Luoghi di confine e di esperimenti a impatto zero: Porto Ceresio

Viaggiando verso Nord, fino nell’alto varesotto, si arriva facilmente in un “luogo di frontiera”, dove il tempo sembra essersi fermato in una tranquilla atmosfera di ritmi sincopati. Stiamo parlando del borgo di Porto Ceresio sul Lago di Lugano.

Qui il nucleo più antico del tessuto urbano di antica formazione è punteggiato da qualche villa liberty di qualche villeggiante della bella époque, e da qualche casa anni ’50. Ma al di là di queste rare intrusioni di architettura moderna, tutto è rimasto come un tempo, un tempo senza età: potrebbe essere il Seicento o il Settecento di alcuni edifici barocchi, come la chiesa di S. Ambrogio (qui la Diocesi di riferimento è ancora quella ambrosiana seppur Milano sembri così lontana), o l’Ottocento delle case dei pescatori fronte lago, ancora con i vecchi fregi sulle facciate e i portici fronte strada.

L’antico nucleo di porto ceresio con la chiesa di S. Ambrogio

Insomma un tempo non meglio definito, ma sicuramente lontano dai ritmi frenetici della nostra città. Qui tutto scorre lento, persino il lago, mai mosso, se non da qualche battello di passaggio, che attracca sul lungo pontile per poter portare i turisti al di là del confine, fino a Lugano. L’incedere pacato si intuisce sin dall’inizio del paese, dove cominci a percepire il calpestìo dei tuoi passi sul pontile della lunga passeggiata lungolago, che porta dritto dritto fino nel Canton Ticino, nel confinante paese di Mendrisio al di là della dogana.

Le spiagge di Porto Ceresio punteggiate dalle darsene delle ville retrostanti (foto di Robert Ribaudo)

Il nome stesso denota la sua appartenenza a quei pochi paesi che si affacciano sulla sponda italiana del lago di Lugano, detto appunto Ceresio, e storicamente i suoi traffici e le attività sono state sempre legate al suo porto, unito fisicamente ad un interscambio ferroviario, così come abbiamo visto in un altro nostro contributo per il paese di Luino sul vicino Lago Maggiore. Infatti Dal 1894 la stazione è il capolinea settentrionale della ferrovia Varese-Porto Ceresio, originariamente gestita dalla Rete Mediterranea, poi passata in gestione alle Ferrovie dello Stato.

La vista della sponda opposta con il paesino di Morcote (foto di Patrizia Gottari)

Ma qui, oltre alle bellezze sul lago e alle meraviglie costituite dalla chiostra dei monti circostanti ricoperti di fittissima vegetazione, non ultimo quel Monte San Giorgio, divenuto Sito Unesco per il rinvenimento di numerosi resti di preistoriche creature marine, si possono scorgere tutta una serie di borghi di origine lombarda, ma oggi in territorio elevetico, come Morcote, esattamente sulla sponda opposta.

Oggi Porto Ceresio è anche protagonista di un interessante progetto di sviluppo sostenibile, sia in campo turistico che ambientale, ospitando la start-up Botel 2.0-0.

Il Botel di Porto Ceresio (foto di Robert Ribaudo)

La parola Botel non è altro che la contrazione anglofona di Boat-Hotel, molto semplicemente un albergo galleggiante presente nelle principali capitali del Nord e dell’Est Europa.

Il Botel 2.0 si differenzia da quelli diffusi in Europa sostanzialmente per un paio di motivi: la tecnologia e l’idea di “concept diffuso”.

Iniziamo dalla tecnologia: è l’unico Botel in Europa ad avere impianti a “ciclo chiuso” ovvero non c’è alcuna produzione di CO2 nè alcuno scarico in acqua; la costruzione rientra nelle logiche dell’”economia circolare” e l’impatto che produce è totalmente reversibile. In pratica su questo lago si sta sperimentando per la prima volta un natante a “impatto zero”, completamente ecosostenibile.

La pala eolica sul tetto che produce l’energia necessaria (foto di Robert Ribaudo)

Quanto al concept “diffuso”, si evidenzia che a differenza degli altri botel presenti nel mondo, la densità e la presenza di esemplari sarà molto limitata, con il fine di mitigare gli impatti su un territorio che risulta molto più sensibile di un corso d’acqua che ha una grande massa di liquido in movimento. Inoltre l’impatto della struttura che qui potete vedere è infatti simile a quello di una delle darsene già presenti sul lungolago.

Ora il Botel 2.0-0 di Porto Ceresio è quindi il prototipo che serve per testare i concetti progettuali (la totale autonomia energetica e l’assenza di emissioni nell’ambiente), ottimizzarli e renderli totalmente affidabili, nell’ottica dello sviluppo turistico-alberghiero: al di là della struttura poi c’è un lavoro quotidiano dell’organizzazione che si occupa della manutenzione e infrastrutturazione che consiste nel tenere monitorati tutti gli apparati tecnologici, testarne il comfort, coglierne i feedback e migliorarli ulteriormente per poter garantire agli ospiti, molto più che consapevoli, una vacanza esperienziale ad impronta ecologica zero.

Alla conclusione di questo periodo di prototipizzazione, che sta per partire, la struttura ormeggiata lungo la banchina, diventerà il punto informativo del botel diffuso dei Laghi e potrà erogare servizi informativi e turistici per i cittadini di Porto Ceresio e per i visitatori.

Per chi volesse saperne di più il sito www.boteldiffusodeilaghi.eu vi racconterà di più di questo ambizioso ed intelligente progetto.

Uno dei murales lungo la passeggiata che ci restituisce il paese stilizzato (foto di Robert Ribaudo)

Ma visitarne i luoghi vi farà percepire con più consapevolezza l’armonia che si è instaurata tra paesaggio e architettura, tanto da indicare Porto Ceresio tra i 20 borghi selezionati nel 2015 da Skyscanner, come imperdibili, e indicandolo come “un pugno di case affacciato su acque cristalline dove si respira un’aria fresca in tutte le stagioni”. L’elenco dei borghi è stato stilato prendendo in considerazione i Paesi con una popolazione inferiore ai 16mila abitanti, che avessero una storia e un borgo ben conservato, e che esprimessero nel migliore dei modi le caratteristiche architettoniche e del paesaggio della regione.

Un battello ormaeggiato usato come bar per gli aperitivi (foto di Robert Ribaudo)

Insomma una meta consigliata in tutte le stagioni: di inverno, perché favorita dal clima mite e dalla posizione ben riparata dai venti più freddi; in primavera, per il rigoglio della natura che ci regala colori tanto vividi da incantarne il visitatore. D’estate, perché dopo una lunga passeggiata, non è affatto da disdegnare un tuffo nelle acque cristalline del lago.

 

 

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