Posts by Cristiana Palmigiano

Viaggia, condividi… e fatti notare!

Da sempre un milanese che si rispetti – ma in realtà qualsiasi viaggiatore – vive doppiamente il piacere di viaggiare: prima, mentre fa la vacanza, e dopo, mentre la racconta, possibilmente sostenuto da un corredo iconografico. Ma oggi la fama del proprio tour vacanziero precede la narrazione a posteriori, grazie ai social e alle più nuove tecnodiavolerie disponibili, che danno il via a tendenze aggiornate e sempre più diffuse.

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Milano come al mare

Sembra di essere al mare, se si ha un occhio un po’ attentino, qui a Milano. Non sto parlando di clima vacanziero, ma di tendenze e routine vecchie o nuovissime, di cui siamo tutti un po’ protagonisti o vittime, a seconda del punto di vista.

Due ruotine

Nelle località balneari è da sempre disponibile ogni diavoleria su ruote o rotelle, per la gioia di famiglie bambinimunite: risciò, tandem a tre posti, superpattini, skateboard… e proprio dalle mani dei bambini, oggi viene strappato un nuovo trend, non marittimo ma metropolitano, molto childish e very motorizzatissimo. Il monopattino elettrico. I protagonisti di questa micromobilità sfrecciano ovunque e non sfoggiano, come ti aspetteresti, il classico stile da turista sciabattato. Questi allegri circolatori sono super trendy, lookatissimi, in testa a tutti i giovani businessmen, con completo monocolor e zainettochic d’ordinanza. E con qualche sfumatura di hipster. E chi non sfreccia? Si sente più che mai a Milano come al mare. Lasciato il businesslook ai monopattinatori, sono innumerevoli i cittadini che vivono nell’equivoco di credersi sulla battigia più che su un urbano marciapiede.

Canottierati & tatuaggi mantecati

Forti dei discorsi da ascensori, quelli in cui le mezze stagioni sono più rare degli unicorni, i milanesi dai piumini passano d’un sol balzo a un look da Isola dei Famosi. Un contagio diffuso più della peste del Manzoni: ognidove si avvistano ciclisti, pantaloncini, shorts, top, canotte e canottieroni, ciabatte, ciabattine e zatteroni… per non parlare dell’epidemia di mollettoni extralarge, sulle teste femminili.

Sur la côte può essere un simpatico sintomo di villeggiatura, in città sembrano evaporati i fondamentali del vivere insieme sotto gli stessi grattacieli. Esempi? I gran canottierati; la cui ascella vigorosa è olfattivamente valorizzata sui mezzi pubblici, forse perché temono di essere poco ecosostenibili casomai usassero un surplus di acqua per la detersione. O ancora i portatori sani di abitini o camicette in poliestere, inconsapevoli della perniciosa capacità di questi capi di aromatizzare l’aria.

E che dire poi dei tatuaggi mantecati? Magnifica definizione offertami dal mio amico Massimo, che ravvisa qua e là in città graffiti epidermici assai usurati, indossati per lo più da carni non proprio al top della tonicità.

Dall’insalatona al gelatochic

A Milano c’è aria di mare anche in tavola. È il momento di sfoderare “l’insalatona omnicomprensiva”, dove ci infili qualunque eterogenea minuteria alimentare.

Ed è la stagione delle insalate di riso e delle gelide insalate di pasta preparate coi temibili CONDITUTTO, che già il nome è un programma: mix di oggetti alimentari poco compatibili, che mai si fondono in un’armonia di sapori. Ma il top di gamma sono le gelaterie, che spuntano in giro più dei tatuaggi, mantecati e non: notato quanti gusti siano in grado di sfoderare? Dal Nutellone al Cookie, dalla meringata nocciolata alla lemonpanna, dal Puffo Brontolone allo zola glacé. Maxi idee, ma mini sapori: perché le creme sanno di crema, le frutte sanno di frutta. Stop.

E sapete qual è la prova del 9 per un milanese DOC? Invitato a cena in terrazzo, ecco come rivela la provenienza Milano Dowtown e non Misano Adriatico: non porta mai agli ospiti il gelato nella varietà gusti classici, tipo crema e cioccolato, ma quelli destinati a farsi notare come il pistacchio di Bronte che prima è passato da Agrigento, il caramello al sale e alla curcuma, il nero di seppia di Capri… A quel punto, sulla terrazza degli amici, sembra di sentire persino la risacca. Sarà mica quella dei Navigli in odor (e che odor) di riapertura??

 

ps Questa è la prima puntata di Leggoblog: un’idea dedicata a chi vuole leggere l’articolo… ma senza leggerlo, un po’ come gli audiolibri, oggi tanto acclamati!

 

 

 

 

 

 

Il lodigiano: la Storie e altre storie in un graphic novel, passando pure da Diabolik

In un sorprendente graphic novel, la Storia si intreccia con le storie di 14 personaggi più o meno famosi che sono nati o hanno lasciato il segno nel territorio lodigiano. Tra queste pagine appaiono assi del volante, ma anche Alessandro Volta, e ancora Napoleone o Gino Marchesi, “papà” di Diabolik ed Eva Kant, fumettista che è anche padre della nostra amica e food-blogger Mariangela Marchesi, tra gli autori di Milano al Quadrato.

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Messaggi vocali: odi et amo

I messaggi vocali sono la nuova frontiera della comunicazione interpersonale. Capita spesso che a Milano – come altrove del resto – la strada, i mezzi pubblici, i locali siano il palcoscenico di monologhi più o meno articolati. C’è chi li ama. C’è chi li odia. Ecco una breve analisi per capire da che parte stare!

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