Una delle cornici Colorado di Daniele Cima.

 

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I bijoux Sa’rosas, realizzati da Lella Zambrini.

E, ancora, c’è Emanuel Bullita, nato a Milano nel 1982. Esperienza da grafico e una precisa filosofia («La creatività artistica nasce dall’ispirazione. L’ispirazione nasce dalla curiosità. La curiosità permette di osservare, e osservare permette di vedere. Senza pregiudizi»), con il suo brand MOØN, realizza collage, disegni a matita, illustrazioni digitali. Opere nate col desiderio di incuriosire, per far riflettere sul loro significato.

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Opera firmata Emanuel Bullita.

Tra ritorni e nuovi nomi, DesignCircus, ancora una volta, punta a stupire. A raccontare un nuovo modo di fare design, soprattutto in Italia, soprattutto ora. Punta al sogno, DesignCircus. Un sogno che è vicino ed è concreto, come il suo motto racconta. Mentre gli altri dormono, io sogno. Esiste qualcosa di più romantico, di più poetico, di più bello?

 

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A Palazzo Reale, il Giappone che non c’è più e gli antenati dei manga

In occasione del 150° anniversario delle relazioni diplomatiche-commerciali tra l’Italia e il Giappone, a Palazzo Reale vengono esposte alcune opere (significative!) dei più importanti artisti del paese de Sol Levante del XIX sec.: Hokusai, Hiroshige, Utamaro, apparteneti ad una lunga tradizione artstica, nota come ukiyo-e, fiorita tra il XVII e il XX sec., ma che ha radici molto più antiche.

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Serie TV: arriva il vicequestore romano tanto amato anche dai milanesi

Ho già avuto modo in passato, sia sul precedente blog Ciabattine sia su MAQ di parlare di serie TV, concentrandomi in particolare sul fenomeno del Binge Watching, ovvero sulla consuetudine sempre più amata dal pubblico, di fare un’abbuffata (termine che traduce letteralmente il termine “binge”) di episodi, insomma, una maratona di visione di telefilm. La fiction di cui parlerò brevemente oggi non può ancora essere oggetto di questa mania, perché esordisce con la prima puntata questa sera su RAI 2: per i binge watchers invece è necessario essere già in possesso di tutte gli episodi di un telefilm per poi vederli senza soluzione di continuità.

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Il nostro viaggio, da Bangkok a Okinawa (parte 3)

Salutata Bangkok, lasciato in Indonesia un pezzetto di cuore, saliamo sul volo Air Asia con destinazione Tokyo. Le prossime tre settimane saranno tutte dedicate al Giappone. Che, in me, non occupa ora alcun posto speciale. Non sono tra le persone (la quasi totalità, a dire il vero) che, dal Sal Levante, sono tornate estasiate. No. Io non l’ho amato molto. Mi ha incuriosita, mi ha sorpresa, a tratti affascinata, ma non mi ha lasciato quella malinconia dolce che un viaggio dovrebbe regalare. Solo una volta, sono riuscita ad emozionarmi. Ero a Hiroshima, davanti al triciclo di un bambino volato via insieme alle migliaia di vite che la bomba atomica ha strappato. Ma questa è un’altra storia.

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