LIVE WINE 2019 – Salone Internazionale del Vino Artigianale

Si è concluso da poche ore a Milano il LIVE WINE – Salone Internazionale del Vino Artigianale alla sua 5a strepitosa edizione ed ancora se ne sente l’eco… o meglio… il sapore ed il profumo inebriante. L’evento ha visto riuniti qualcosa come 150 cantine, tra italiane ed estere, e la loro produzione vitivinicola. Al centro dell’edizione, tra gli altri, 2 territori d’eccezione: l’Alsazia con i suoi strepitosi e noti vini aromatici e il Roero, che negli ultimi anni sta vivendo una stagione clamorosa grazie al lavoro di una giovane e virtuosa generazione di vignaioli.

La manifestazione era aperta a tutti, operatori del settore, amanti del buon vino, appassionati che volevano avvicinarsi al mondo del vino biologico e ai suoi viticoltori. Le occasioni per entrare nel vivo dell’evento sono state molte e tutte interessanti. Degustazioni, approfondimenti tematici, tavole rotonde, riflessioni con esponenti di rilievo: giornalisti specializzati, critici gastronomici, produttori.

LA NOSTRA VISITA
Noi di MAQ ci siamo presentati di buon mattino all’ingresso del Palazzo del 
Ghiaccio in Via Piranesi a Milano. Recuperato il “bracciale” dell’accredito-stampa, eccoci finalmente all’interno della struttura ampia e luminosa, pronti con registratore, macchina fotografica, calice in mano (in omaggio) e tanta curiosità; per ascoltare la voce dei vignaioli, assaggiare e segnare i nostri vini preferiti; approfondire poi l’argomento vino biologico, naturale, bio-dinamico.

COS’È IL VINO NATURALE

Prima di tutto deve avere dei requisiti ben precisi: deve essere prodotto e imbottigliato da chi si è preso cura della vigna e della cantina; deve arrivare da un vigneto che non ha subìto trattamenti chimici di sintesi; l’uva deve essere stata vendemmiata manualmente; non deve contenere additivi non indicati in etichetta, non deve contenere grandi quantità di solfiti aggiunti tant’è che alcuni vitigni li producono naturalmente e non è necessario aggiungerne. Il vino, che sia rosso, bianco, paglierino, rosato, deve essere il meno “artefatto” possibile, genuino, vivo.

I NOSTRI ASSAGGI

La degustazione di un vino non è solo un semplice assaggio: è un vero e proprio procedimento tecnico che permette di giudicare la qualità e gli eventuali difetti di un vino, attraverso un’analisi oggettiva compiuta con i sensi della vista, dell’olfatto e del gusto. Ma visto che non sono una sommellier ma un’amante del vino… ho fatto una valutazione del tutto personale. Premetto che la degustazione consiste in una “lacrima” di vino nel calice, quindi a prova di eventuali sbandamenti. Della cantina BARBACAN (Chiavenna) abbiamo assaggiato un Valtellina Superiore Docg Valgella Söl; dell’Az. Ag. BARRACO abbiamo gustato un Nero d’Avola potente; dell’Az.Ag. LUCA’ un freschissimo Greco di Bianco. Della cantina REIA ho gustato un vino mai assaggiato… la Ribolla Gialla del 2016; la disarmante simpatia di Salvatore Marino ci introduce al suo straordinario DOC Eloro Pachino Nero d’Avola. L’Az. Agr. FABIANI ci accompagna in Toscana con un Giano (uva sangiovese canaiolo) che ci ha letteralmente conquistati. Così come ci hanno conquistati i ragazzi di ENO-TRIO di Catania e il loro fantastico Nerello Mascalese (che ho poi acquistato). Il CASTELLO di STEFANAGO ci ha offerto un graditissimo Croatina – Provincia di Pavia. L’azienda LE CALLE ci accoglie con un Campo Rombolo da uvaggio sangiovese e ciliegiolo. Questi sono i miei, i nostri consigli. Sul sito ufficiale trovate comunque l’elenco completo di tutte le cantine partecipanti.

NON DI SOLO VINO…

Cibo e vino sono da sempre una coppia indivisibile… quindi tra le varie postazioni dedicate ai vini, abbiamo avuto modo di conoscere e poi assaggiare i prodotti di numerose aziende che prendono l’argomento BIO molto seriamente. Ne cito alcune tra la moltitudine: Parizzi Elicicoltura prodotti trasformati a base di lumaca, dagli “sciroppi” per la tosse alle lumache da gastronomia in umido; Zaffineria, zafferano abruzzese d’eccellenza raccolto con metodi antichi e una grande storia di famiglia alle spalle; La Baita & Galleano con prodotti vari dalla Liguria come pesto, composte, giardiniera, olio extravergine, pomodori confit.

E ancora L’Anciua sempre dalla Liguria un’azienda che lavora i filetti di acciuga; dalla Puglia Zio Pasquale e la sua strepitosa produzione di taralli tipici. E ancora street food da passeggio, l’angolo del pane di Davide Longoni e delle bruschette di PanturaTipografia Alimentare con i suoi tacos; Capriss le degustazioni di formaggio di capra, i Coni di Giulietta colmi di formaggi veronesi. Nell’ambito dell’evento erano presenti anche banchi dedicati all’editoria specializzata, a coltivatori bio e le loro sementi…

IN CONCLUSIONE

È stata una giornata faticosamente impegnativa, ma ricchissima. I viticoltori, la storia delle proprie aziende e delle famiglie, l’amore per la propria terra, per il proprio lavoro; una dedizione totale, grandi sacrifici per dar vita, voce e visibilità a prodotti e vini naturali di grande livello, a mio avviso del tutto all’altezza di quelli tradizionali. Qui a LIVE WINE, il vino “si racconta” in un frangente sempre meno sconosciuto e di nicchia.

L’evento, tra i più importanti del panorama vitivinicolo, è stato organizzato in collaborazione con la manifestazione Vini di Vignaioli-Vins de Vignerons e l’Associazione Italiana Sommelier Lombardia.

Appuntamento, dunque, al 2020 con una nuova strepitosa edizione!

© Photo by LIVEWINE – ©Mariangela Marchesi

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