Bufale: disinformazione senza limiti di assurdità. E non solo a Milano.

Tra noi milanesi sono decenni che si parla di “leggende metropolitane”: oggi si chiamano “bufale”, probabilmente perché hanno ampiamente sconfinato oltre i perimetri cittadini. Inutile dire che il maggior e soprattutto più rapido mezzo di trasmissione delle notizie tanto false quanto improbabili è la rete: cosa c’è di più “virale” al mondo? Una delle bufale più storiche e irripetibili, estremamente vintage ormai, vagava di bocca in bocca alla fine degli anni Ottanta, inizio anni Novanta, prima quindi dell’avvento di Internet. Si raccontava di una coppia che aveva riportato a Milano, dopo un viaggio esotico, il tanto celebre quanto famigerato topo delle Maldive. Sì, credendo fosse un cucciolo di cane orientale, questi sprovveduti si erano messi in valigia una pantegana maldiviana… e tutti in città ne parlavano dicendo e spergiurando che era successo A PROPRI AMICI CARI…

Questo sarebbe l'habitat dell'inesistente e temibile Topo delle Maldive (Bufala d'antan). Beato lui. (photo:Leggo.it)

Questo sarebbe l’habitat dell’inesistente e temibile Topo delle Maldive (Bufala d’antan). Beato lui. (photo:Leggo.it)

Uno dei segreti delle bufale è questo: appropriarsi della news e renderla molto personalizzata.

Anche il premier ha contribuito alla diffusione virale di una bufala politica!

Anche il premier ha contribuito alla diffusione virale di una bufala politica!

Proprio in questi giorni, per tornare all’attualità, Renzi ha fatto sua una bufalona del web: il premier ha citato la neo sindaco Chiara Appendino, confermando che in una settimana aveva licenziato 3.000 dirigenti in esubero, con un risparmio immediato per il Comune di oltre 3 miliardi. Insomma, una tagliatrice di teste che neanche Barbablù.

Sul web la neosindaco Appendino è stata "bufalata" come supertagliatrice di teste (Photo: Il Post)

Sul web la neosindaco Appendino è stata “bufalata” come supertagliatrice di teste (Photo: Il Post)

Leggo anch’io sul web che tale bugia ha preso le mosse da una pagina facebook  pubblica a tema politico, i cui autori, pur sbandierando il simbolo M5, non hanno alcun legame con i Cinque Stelle. Ora è interessante per due aspetti: la falsità accertata, se si considera che Torino conta solo 116 dirigenti (così leggo sempre in rete… sarà esatto?), e in più, nonostante le possibili smentite, come per ogni bufala, l’effetto virale è INARRESTABILE. Non è un mistero che molti siti trattino questo argomento dilagante: un paio di casi eccellenti sono rappresentati dalla rubrica del magazine Wired che porta proprio il nome di Bufale, e BUTAC, un blog di appassionati di verità, che “dedicano la lotta contro: bufale, disinformazione, allarmismi gratuiti e frodi online”. E fanno bene, perchè alcune informazioni virali hanno un vero effetto fobico collettivo.

Ecco il logo di Butac.it, sito dedicato alla lotta contro bufale e frodi in genere

Ecco il logo di Butac.it, sito dedicato alla lotta contro bufale e frodi in genere

Una leggenda (extra)metropolitana del momento è l’avvistamento di alieni sul lago d’Iseo, proprio dove ha incontrato tanto successo l’opera The Floating Piers di Christo e di cui ha parlato per Maq, Laura Alberti.

Il leggendario avvistamento degli alieni... recentemente sul lago d'Iseo. Ma non c'era già Christo?

Il leggendario avvistamento degli alieni… recentemente sul lago d’Iseo. Ma non c’era già Christo?

Leggo su Wired che la notizia è stata diramata da il Fatto Quotidaino, vi prego di notare il refuso nel nome, che rievoca quello del più noto quotidiano di Marco Travaglio.

La testata che fa il verso al celebre quotidiano

La testata che fa il verso al celebre quotidiano (leggete con attenzione)

Peraltro la news era partita tempo fa da Il Giomale, notate il refuso number 2. Il traffico alieno documentato dalle immagini non è frutto di Photoshop ma è un effetto di riflessione ottica di una foto vera. Attenzione perché l’astronave non è altro che il riflesso del lampadario di un ristorante, che a sua volta si trova sulle rive del lago Jackson. Insomma, io stessa che sto scrivendo… non so più cosa di vero vi stia raccontando!

Ecco la spiegazione della bufala aliena... (photo: Wired)

Ecco la spiegazione della bufala aliena… (photo: Wired)

Però una vera notizia assurda c’è, e pur essendo dichiaratamente folle come nei casi di quelli che vendevano stelle, pianeti, comete eccetera, chi la propone, un bel business lo fa di sicuro: su Repubblica.it si parla di un gelataio torinese che vive da 12 anni nella famosa isola delle Baleari di cui oggi vende… l’aria. Mi spiego: la sua idea è produrre e commercializzare lattine sigillate che contengono “Aria di Ibiza”.

L'aria di Ibiza venduta da un torinese furbacchione. Meno furbo chi la compra (photo: laRepubblica)

L’aria di Ibiza venduta da un torinese furbacchione. Meno furbo chi la compra (photo: laRepubblica)

Non bisogna assolutamente aprirla, costa da € 3,90 a € 5,90 e sull’etichetta recita “0 grammi. 100% aria pura. Senza additivi. Made in Spain. Senza glutine”. Visto? Le bufale si possono anche vendere e c’è chi ama acquistarle! Io ho pensato che di queste lattine potrei regalarne una. A chi? Se mi invitano a cena, ai miei vicini. Sì, quelli che hanno portato a casa il famigerato topo delle Maldive.

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